Piano integrato di salute: 137 pagine sulla popolazione della Piana di Lucca. Abbiamo il primato del gioco d’azzardo

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La Conferenza zonale integrata della Piana di Lucca, alla quale partecipano i comuni di Altopascio, Capannori, Lucca, Montecarlo, Pescaglia, Porcari, Villa Basilica e l’Azienda USL nord ovest, nella riunione di lunedì scorso, 9 febbraio 2026, ha formalmente approvato l’atto di indirizzo per l’elaborazione del Piano integrato di salute (PIS) 2026.

Si tratta del documento strategico che guiderà le politiche socio-sanitarie locali per i prossimi anni, integrando sanità, sociale e tutela dell’ambiente secondo l’innovativo approccio “One Health”.

Erano presenti all’incontro e hanno evidenziato la rilevanza di questa approvazione il presidente della Conferenza zonale Mario Pardini, la vice-presidente Sara D’Ambrosio, gli assessori alle politiche sociali dei Comuni Silvia Sarti, Valentina Bernardini, Beatrice Gambini, Ugo Lunardi, Eleonora Lamandini, Salvadore Bartolomei e il consigliere delegato alla sanità Alessandro Di Vito, la direttrice dei servizi sociali dell’Azienda USL Toscana nord ovest Laura Guerrini, la direttrice della Zona distretto Piana di Lucca Eluisa Lo Presti e il direttore dell’ospedale “San Luca” Francesco Puggelli.

Il Piano nasce da un’analisi puntuale dei bisogni del territorio: se da un lato la Piana di Lucca gode di un reddito superiore alla media regionale, dall’altro deve affrontare sfide cruciali come l’invecchiamento della popolazione, un’elevata prevalenza di patologie cronico-degenerative (scompenso cardiaco, diabete) e il crescente disagio psicologico tra i giovani.

La Conferenza dei sindaci ha discusso le linee strategiche per migliorare il benessere della comunità, puntando su integrazione dei servizi e risposte concrete ai bisogni emergenti. Per la sanità territoriale è stata indicata la priorità di realizzare la rete delle Case di Comunità e delle cure di transizione (Ospedale di Comunità, Hospice) e assistenza domiciliare, per la  gestione delle cronicità, delle patologie oncologiche, in stretta collaborazione con l’ospedale, obbiettivi importanti dei prossimi anni saranno la prevenzione e in particolare l’incremento dell’adesione agli screening oncologici e alle vaccinazioni, la riduzione delle liste di attesa attraverso politiche di appropriatezza della domanda, l’impegno sul percorso delle cure palliative, sul miglior governo possibile dell’offerta e sullo sviluppo della sanità digitale. 

A livello socio-sanitario, l’obiettivo della Conferenza dei sindaci e dell’Azienda sanitaria è quello di portare avanti in maniera adeguata il processo d’integrazione sociosanitaria, per migliorare i servizi di supporto agli anziani non autosufficienti, lo sviluppo della rete della salute mentale e dipendenze, il supporto ai percorsi di vita delle persone con disabilità con l’obbiettivo strategico di un piano zonale dell’abitare supportato finalizzato alla deistituzionalizzazione e un’attenzione particolare alle malattie rare.

Per la Conferenza integrata della Piana di Lucca, inoltre, il benessere dei bambini e delle bambine, dei ragazzi e delle ragazze, rappresenta un obiettivo ad alta priorità, che richiede un vero e proprio piano zonale integrato di azioni con respiro pluriennale e una visione ampia per affrontare con organicità e sistematicità l’ampio spettro di problematiche emerse dall’analisi del profilo di salute. Tra le azioni previste il rafforzamento dei servizi educativi per la prima infanzia, la promozione della salute nelle scuole, la prevenzione delle dipendenze da sostanze e strumenti digitali, l’attenzione ai bisogni di salute mentale dei minorenni, lo sviluppo del consultorio familiare e per i giovani, il supporto alla genitorialità, gli interventi per i minori stranieri non accompagnati.

