Il Volto Santo e il miracolo della ciabatta dorata

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Il Volto Santo è uno fra i simboli più adorati e venerati di Lucca. Il suo arrivo in città è datato addirittura 742 d.C., ma la sua origine è antichissima, tanto che è considerata la statua lignea più antica dell’Occidente. Alle spalle ha una storia ricca di fascino, perché fu scolpita da Nicodemo, il quale non riusciva a finirla lasciandola incompiuta, tuttavia quando una sera si addormentò, l’indomani la trovò miracolosamente completa nella sua interezza. Inizialmente la statua fu posta nella basilica di San Frediano ma il Volto Santo sparì misteriosamente. Fu ritrovato in un orto nelle vicinanze del Duomo il mattino dopo. Ritenuto un inequivocabile segno divino, il crocifisso fu trasferito in San Martino, dove è visitabile ancora adesso.

Il miracolo di cui vogliamo parlare, però è un altro ed è quello della ciabatta dorata. La vicenda narra di un povero giullare molto fedele al Volto Santo, il quale si recava spesso a pregare ai piedi della croce offrendo in segno di devozione la sua arte giullaresca, l’unica cosa che possedeva. Volteggiando intorno il crocifisso destò l’ira dei prelati e dei tanti devoti. Il Volto Santo, ornato di ori nella corona e nella veste, lasciò cadere la sua ciabatta dorata (la destrorsa) in segno di apprezzamento per il suo gesto puro e per dargli la possibilità di far fronte alle proprie difficoltà. Quando l’uomo prese la preziosa ciabatta, fu catturato ed incarcerato, perché nessuno credeva al racconto miracoloso.

Nonostante ciò ogni tentativo fatto di rimettere al suo posto la ciabatta dorata al piede del crocifisso fallì miseramente. Questa veniva continuamente rigettata dal piede della reliquia, come se fosse davvero un dono fatto al povero mestierante. A seguito di questi fatti il giullare venne ritenuto sincero e fu rilasciato, e gli venne assicurata anche una generosa donazione in denaro da parte del clero affinché lasciasse la ciabatta alla chiesa. Il giullare accettò e da allora la ciabatta è ritornata al proprio posto ma non infilata al piede, solo appoggiata e sorretta in quella posizione da una calice d’oro.

FOTO: RAI

Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Giornalista e giurista, le passioni sono per me un vero motore per vivere la vita. Sono alla ricerca inesausta della verità, credo nel giornalismo libero e di qualità. Porterò il mio contributo a "Lo Schermo" perché si batte per essere una voce unica, indipendente e mai ordinaria.

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