La Quercia delle Streghe, l’albero che ispirò Collodi

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A pochi chilometri dal centro di Lucca, nella località di San Martino in Colle, si nasconde all’interno di un fitto bosco una pianta così misteriosa e affascinante da accogliere sui suoi possenti rami delle leggende particolarmente intriganti. Alta quindici metri e con un tronco largo 4 metri, la maestosa quercia domina la sua radura da circa 600 anni. Le sue fronde si estendono per 40 metri di diametro, suscitando un grande impatto visivo, tanto da far sembrare che esse vogliano catturarti, abbracciarti e stringerti a sé. Queste caratteristiche la rendono la seconda quercia più grande dell’intera Toscana.

Il plurisecolare albero si è guadagnato l’appellativo di Quercia delle Streghe, in quanto una delle leggende narra che proprio intorno a lei, tali donne celebrassero i loro riti pagani. Magia e stregoneria si intrecciano, sposandosi perfettamente con l’aspetto poco rassicurante dell’albero, specialmente durante il periodo invernale. La sua estensione in orizzontale, a detta della coscienza popolare, è dovuta proprio a tutti i sortilegi compiuti dalle fattucchiere direttamente sui rami, causando la perdita dello sviluppo verticale della chioma, a vantaggio di una curiosa forma schiacciata.

Un altro aneddoto sulla storia di questa pianta è quello legato alla figura di Carlo Collodi e soprattutto del suo “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino”. Questa sarebbe stata la fonte d’ispirazione per la “Quercia grande”, quella dove il burattino Pinocchio venne impiccato dagli assassini per rubargli le quattro monete d’oro e vicina al luogo nel quale aveva incontrato il Gatto e la Volpe, i due loschi personaggi che lo convinsero a sotterrare i denari nel Campo dei Miracoli nella città di Acchiappacitrulli, dove poi sarebbe cresciuto un albero carico di zecchini d’oro. Per questo motivo viene chiamata anche la Quercia di Pinocchio, proprio per aver ispirato la fantasia del Collodi, padre della celebre opera.

Parlando di fatti certi, la Quercia del parco di Villa Carrara ne ha passate alcune davvero brutte, rischiando più volte di venire distrutta. Durante la Seconda Guerra Mondiale i nazisti l’avevano adocchiata per poi utilizzarla come legna da ardere, ma soltanto la mobilitazione degli abitanti di San Martino in Colle ha impedito il disastro. Successivamente, già durante gli anni ’60, l’albero fu colpito da un fulmine che gli causò importanti danni, senza tuttavia scalfirla del tutto. Lunga vita alla Quercia delle Streghe.

La Quercia delle Streghe
Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Giornalista e giurista, le passioni sono per me un vero motore per vivere la vita. Sono alla ricerca inesausta della verità, credo nel giornalismo libero e di qualità. Porterò il mio contributo a "Lo Schermo" perché si batte per essere una voce unica, indipendente e mai ordinaria.

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