Il Piano integrato di Salute non è solo un documento tecnico, ma un “patto” con la comunità. Per questo motivo, la cittadinanza, gli enti del terzo settore (ETS), gli operatori e tutti i portatori di interesse sono invitati a partecipare attivamente alla sua costruzione.

Non si parte certamente da zero: nella Piana di Lucca l’integrazione socio-sanitaria in questi anni è stata portata a un livello tale per cui si può avanzare e spingere ancora di più in tale ambito. Si presentano così nuove sfide e ulteriori obiettivi, con risorse che non sono infinite e con servizi che devono essere messi a sistema. 

Un’occasione fondamentale per offrire il proprio contributo alla programmazione locale si è svolta sabato scorso 14 febbraio, al Centro civico di Pontetetto dove operatori sanitari, amministratori comunali e rappresenti delle Associazioni del terzo settore hanno discusso i temi di maggiore interesse, anche attraverso quattro tavoli tematici su: famiglie, infanzia e adolescenza; anziani e cronicità, prevenzione, promozione della salute e contrasto alla violenza di genere; percorsi di vita delle persone con disabilità.

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Nelle 137 pagine del profilo di salute della Zona Distretto Piana di Lucca si trovano informazioni importanti su: struttura della popolazione e indici demografici; tasso di pensioni sociali e assegni sociali; reddito imponibile medio; importo medio mensile delle pensioni erogate dall’INPS; tasso di famiglie che chiedono integrazione dei canoni di locazione; tasso di disoccupazione; percentuale di famiglie con isee inferiore a 6.000 euro; propensione al gioco d’azzardo nella popolazione maggiorenne; indice di instabilità matrimoniale; indice di benessere culturale e ricreativo; tasso di ospedalizzazione generale e per genere; tasso di ospedalizzazione per causa; tasso di mortalità generale e per causa; ecc.

La popolazione residente nella Zona Piana di Lucca al primo gennaio 2025 è pari a 169.188 unità, di cui oltre la meta sono residenti nel Comune di Lucca, mentre quasi un quarto risiede nel comune di Capannori. La popolazione femminile e pari al 51,1%, risultando in linea con il dato nazionale. La tabella 1.2 riporta la suddivisione in fasce d’età della popolazione residente al 1° gennaio 2025: la fascia 0-14 anni e sostanzialmente stabile e conferma la flessione al ribasso degli

ultimi anni; la fascia 15-64 anni è aumentata rispetto al 2024 di 3,5 punti percentuali; la fascia 65 e più anni, infine, è diminuita di 3,2 punti percentuali rispetto al 2024. Emerge dunque la tendenza all’invecchiamento della popolazione e un aumento della percentuale di grandi anziani sui territori (età maggiore di 80 anni), con la conseguenza di un maggior carico assistenziale per famiglie e servizi territoriali.

Il saldo naturale della popolazione, determinato dalla differenza tra le nascite ed i decessi, nella Zona Distretto Piana di Lucca è negativo ormai da più di un decennio. Come riportato nella prossima tabella, il numero delle nascite è in costante diminuzione, mentre i decessi sono in significativo aumento a partire dal 2020, corrispondente al periodo della pandemia da SARS-CoV-2, mantenutosi negli anni successivi. Il 2024 ha segnato un nuovo record minimo delle nascite (964) contrapposto ad un elevato numero di decessi (1.946), generando un saldo naturale della popolazione fortemente negativo, pari a 982 unità in meno nella popolazione residente nel territorio della Zona Distretto Piana di Lucca. Dal 2023 si conferma l’andamento dei valori post pandemia. Tutte le regioni d’Italia nel 2025 hanno mostrato un saldo naturale fortemente negativo, con la Toscana al sesto posto nella graduatoria delle regioni con popolazione più anziana (età media regionale 47,5 anni; età media nazionale 46,1 anni).

Il saldo migratorio, pur in ripresa nel periodo post pandemico, non è stato sufficiente a compensare il gap del saldo naturale.

