Sì, viaggiare! Iacopo e Samuele raccontano le loro avventure in Vespa, tra luoghi indimenticabili e dritte indispensabili

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“Sì, viaggiare” lo cantava il grande maestro Lucio Battisti in un pezzo intramontabile, che potrebbe rappresentare a pieno la voglia degli italiani di rimettersi in viaggio alla scoperta delle bellezze del mondo. Un inno per tutti coloro che non hanno mai smesso di sognare in un periodo difficile come quello del lockdown, e che adesso sono legittimati a farlo. Dal 3 giugno, infatti, sono state riaperte non solo le frontiere tra le regioni italiane, ma anche con il resto d’Europa. Per l’occasione abbiamo dato voce a due ragazzi, Iacopo Giribon e Samuele Viviani, che negli anni si sono distinti per delle avventure epiche in sella alle loro “Vespe”. Una in particolare li ha portati da Segromigno in Monte a Capo Nord, la punta più settentrionale del Continente europeo, quando erano poco più che maggiorenni. La loro sete di scoperta e il loro desiderio di sfida, li ha spinti a fare un’impresa come nessuno era riuscito prima di allora, cavalcando semplicemente delle Vespa 50, con tutte le loro limitazioni. Tra mille peripezie, emozioni e rischi, sono arrivati alla loro meta.

Iacopo, come nasce la vostra idea di arrivare fino a Capo Nord e perché avete scelto proprio la Vespa?

La nostra idea era quella di raggiungere una meta iconica, Capo Nord, che è un simbolo per tutti coloro che viaggiano con mezzi motorizzati a due ruote. La scelta della Vespa, invece, è in parte dettata dalle necessità, perché è il primo mezzo che hai a disposizione quando compi 14 anni, ed è quello che ti permette di avere una certa libertà di movimento, che ti rende indipendente prima degli altri. In secondo luogo perché nessuno aveva fatto oltre 10.000 chilometri in sella a una 50 Special per raggiungere Capo Nord. Si trattava di una sfida, che è risultata davvero affascinante, perché la bassa velocità (non andavamo oltre i 50 km/h) ci ha permesso di scoprire dei luoghi e di ammirare dei paesaggi che altrimenti non sarebbe stato possibile vedere.

Che tipologia di emozioni può regalare un viaggio come il vostro?

Le emozioni che si vivono in un viaggio all’avventura sono molteplici, innanzitutto il grande senso di libertà. In poche altre occasioni della vita mi sono sentito così libero. Altrettanto favoloso è quell’istinto che incita la voglia di scoprire, di esplorare e di trovarsi di fronte a cose del tutto inaspettate. Un viaggio in moto ti permette di vivere il paesaggio nel paesaggio, si tratta di un’esperienza capace di dar vita a un concentrato di emozioni che coinvolgono la vista e l’olfatto. Respirare il profumo dei boschi, ammirare delle lunghe strade immerse nella natura rappresentano momenti magici, ma tuttavia è bella anche la curiosità che ti spinge ad andare avanti a raggiungere il tuo obiettivo, anche se sei lontano da casa e manca ancora molto alla meta, consapevole di tutti i rischi che si possono incontrare.

Che cosa consiglieresti a chi vuole approcciarsi per la prima volta a un’esperienza del genere?

Quello che mi sento di dire è: scegliete la compagnia giusta con cui partire. Questo è sicuramente il primo passo da fare ed è fondamentale, perché si passano tanti giorni insieme a stretto contatto e durante questo periodo si possono vivere momenti più o meno complicati, quindi sempre meglio avere di fianco persone con cui si ha una bella e consolidata affinità. Poi altrettanto importante è la scelta del mezzo con cui andare all’avventura, a noi piace la Vespa, ma non necessariamente deve essere quella. Si possono vivere straordinarie esperienze in moto, in auto, in bicicletta oppure a piedi, l’importante è la consapevolezza di quello che si va a fare ed essere convinti di ciò. Le prove che si affrontano in un viaggio come il nostro sono tantissime, bisogna misurarsi con i limiti del proprio fisico e con tutti gli imprevisti del caso, per questo è ottimo confrontarsi con chi ha già vissuto un’esperienza simile. Parlare con chi è già stato in certi luoghi sarà fondamentale nella preparazione al viaggio.

Quali luoghi indicheresti come quelli che vanno sicuramente visti una volta nella vita?

