Alpi Apuane: alla ricerca delle giunchiglie sul Monte Croce

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Il mese di maggio concilia alla perfezione con la nascita di fiori meravigliosi, che portano il nome di giunchiglie. Quest’ultime sono chiamate anche narcisi selvatici ed è facile trovarli sulle pendici del Monte Croce, chiamato per questa particolarità anche Monte delle Giunchiglie. Raggiungere questa vetta non è difficile, basta avere un po’ di pazienza e armarsi di buona volontà per camminare alcune ore immersi nella natura. Il sentiero è alla portata di tutti – come assicura il CAI – anche dei principianti, cioè coloro che hanno poca dimestichezza ed esperienza con il trekking.

A proposito di questo meraviglioso fenomeno naturale, l’incantevole manto di fiori che ricopre tutta la vetta della montagna, è legata una leggenda, la quale narra di come questi narcisi selvatici siano nati a causa di lacrime versate da una pastorella per la morte del suo promesso sposo. La pastorella, una volta venuta a conoscenza di questa triste sorte, corse sui fianchi della montagna che aveva accolto la loro promessa di nozze e ogni sua lacrima, si trasformava in bianchi e profumati fiori di giunchiglia che piano piano rivestivano il monte con il loro candore. Uno spettacolo della natura, che sicuramente rende ancora più speciale la montagna della nostra lucchesia.

Il sentiero più semplice – indicato anche dal CAI – è quello che dal paese di Palagnana porta alla foce delle Porchette. Una volta raggiunto questo punto, il Monte Croce diventa raggiungibile seguendo la strada che porta alle Scalette. Da qui bisogna seguire il sentiero 108, che porterà alla Fonte del Pallino, una faggeta ai piedi del Croce. Se invece, si decide raggiungere la vetta del monte passando dal Termine, o Colle delle Baldorie, bisogna proseguire sempre sul sentiero 108, dove si arriva a una sella in cui bisogna continuare su un sentiero verso destra, il quale è ampiamente segnato dai viandanti. Una terza possibilità è data dalla risalita del crinale settentrionale nei pressi di Colle Maschio. In questo periodo dell’anno il paesaggio è stupendo e la natura si espande con la sua forza e grazia, merito anche delle stupende giunchiglie. Per compiere questo piccolo anello montano, sono necessarie circa 3 ore, ma ne varrà sicuramente la pena.

Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Giornalista e giurista, le passioni sono per me un vero motore per vivere la vita. Sono alla ricerca inesausta della verità, credo nel giornalismo libero e di qualità. Porterò il mio contributo a "Lo Schermo" perché si batte per essere una voce unica, indipendente e mai ordinaria.

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