I graffi del Diavolo nella Chiesa di San Pietro Somaldi

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Il Diavolo a Lucca ha lasciato il suo segno in molte occasioni e in molti edifici, come ad esempio a Palazzo Bernardini con la sua pietra, ma soprattutto sulla Chiesa di San Pietro Somaldi, situata in una raccolta piazza proprio dietro all’Anfiteatro. Infatti, sul pilastro del portale principale del santuario, il Maligno avrebbe lasciato tre significativi graffi, che sono tutt’ora visibili. Come mai il Re delle Tenebre avrebbe compiuto un’opera del genere? Semplice, per la rabbia provocata da Gemma Galgani – colei che divenne poi Santa Gemma – che lo avrebbe rifiutato e scacciato.

La giovane donna era abituata ad andare a pregare e a prendere la comunione proprio in questa Chiesa, non lontana dalla sua casa. Gemma Galgani aveva un rapporto molto intenso con la religione, tanto da riuscire ad avere delle visioni in cui era presente il suo angelo custode e ad avere delle grazie dalla Madonna. La sua fede in Cristo era intoccabile, per cui ogni giorno si recava in San Pietro Somaldi per dedicare parte del suo tempo alla spiritualità. Per questo motivo Satana aveva scelto proprio questo luogo per provare uno dei suoi molteplici tentativi di seduzione, infatti nel frattempo egli perseguitava la futura Santa Gemma, notte e giorno, cercando di farle rinnegare il suo giuramento. La donna infatti l’8 dicembre del 1897, festa dell’Immacolata fece voto di verginità. Poco tempo dopo, il Diavolo giunse nei pressi del santuario per per convertire la devota a Cristo, ma questa con grande forza di volontà e fede si oppose alle lusinghe del Maligno. Quest’ultimo, visto l’ennesimo fallimento della sua opera e osservando la costanza della giovane, avrebbe scatenato un terremoto e per vendetta avrebbe lasciato proprio le impronte dei suoi graffi sul volto della Chiesa, così che tutti potessero vederli.

Questo è uno dei tanti misteri e fenomeni di folklore che caratterizzano la lunga storia di Lucca, ma a onor del vero questi graffi maligni non si trovano soltanto a San Pietro Somaldi, ma anche in altri palazzi del centro storico, oltre che essere una storia consueta e diffusa anche nella tradizione di altre cittadine.

Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Giornalista e giurista, le passioni sono per me un vero motore per vivere la vita. Sono alla ricerca inesausta della verità, credo nel giornalismo libero e di qualità. Porterò il mio contributo a "Lo Schermo" perché si batte per essere una voce unica, indipendente e mai ordinaria.

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