La calda estate del 1944 in riva al Serchio

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Specialmente quando si è giovani l’estate è una stagione speciale, per via dei suoi sapori e dei suoi profumi. Ti dà un senso di spensieratezza e di leggerezza, in cui tutto è più sereno, vivo e vivace. Si dice che sia la stagione dei sogni e degli amori, però ci sono delle estati diverse dalle altre, come quella del 1944, dove in tutta la lucchesia imperava la guerra, quella vera. Aspri combattimenti, atti disperati e orribili genocidi hanno segnato irrimediabilmente quei mesi sotto il caldo sole estivo. Le truppe dell’Asse in ritirata hanno lasciato scie di sangue e violenza, come ne sono una terribile testimonianza l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema del 12 agosto del 1944 e il massacro a Pioppeti di Montemagno, agli inizi di settembre.

Tra il 25 e il 26 agosto del 1944 iniziò l’operazione Olive, quella con cui gli Alleati diedero l’assalto decisivo alla resistenza tedesca, che avrebbe portato allo sfondamento della Linea Gotica, fortificazione che tagliava in due la Valle del Serchio. I combattimenti si seguirono su tutto l’arco della provincia di Lucca, dai Monti Pisani fino alla Garfagnana. Il 5 settembre, infine, la quinta Armata agli ordini di Mark Wayne Clark, riuscì a liberare l’Arborato Cerchio. La guerra sarebbe durata ancora, le sofferenze sarebbero proseguite ancora per mesi in buona parte dell’Italia, vista la strenua difesa delle truppe d’invasione.

C’è poi chi la guerra l’ha vissuta con occhi diversi, ingenui come quelli di chi è troppo piccolo per capire le atrocità e le crudeltà di un conflitto bellico. Paolo Marzi ha raccolto la testimonianza di Giovanni “Joe” Rinaldi, un ragazzo della Garfagnana che insieme al suo gruppo di amici incappò in una schiera di giovani soldati della Wehrmacht, che sostava in riva al fiume Serchio. Fra i due gruppi nacque una strana amicizia, grazie al gioco del pallone. Senza poter comunicare liberamente, a causa delle differenze linguistiche, per alcuni giorni i due gruppi di ragazzi, così diversi e così distanti, si diedero appuntamento per sfidarsi su un campo di calcio, come se la guerra non esistesse, come se le due nazioni non fossero in guerra l’una con l’altra. Un attimo di pace e di normalità in uno scenario che nulla aveva di normale.

Per chi volesse leggere la storia completa, vi lasciamo il link: “Italia- Germania, estate 1944: una partita di calcio fra nazisti e garfagnini in riva al Serchio”.

Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Giornalista e giurista, le passioni sono per me un vero motore per vivere la vita. Sono alla ricerca inesausta della verità, credo nel giornalismo libero e di qualità. Porterò il mio contributo a "Lo Schermo" perché si batte per essere una voce unica, indipendente e mai ordinaria.

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