Piazza dell’Anfiteatro: da mercato delle vettovaglie a luogo simbolo nel mondo

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Non è semplice descrivere tutto quello che l’Anfiteatro rappresenta e ha rappresentato per Lucca, perché la sua storia è ricca di fatti e avvenimenti molto affascinanti e distinti tra loro. Tutti sanno che la sua origine è romana, una sorta di Colosseo posto fuori dalle antiche mura latine per sollazzare la gente di ogni ceto sociale con spettacoli circensi. Poi dopo il crollo dell’impero romano, l’Anfiteatro divenne un luogo decadente e abbandonato, utilizzato – per lo più – come fonte di approvvigionamento di pietra per costruire chiese e palazzi in altre zone della città. Poi la rinascita di piazza “Parlascio” – come viene anche indicata per via della storpiatura della parola latina “paralisium”, che significa anfiteatro – nel 1818 quando Lorenzo Nottolini divenne Regio Architetto, grazie ai Borbone.

Bisogna proprio al Nottolini la conformazione attuale della piazza con la sua forma ellittica, tipica degli antichi teatri romani, e la disposizione con quattro porte semi circolari che fungono da via di accesso ad uno spazio centrale vuoto. Uno spazio che nel medioevo e successivamente era stato riempito con altri edifici, che il Nottolini ha poi provveduto a rimuovere, ma che soprattutto era stato occupato fino al 1972 dal mercato della vettovaglie cittadino. Qui si teneva ogni giorno, in strutture semi-permanenti, il mercato nel quale si poteva andare a comprare ogni genere alimentare, pesce compreso. La piazza prendeva vita e si alimentava con le voci e le urla di tutti gli ambulanti e degli avventori che qui si recavano per la spesa giornaliera. Un ambiente vivace, popolare e lontanissimo dalla patina glamour che possiede odiernamente. Finita l’attività di mercato, si racconta che in molti giocavano alla tombola, con termini metaforici e gergali. Questo era il regno dell’ortofrutta, della carne e del pesce e lo è stato fino a quando non venne deciso di trasferire il mercato della vettovaglie in Piazza del Carmine, lasciando Piazza dell’Anfiteatro in un gelido silenzio, riempito solo dalle tante auto dei residenti che qui venivano parcheggiate.

Dopo le tante rivoluzioni e i cambiamenti, oggi abbiamo una piazza pedonale, luminosa e scintillante, ricca di ristoranti e locali, un vero proprio fiore all’occhiello per il centro storico di Lucca, un luogo speciale in cui rilassarsi e ammirare l’unicità di una piazza invidiata e ammirata in tutto il mondo. Un vero rifugio per i tanti turisti che qui si recano annualmente, venendo stregati da un’atmosfera e da uno scenario senza paragoni. Ma per coloro che hanno nostalgia dei tempi del mercato, in occasione di San Zita (27 aprile), l’Anfiteatro riscopre la sua natura, rispolverando bancarelle e scaffali.

Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Giornalista e giurista, le passioni sono per me un vero motore per vivere la vita. Sono alla ricerca inesausta della verità, credo nel giornalismo libero e di qualità. Porterò il mio contributo a "Lo Schermo" perché si batte per essere una voce unica, indipendente e mai ordinaria.

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