Corte della Neve: luogo di conservazione di viveri della vecchia Lucca

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Se si è soliti passeggiare per le vie del centro storico di Lucca, una volta imboccata via San Giorgio passando da via Fillungo, non si può non aver notato come dopo pochi passi e avendo volto lo sguardo a sinistra, un’ampia arcata dà il benvenuto a una corte nascosta, che nel passato è stata di vitale importanza per tutta la cittadinanza che viveva arroccata dentro alle Mura urbane. Questo luogo raccolto e inserito armonicamente in un complesso di antiche case è Corte della Neve, che deve il suo nome proprio all’acqua ghiacciata cristallina.

Molti secoli addietro uno dei principali problemi della gente comune era quello riguardante la conservazione delle riserve alimentari, infatti qualora si fosse disposto di cibo in abbondanza per soddisfare le proprie esigenze per più di un giorno, era necessario studiare un metodo per farlo durare per più tempo possibile. Uno dei modi più diffusi per difendere la sopravvivenza del vettovagliamento era quello di utilizzare la neve pressata, che a Lucca si poteva trovare proprio in questa piccola corte. Quando arrivavano i mesi caldi, il commercio di neve viveva il suo momento più florido, infatti molte famiglie si recavano in questa zona della città alla ricerca dello strumento perfetto per la conservazione dei viveri.

La città di Lucca non è di certo una delle località italiane più soggette a nevicate durante il periodo invernale, tuttavia non era difficile far arrivare in città la preziosa neve, poiché sulle Alpi Apuane, in special modo sulla Pania, si potevano scovare dei luoghi che in gergo vengono chiamati “nevaie”, che altro non sono che delle grotte e delle cavità naturali ricche di neve perenne. Ancora oggi – seppur in modo minore – le nevaie sono fonte di neve. Per trasportare il bianco frutto dei cieli dai monti fino a dentro le Mura, il compito spettava a operosi uomini con muli e carri, che una volta giunti a destinazione in Corte delle neve, depositavano il prezioso bene che veniva poi pressato, avvolto nella paglia e ricoperto da panni di lana.

Tommaso Giacomelli
Tommaso Giacomelli
Giornalista e giurista, le passioni sono per me un vero motore per vivere la vita. Sono alla ricerca inesausta della verità, credo nel giornalismo libero e di qualità. Porterò il mio contributo a "Lo Schermo" perché si batte per essere una voce unica, indipendente e mai ordinaria.

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