PD lucchese: “la discussione sul futuro della città non può essere una sterile disputa senza vincitori né vinti”

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato pervenuto dal PD lucchese in merito alla vicenda Manifattura.

“Lo stop da parte dell’Amministrazione comunale al project financing proposto da Fondazione Cassa di Risparmio e Coima per la riqualificazione della parte sud della ex Manifattura Tabacchi rappresenta per molteplici ragioni una grande occasione persa per la città. Ci riferiamo alla consistenza dell’investimento, difficilmente replicabile, alla prospettiva occupazionale che si sarebbe aperta, al recupero di funzioni all’interno del centro storico, alla qualità dell’intervento urbanistico e architettonico, alla formidabile occasione di rivitalizzazione di un intero quartiere. 

È mancata  la capacità di costruire e tenere vivo un dibattito pubblico all’altezza della posta in gioco, che richiedeva cautela, approfondimento, capacità di confronto e rispetto reciproco. Si è invece preferito scatenare una rissa fatta di accuse a mezzo stampa in cui le forze politiche e i comitati hanno provato a sostituirsi al Comune, costituendo una sorta di struttura tecnica per la valutazione del progetto (bocciato peraltro fin da subito). Ma la garanzia sulla correttezza dell’iter amministrativo è in carico alla pubblica amministrazione, oltre che agli organi di controllo, e non può essere surrogata o sostituita in alcun modo. E’ compito principale dei portatori di interesse, comitati e forze politiche affrontare gli aspetti di contenuto della proposta, formulare osservazioni e istanze, provare ad immaginare le ricadute future per la città, il suo tessuto economico, la qualità della vita dei cittadini. Quanto hanno capito i lucchesi della disputa giuridica che ha tenuto banco nei mesi scorsi? Crediamo molto poco. 

Se è giusto che l’amministrazione comunale si assuma la responsabilità politica per l’esito della vicenda, perché chi amministra risponde sempre, nel bene e nel male, del proprio operato, ciò che è innegabile è che il Comune abbia agito con correttezza, attenendosi alle prescrizioni normative stabilite dal codice degli appalti, valutando doverosamente e rigorosamente una proposta pervenuta a norma dell’art. 183 c. 15 del D.lgs. 50 del 2016. 

Chi parla di poteri forti a proposito di questa vicenda, ci permettiamo di dire, ha davvero poca contezza di cosa significa amministrare una città come Lucca e della complessità di realizzare progetti di grossa portata in un contesto di provincia come il nostro. 

Davvero qualcuno crede che un intervento di quelle dimensioni possa essere messo in atto senza il contributo attivo di un soggetto economicamente solido che, pur dotato dello status giuridico di ente privatistico, persegue finalità di interesse pubblico come la Fondazione Cassa di Risparmio? Davvero si pensa che la strada del concorso di idee, di per sé assolutamente apprezzabile, possa portare a qualche risultato senza la disponibilità di un investitore motivato a intervenire su Lucca? Quali sarebbero gli interessi occulti da favorire se non quelli di una città di 90 mila abitanti alle prese con la possibilità di un intervento di rigenerazione urbana da 60 milioni di euro? Come si può solamente paragonare un project financig di 300 pagine articolato, secondo legge, in progetto di fattibilità, piano economico finanziario e bozza di convenzione a una smilza brochure contenente alcuni interessanti spunti progettuali, senza il minimo cenno a ipotesi di copertura finanziaria? Non si può, se si è in buona fede. 

Come può, infine, chi ha a cuore la città, chi si è candidato a governarla, festeggiare di fronte a un’occasione sfumata solo perché pensa di ricavarne un vantaggio politico? E davvero si pensa di dar vita a una coalizione sulla base del “no” a un progetto? A leggere le dichiarazioni delle ultime ore non sembra che gli avversari della riqualificazione condividano un punto di vista comune sul “dopo”. Perché lottare “contro” qualcosa è assai più semplice che lottare “per”. Distruggere è sempre più facile di costruire.  

Al di là di queste considerazioni, oggi a nostro avviso la priorità è quella di salvaguardare l’insediamento di Tagetik nell’edificio di piazza della Cittadella. E’ stata questa prospettiva a muovere tutto il progetto ed in qualche modo a questa ipotesi dobbiamo tornare. Non possiamo permetterci di perdere una realtà produttiva di tale rilievo per gli aspetti occupazionali e di qualificazione del tessuto economico cittadino. La sua collocazione in un contesto come quello della Manifattura, anche se solo parzialmente recuperata, rappresenterebbe una garanzia di ancoraggio dell’azienda alla nostra città e un volano per successivi interventi di recupero dell’area. Ripartiamo da questa ipotesi di lavoro, evitando stavolta di trasformare la discussione sul futuro della città in una sterile disputa senza vincitori né vinti.”

Partito Democratico comunale di Lucca

Giovanni Mastria
Giovanni Mastria
Nato a Lucca, classe 1991. Scrivo con passione di cultura, attualità, cronaca e sport e, nella vita di tutti i giorni, faccio l’Avvocato. Credo in un giornalismo di qualità e, soprattutto, nella sua fondamentale funzione sociale. Perché ho fiducia nel progetto "Oltre Lo Schermo"? Perché propone modelli e contenuti nuovi, giovani e non banali.

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