La Croce di Brancoli e la sua antica storia

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Nel 1594 la Repubblica di Lucca fece costruire per ordine del Gonfaloniere Ferrante Sbarra, nella vetta più in alta della Brancoleria, una torre di segnalazione, che sarebbe servita per trasferire segnalazioni da Lucca al Contado e viceversa. Questa torre ben visibile dalla “Torre del Palazzo” era fornita di strumenti ottici, che sarebbe stati utili in un imminente frangente di pericolo per la città. Da questa torre partivano le comunicazioni di allerta alle altre torri distribuite lungo tutto il territorio della Repubblica, facendo arrivare a Lucca, qualora la situazione le rendesse indispensabili, le varie Milizie del Contado che contavano oltre 20.000 uomini (nel XVII secolo).

La torre veniva sorvegliata da due sentinelle e venne usata fino al termine del XVIII secolo, poi in seguito alla nuova situazione politica e alle frequenti devastazioni causate dai fulmini, la preziosa struttura venne abbandonata dai lucchesi. Secondo alcune testimonianze e scritture, nel 1868 le rovine della torretta raggiungevano ancora i 4,5 metri d’altezza, ma nel 1900 quest’ultime vennero abbattute per far spazio a una grande croce. Per l’occasione Papa Leone XIII scrisse un’epigrafe, che fu iscritta nella prima pietra benedetta dal Vescovo ausiliare di Lucca, Giovanni Volpi. La croce, progettata dall’ingegner Gaetano Orzali, era alta 18,30 metri e venne inaugurata il 13 ottobre 1901. Durante l’ultimo conflitto mondiale, alla fine di luglio del 1944, le truppe tedesche in ritirata temendo che potesse diventare un punto di riferimento per l’avanzata degli Alleati, decisero di farla saltare, tuttavia un anno dopo il termine della guerra Monsignor Pellegrino Puccinelli e Brancoli Busdraghi, cominciarono le prime iniziative per la sua ricostruzione, così il 29 aprile 1958 il Genio Civile di Lucca avviò i lavori di ricostruzione della croce, che terminarono il 23 agosto 1958. La Croce di Brancoli è dunque alta 18,40 metri e domina tutta la Brancoleria ancora oggi, facendo da guardiana a tutta la Piana di Lucca che placida dorme sotto la sua ombra.

Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Giornalista e giurista, le passioni sono per me un vero motore per vivere la vita. Sono alla ricerca inesausta della verità, credo nel giornalismo libero e di qualità. Porterò il mio contributo a "Lo Schermo" perché si batte per essere una voce unica, indipendente e mai ordinaria.

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