L’importanza del dialetto: alcuni modi di dire lucchesi

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L’importanza di non dimenticare le proprie origini, un lungo cordone ombelicale che lega il passato con il presente, grazie al passaggio orale di generazione in generazione. In questo modo potremmo sintetizzare l’importanza del dialetto, della lingua locale e unica che si parla nel proprio territorio. Il lucchese è una forma di linguaggio molto particolare ed è ricco di espressioni e detti che ancora oggi fanno parte della quotidianità. È abbastanza frequente inciampare in qualche modo di dire familiare che in realtà è una pura forma dialettale. Dunque abbiamo provato a radunare qualche gergo tipico lucchese, non troppo volgare, ma molto caratterizzante.

  • C’E’ BELLE ITO“: alzi la mano chi non hai mai sentito dire questa frase, che in un italiano comune si potrebbe tradurre con: “Non ci va per nessuna ragione”;
  • CASCARE LE BRACCIA“: con questa espressione si vuole comunemente manifestare una certa delusione riguarda a un fatto o a un comportamento, come ad esempio: “Ha fatto un discorso da far cascare le braccia”.
  • C’E’ MANCO UN PELO“: che si può convertire in “ci è mancato poco” e viene usato per lo più in occasione di eventi negativi evitati: “c’è manco un pelo che l’auto lo prendesse in pieno”;
  • CENCIO DICE MALE DI STRACCIO”: fotografa proprio tale situazione, qualcuno parla male di un’altra persona, quando farebbe meglio a pensare ai propri difetti, magari gli stessi di chi critica. “Cencio” e “straccio”, infatti, sono termini che indicano lo stesso oggetto: il panno utilizzato per pulire.
  • “OH CHE BOFONCHI?“: bofonchiare equivale a parlare sommessamente;
  • “SEI UN TORDELLO”: Espressione amichevole sinonima di addormentato, poco attivo;
  • “TARABARALLA”: quando non c’è differenza fra una cosa e l’altra;
  • A CARIBUCCI“: si riferisce normalmente a quando un genitore porta il figlio sulle spalle;
  • BEL MI TE“: quando ci si rivolge amichevolmente ad altra persona. È il sostitutivo di caro mio;
  • È MEGLIO AVER PAURA CHE TOCCANNE“: è sempre meglio essere prudenti che rischiare di andare incontro a qualcosa di spiacevole;
  • ESSERE PIENO COME UN LOPPORO“: pieno moralmente o materialmente. Ha mangiato tanto che è pieno come un lopporo.
Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Giornalista e giurista, le passioni sono per me un vero motore per vivere la vita. Sono alla ricerca inesausta della verità, credo nel giornalismo libero e di qualità. Porterò il mio contributo a "Lo Schermo" perché si batte per essere una voce unica, indipendente e mai ordinaria.

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