Nei tanti viaggi che ho fatto in Vespa, e non solo, ho visto dei luoghi davvero indimenticabili e tra quelli che mi sento di consigliare vi è sicuramente Mont Saint-Michel, che si trova sulla costa settentrionale della Francia. Un luogo particolare, che fu anche meta di pellegrinaggio, e che trovo unico nel suo genere e dove si gode di un paesaggio mozzafiato. In Vespa, poi, ho percorso delle strade molto affascinanti e per tutti gli amanti del genere non posso non citare i passi alpini tra la Svizzera e l’Austria. Tra le città che ho raggiunto in motore in varie occasioni, consiglio senza dubbio Lisbona che ha un fascino unico, Colonia in Germania con la sua magnifica cattedrale e Tromso, nel nord della Norvegia. Un’altra meta da segnalare è l’Islanda, non sarà tra quelle più economiche, ma è dove si può vivere realmente a contatto con una natura incontaminata.

Capitolo rischi, quali sono quelli che si possono incontrare in un viaggio su due ruote?

Sono tanti e sono principalmente quelli legati alla strada. Sei su un mezzo che è più facilmente esposto al pericolo di farsi del male, non hai gli airbag o i dispositivi di sicurezza che trovi, ad esempio, su un’automobile. Poi vanno considerati anche i rischi legati all’affidabilità del mezzo con cui si va in viaggio, ai quali si può essere pronti e preparati, come no. Con le nostre Vespe, spesso ci siamo trovati ad affrontare delle situazioni in cui abbiamo improvvisato, in quel caso bisogna essere tanto bravi quanto fortunati. Quando invece percorri le strade delle grandi città, è meglio non addentrarsi nelle zone troppo periferiche, per non rischiare di incontrare qualcuno che potrebbe avere cattive intenzioni. Sempre meglio seguire l’istinto, l’intuito e stare lontani dalle situazioni potenzialmente pericolose. Un’altra cosa che mi sento di dire è di non fare un cieco affidamento al navigatore, che in taluni casi vi può portare in zone che sarebbe meglio evitare, piuttosto seguite le indicazioni stradali e i cartelli.

Samuele, cosa ti lascia dentro un’esperienza di viaggio come quella che avete fatto tu e Iacopo?

Il nostro viaggio verso Capo Nord è nato come una sfida, per dimostrare anche agli altri che potevamo farcela quando nessuno ci credeva. Noi ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo fatto qualcosa in cui in pochi avevano fiducia e questa sicuramente è stata una grande spinta motivazionale. Un viaggio come il nostro, in cui siamo stati fuori casa per più di un mese, ti rende una persona migliore, ti fa crescere dal punto di vista umano e personale, ti rende più consapevole delle tue capacità, dei tuoi pregi e delle tue virtù. È stato davvero appagante vedere tutto il sostegno che ci hanno dato durante il viaggio, da Lucca all’Italia intera, ammirare l’entusiasmo delle persone che ci hanno visto arrivare nei vari luoghi, di tutti quelli che si sono incuriositi e di chi ci ha dato una mano. È stato bello scoprire una grande solidarietà da parte di tante popolazioni estere, conoscere la loro cultura e umanità.

Ora che hanno riaperto le frontiere, consiglieresti la vostra tipologia di viaggio?

Sicuramente sì, perché è una tipo di viaggio che ti fa crescere a livello personale, fa espandere i propri confini, mette alla prova te stesso. È bello viaggiare a bassa velocità per vedere con chiarezza e lucidità tutto quello che hai intorno, cosa che altrimenti non sarebbe stato possibile fare. Non mi sarei mai aspettato di confrontarmi con tante persone che abbiamo incontrato durante il percorso, gente che vive a migliaia di chilometri di distanza con una cultura lontana dalla tua, ma capaci di grandi atti di generosità. Per tutti questi motivi lo consiglierei.

Un viaggio in Vespa è da considerare come un’alternativa low cost?

Se lo si fa come abbiamo fatto noi, sicuramente sì. Le uniche spese che si vanno ad affrontare sono quelle per i beni di prima necessità, per la benzina e per tutti gli imprevisti del caso. Noi abbiamo evitato, per la maggior parte delle volte, di dormire in albergo, accampandoci in tenda. Chiaramente se si sceglie di andare ogni giorno a pernottare in albergo o a mangiare al ristorante, le spese cominciano a lievitare, in quel caso non sarebbe più un vero viaggio a basso costo. Però se si cerca esclusivamente l’avventura, dormendo tra i boschi e le scogliere, in tutte le zone dove il campeggio è consentito si riesce a spendere una cifra umana e a vivere qualcosa di indimenticabile.

Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Giornalista e giurista, le passioni sono per me un vero motore per vivere la vita. Sono alla ricerca inesausta della verità, credo nel giornalismo libero e di qualità. Porterò il mio contributo a "Lo Schermo" perché si batte per essere una voce unica, indipendente e mai ordinaria.

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