L’importo medio mensile delle pensioni INPS oscilla dai 1.296 euro della zona Senese ai 1.030 euro della Val di Chiana Aretina, mentre il dato medio toscano si attesta sui 1.155 euro è al di sopra di quello nazionale (1.091 euro). Pur in un contesto di generale miglioramento, si confermano le criticità reddituali di gran parte delle aree montane e, in generale, di tutte quelle zone che hanno vissuto in passato principalmente su una economia agricola e terziaria o comunque con uno scarso sviluppo industriale. I territori che infatti mostrano i valori più elevati sono quelli che in passato hanno avuto una forte connotazione industriale o turistica. In termini di aree, la USL Centro è quella con il valore più elevato (1.193 euro), la Nord-Ovest si avvicina ai valori regionali (1.132 euro) e la Sud-Est è quella con il valore minore (1.120 euro). La Zona Piana di Lucca (1.124 euro) risulta essere sostanzialmente in linea con i valori sia regionali che Aziendali.

Il reddito medio imponibile IRPEF per contribuente (il valore sul quale si applica l’aliquota per determinare l’addizionale regionale e comunale dovuta) mostra un intervallo che va dai 21.415 euro della Valle del Serchio ai 28.968 euro di Firenze, con una media regionale di 24.280 euro che risulta migliore di quella del contesto medio nazionale (23.949 euro). Nel trend si nota il calo registrato nel 2021, dovuto alla flessione dei redditi causata dagli impatti della pandemia da COVID-19. I territori con il reddito maggiore fanno riferimento al territorio fiorentino e alle zone in cui sono presenti i capoluoghi Siena, Pisa, Livorno e Lucca (tutti al di sopra della media regionale). I territori con i redditi minori, invece, fanno riferimento in larga parte ai contesti montani e collinari, soprattutto delle aree Sud-Est e Nord-Ovest, e all’arcipelago. Per la zona della Piana di Lucca il reddito medio imponibile è di 24.730 euro, al di sopra della media nazionale, regionale e della ASL Nord Ovest (24.076 euro).

Propensione al gioco d’azzardo nella popolazione maggiorenne

Questo indicatore mette in relazione il totale della raccolta (quanto viene giocato, indipendentemente da vincite e perdite) della rete fisica dei giochi d’azzardo leciti (il gioco via web non è territorialmente imputabile) con la popolazione maggiorenne (escludendo il target dei minori, che legalmente non possono giocare) individuando il giocato medio annuo pro-capite in euro, proxy della propensione al gioco di azzardo presente in un territorio. Il trend 2017-2024 risente ovviamente dell’effetto pandemia, con il periodo di lockdown dei punti gioco che nel 2020 ha di fatto dimezzato la raccolta della rete fisica dei giochi, ma lascia intravedere anche una nuova ripartenza già dal dato 2021 con la riapertura dei centri di gioco.

In Toscana nel 2024 sono stati impiegati nella rete fisica del gioco lecito 4,11 miliardi di euro (contro i 4,87 del 2019 e i 2,36 del 2020), ovvero 1.305 euro per maggiorenne residente (erano 1.535 nel 2019 e 754 nel 2020), un valore in linea con quello medio nazionale (1.303 euro).

A livello territoriale l’indicatore ha una forte variabilità che va dai 552 euro della Fiorentina Sud-Est ai 3.130 euro per maggiorenne della Pratese, seguita da Val di Nievole, Fiorentina Nord-Ovest, Apuane, Versilia, Piana di Lucca, Aretina, e Firenze, tutte con valori superiori alle medie regionale e nazionale.

Se a tutto questo si aggiunge che sempre nel 2024 in Toscana sono stati giocati circa 5 miliardi di euro attraverso la rete telematica (1.415 euro medi per maggiorenne), si evince quanto il fenomeno sia diffuso e in forte crescita.

La zona Piana di Lucca presenta un valore dell’indicatore 1.428 euro per maggiorenne residente superiore alla Asl Toscana Nord Ovest (1.192,8 euro per maggiorenne residente) ed alla Toscana (1.304,8 euro per maggiorenne residente). Questa tendenza si è sempre mantenuta dal 2020.

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