Alberto Veronesi:”In Regione è necessario un cambio di marcia. La crisi morde, il lavoro diminuisce e c’è da rilanciare turismo e cultura!”

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In vista delle prossime elezioni regionali, quest’oggi abbiamo intervistato Alberto Veronesi. L’ex Direttore musicale della Fondazione Festival Puccini di Torre del Lago, oggi candidato per il Partito Democratico, ci ha illustrato il suo programma politico e le sue idee per il rilancio della Regione. Ci ha spiegato inoltre la sua volontà di rimanere estraneo alle lotte di corrente del PD ed è tornato, poi, anche sul battibecco pubblico avuto qualche tempo fa con Matteo Salvini.

Alberto Veronesi, lei è originario di Milano e di mestiere fa il Direttore d’orchestra. Che cosa l’ha spinta a mettersi in gioco per queste elezioni regionali toscane?

È vero, sono nato a Milano ma cresciuto a Lucca, dove i miei genitori avevano una casa sotto quelli che erano i resti del Castello di Mammoli. Molti che incontro in questi giorni di campagna elettorale la ricordano ancora: “Siii…quella casa con tutti quei fiori!”. Già, i fiori custoditi da mia madre Sultana (che in famiglia tutti chiamano Susanna) Razon. Una donna, meglio, una ragazza sopravvissuta al campo di concentramento nazista di Bergen Belsen, che sotto le Mura ha saputo rinascere. Da quella casa, da quelle viuzze dove ho anche imparato ad andare in bicicletta, ho respirato forte le arie di Giacomo Puccini che hanno poi guidato i miei studi, la mia formazione e la mia professione. Grazie al Maestro, lo posso dire, ho finito per andare a dirigere orchestre a Vienna, New York, Pechino, Tokio e fino alla Scala di Milano. Oltre a calcare il proscenio di Torre del Lago da oltre 22 anni. Una carriera che mi ha davvero offerto straordinarie opportunità e dato grandi soddisfazioni. Seconde soltanto a quelle che mi regalano i sorrisi dei miei due splendidi bambini. Oggi, senza tradire l’amore per loro e per la musica, mi metto in discussione in questa nuova, straordinaria sfida. Portare sui banchi del Consiglio Regionale della Toscana il frutto delle mie conoscenza e competenze.

In caso di sua elezione quali istanze del territorio porterà in Regione e in che cosa consiste il suo programma?

La nostra è una Regione da sempre ben amministrata (basta il confronto fra Enrico Rossi e Attilio Fontana per chiudere ogni polemica di merito) che, tuttavia, adesso richiede un cambio di marcia. La crisi morde, il lavoro diminuisce, calano gli investimenti, c’è da rilanciare il turismo e la cultura. Personalmente, vorrei riscoprire, vivere e narrare la bellezza di questa Regione. Dobbiamo riscoprire l’identità dei nostri luoghi. L’identità come tracciante di orgoglio sano, di quelli che illuminano la notte e ti fanno capire perché non devi buttare una cartaccia per strada. Per favorire lo sviluppo economico della provincia di Lucca, sarà fondamentale il potenziamento delle infrastrutture (e, nel dettaglio, mi riferisco al raddoppio ferroviario con Firenze e Viareggio, al declassamento della Bretella, al collegamento dell’Alta Garfagnana con la Cisa ad Aulla e la Media Valle con la Firenze-Mare). Occorreranno risorse per la fibra e collegamenti veloci e favorire le start-up. Senza prescindere dalla valorizzazione e dalla tutela di risorse quale l’acqua, il marmo, il legname. L’Europa potrà finanziare idee e progetti per uno sviluppo in armonia con l’ambiente e le bellezze artistiche e paesaggistiche del nostro territorio.

A Lucca, nel Partito per cui si è candidato, di recente c’è stata una spaccatura per le nomine per le elezioni regionali. Lei – che è rimasto un pochino defilato rispetto a queste dinamiche di corrente – cosa ne pensa di tutta questa vicenda?

Guardi, come direbbe il mio amico Marzullo: “Lei si è fatto una domanda e già si è dato una risposta.” E la ringrazio, perché la mia è davvero stata una scelta consapevole. Ho scelto di rimanere estraneo alle logiche di corrente e di potere che hanno fatto e fanno male al Pd, come lo farebbero a qualsiasi altro organismo democratico. Le donne e gli uomini che a decine incontro ogni giorno, mai mi hanno fatto un solo riferimento alle beghe interne al Pd. I lavoratori, i disoccupati, gli studenti, i pensionati, i commercianti e gli artigiani vogliono risposte sulle politiche atte a migliorare la qualità della vita, non conoscere il numero di tessere che controlla Tizio o Caio.

Lei è stato Direttore musicale della Fondazione Festival Puccini di Torre del Lago e, in questa sua campagna elettorale, sta parlando molto di “turismo culturale”. Ci può dire qualcosa di più preciso sul punto?

A causa della pandemia, il turismo è il settore che più ha sofferto e subito i contraccolpi di una crisi che da sanitaria è diventata economica e sociale. Non penso soltanto alla Versilia che, tuttavia, con la stagione estiva ha un po’ recuperato. Ritengo che il turismo culturale possa essere decisivo per la ripresa. Un punto, in particolare, porterò subito all’attenzione del Consiglio Regionale: Giacomo Puccini e gli altri autori lucchesi, Boccherini, Catalani, Luporini. Lucca ha la potenzialità per essere la nuova Salisburgo, una delle capitali europee della cultura. Ecco, noi dovremmo fare di più e di meglio per onorare il Maestro Puccini e i grandi musicisti lucchesi. Penso, di conseguenza, ad un coinvolgimento delle varie entità (musei, fondazioni e festival) nella definizione di un percorso pucciniano e musicale che crei un’offerta di eventi culturali e di proposta culturale stabile e continuativa. Creiamo un percorso pucciniano che da Lucca arrivi a Viareggio e a Torre del Lago, sulle orme del Maestro nel centenario della scomparsa e della prima della Turandot.

Di recente, in un’intervista rilasciata ad un quotidiano locale, ha parlato della necessità di una digitalizzazione per tutti. Non pensa che le attività commerciali di piccole dimensioni – magari gestite da persone che non sono nate nell’era digitale – saranno letteralmente travolte dalla digitalizzazione, anche a causa dei costi elevati che comporta?

È proprio per evitare che le piccole e le piccolissime attività produttive e commerciali finiscano “fuori mercato” che è opportuno ed utile investire nell’innovazione di prodotto e di distribuzione. Nessuno si salverà da Amazon senza innovare! Oggi, quando parliamo di sviluppo e di infrastrutture, oltre le stesse competenze regionali, non si può non far riferimento alla fibra e alla connessione internet veloce. La tecnologica e l’informatica non hanno soltanto migliorato la nostra modalità di comunicare o vedere un film. Hanno letteralmente rivoluzionato il mondo della produzione e dei servizi, per cui è necessario un concorso delle Istituzioni, ai vari livelli, per favorire gli investimenti necessari affinché l’intera città (e i suoi dintorni) venga interamente coperta dal Wi-Fi pubblico. Ne hanno bisogno non soltanto i giovani turisti, ma soprattutto i professionisti e le imprese.

Qualche settimana fa ha avuto un battibecco pubblico con il leader della Lega Matteo Salvini, secondo lei è democratico contestare in quel modo gli avversari politici?

Spero davvero che lei non voglia considerarmi un maleducato. Quella mattina ho soltanto voluto ricordare a Salvini e alla Ceccardi che non si scherza con l’antifascismo, in quanto l’ex sindaco di Cascina aveva osato mettere sullo stesso piano fascismo e antifascismo. E proprio quest’ultima è stata costretta a riconoscere le mie ragioni accettando l’invito a salire a Sant’Anna di Stazzema per commemorare le 560 vittime innocenti di quella orrenda strage nazifascista. E quando l’avversario politico viene nel tuo campo valoriale, tu hai vinto.

Per queste elezioni quali novità politiche, amministrative e legislative chiedono i cittadini lucchesi al Partito Democratico?

I cittadini lucchesi non fanno domande specifiche al Pd o a un altro partito. Le elettrici e gli elettori rivolgono domande e pretendono risposta dalla politica tout court. Proprio stamani ho scritto un post in elogio al pragmatismo di Sindaci come Giorgio Del Ghingaro e Beppe Sala, perché oggi un uomo politico viene giudicato in base alla filosofia dei “fatti”, come la chiamava il grande William James. Di conseguenza, quando giro con il megafono per le valli della Garfagnana, per il centro storico di Lucca o per le spiagge della Versilia, cerco sempre di commisurare le parole e le enunciazioni alle realizzazioni concrete. Ne ho una riprova ogni giorno, incontrando commercianti, artigiani, imprenditori, studenti, pensionati, disoccupati, operai e casalinghe. Ritengo non sia etico promettere rivoluzioni, cambiamenti epocali, salti evolutivi, quando quello che serve è un processo di miglioramento. Appunto, un possibile e necessario, “cambiar musica”, nel senso di una reinterpretazione di uno (s)partito – scusi il gioco di parole – che oggi non corrisponde più alle necessità della gente comune. Mi lasci concludere con un’ultima citazione da William James: “Dovunque si conduce la stessa guerra sotto nomi diversi – la luce contro le tenebre, il diritto contro l’arbitrio, l’amore contro l’odio. Il Signore della vita è con noi e noi non possiamo sempre fallire.”

Giovanni Mastria
Giovanni Mastria
Nato a Lucca, classe 1991. Scrivo con passione di cultura, attualità, cronaca e sport e, nella vita di tutti i giorni, faccio l’Avvocato. Credo in un giornalismo di qualità e, soprattutto, nella sua fondamentale funzione sociale. Perché ho fiducia nel progetto "Oltre Lo Schermo"? Perché propone modelli e contenuti nuovi, giovani e non banali.

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