“A scuola le lezioni rischiano di non ripartire, mancano spazi e docenti!”: le dure parole del Segretario provinciale della FLC-CGIL

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Dopo il blocco delle lezioni dovuto all’emergenza COVID-19, adesso è il tempo di ripartire con la didattica. I docenti, il personale ATA, gli alunni e le loro famiglie attendono di conoscere il loro destino. Distanziamento sociale, didattica a distanza o didattica mista: come sarà la scuola a partire da Settembre? Dopo l’intervista di due settimane fa al Provveditore agli Studi, Donatella Buonriposi, abbiamo raccolto la posizione dei sindacati attraverso le parole del Segretario Provinciale della FLC-CGIL, Antonio Mercuri.

Situazione scuola: a che punto siamo? Le lezioni ripartiranno normalmente a Settembre?

Secondo il nostro parere no, a Settembre le lezioni non ripartiranno normalmente. In Provincia di Lucca, al momento, non abbiamo scuole che possono garantire il distanziamento sociale. L’altro ieri il comitato tecnico-scientifico ha avuto un incontro con i sindacati confederali (CGIL, CISL, UIL) e, come parametro fisso, è stato indicato il metro di distanza tra gli alunni. Di conseguenza, avendo noi delle classi in media superiori ai 18 alunni, è evidente che al momento non abbiamo spazi sufficienti per garantire il rispetto di tali prescrizioni. Di fatto, quindi, non è possibile una ripresa normale delle lezioni a meno che non si riescano a trovare spazi alternativi o aggiuntivi rispetto a quelli che già conosciamo. Le faccio un esempio: in virtù di parametri ministeriali assolutamente inadeguati, nel plesso Lucca 3 (Sant’Anna, San Donato e Sant’Angelo) è stata autorizzata una classe di 30 alunni. Ecco, con gli spazi attualmente a nostra disposizione, in una situazione del genere sarebbe necessario distribuire almeno 10-15 alunni in altre classi. Pertanto, secondo noi, non si arriverà mai a rispettare quelle che sono le richieste del comitato tecnico-scientifico in merito al distanziamento sociale. E purtroppo, proprio oggi, leggevo di nuovi focolai di COVID-19.

Nel territorio lucchese qual è, oggi, la situazione degli istituti scolastici?

Forse l’unico istituto che potrebbe garantire il rispetto del distanziamento sociale è il plesso centrale di Gallicano, ma non so quale sia l’effettivo numero degli alunni iscritti. Al momento gli istituti Machiavelli, Stagi, Marconi, Majorana, Fermi, I.C. Piazza al Serchio ed altre scuole hanno già alcune classi che svolgono lezioni all’interno di container o di strutture esterne. Ad oggi si dice che, essendoci un numero elevato di nuove iscrizioni, anche al Vallisneri devono trovare due classi in più. Ecco, veda lei se in queste condizioni ci sono gli spazi per un distanziamento sociale di un metro tra ogni alunno. Tuttavia, per quanto riguarda tale singolo aspetto, in questa situazione di emergenza la soluzione potrebbe anche trovarsi. Le strutture degli istituti comprensivi sono infatti a carico dei Comuni, mentre quelle degli istituti superiori sono a carico della Provincia: basterebbe che tali enti locali mettessero a disposizione alcuni stabili non utilizzati e in questo, a dire il vero, il Comune di Lucca e altri si sono già attivati. Solo che siamo in ritardo, Settembre è alle porte ed era necessario attivarsi molto prima.

Ma la politica cosa sta facendo per risolvere queste problematiche?                                                                           

La politica centrale sta scaricando tutto sugli enti locali e sui dirigenti, non assumendosi la responsabilità principale di garantire il diritto allo studio sancito dalla Costituzione. Questo non è ammissibile, anche perché in Italia non tutte le realtà sono isole felici come Lucca o come la Toscana. Ci sono zone messe veramente molto male: io vengo dal Sud Italia, e lì tante delle scuole sono già collocate in condomini o in alberghi. Quindi è chiaro che in realtà come queste non ci sarà mai il rispetto delle prescrizioni sul distanziamento sociale. Oltre a mancare il piano A relativo ad una ripartenza in sicurezza a livello di spazi, poi, c’è un altro aspetto grave e preoccupante: l’evidente insufficienza numerica del corpo docente. Le faccio un esempio pratico, nel caso in cui un giorno dovesse mancare un insegnante e non ci siano supplenti disponibili – cosa tutt’altro che infrequente – dove smisto gli alunni se già mancano gli spazi? Ovviamente non li posso mandare in altre classi! Come vede, qui nella scuola, ormai l’emergenza è quotidiana. Dobbiamo continuamente fare i conti con la carenza degli organici dovuta alle varie politiche di tagli che si sono susseguite negli anni. E questo, inevitabilmente, alla fine va a pesare sulle famiglie. Perché se io ho scelto di iscrivere mio figlio al tempo pieno, se tu mi accorci il tempo scolastico per assenza di docenti abbiamo due possibilità: o mia moglie va in aspettativa, o io sto a casa, con tutto ciò che questo comporta anche a livello economico. In definitiva, in questo periodo di emergenza la soluzione più semplice era quella di raddoppiare gli spazi e gli organici per due-tre anni, il tempo di trovare il vaccino. Come ho già detto, gli spazi si potrebbero anche trovare, ma non si può scaricare tutto sugli enti locali. Mentre per gli organici basterebbe ripristinare i posti esistenti prima della riforma Gelmini: 120.000 docenti e personale Ata, con un costo intorno ai 3 miliardi.

Quindi, secondo lei, a Settembre si riprenderà con soluzioni come la didattica a distanza o quella mista?

La didattica a distanza è stata un fallimento. C’è stata una dispersione enorme, soprattutto di quegli alunni le cui famiglie non avevano le possibilità economiche di acquistare gli strumenti tecnologici necessari per questo tipo di docenza. Ci sono zone, anche in Lucchesia, dove la didattica a distanza non è neppure arrivata. In un istituto c’è stata addirittura una dispersione del 30% degli alunni e, soprattutto nella fascia di età 11-13, questi sono ragazzi che rischiamo di perdere definitivamente. Anche la didattica mista – con un gruppo in classe e un altro connesso a distanza – può essere solo un tampone, non la soluzione ultima. La scuola è fatta di socializzazione e l’apprendimento passa dalle emozioni, questo deve essere chiaro a tutti. Anche i dispositivi di separazione in plexiglass, in questo senso, non vanno bene: ma vi immaginate dei bambini di 7 anni separati da pezzi di plastica?! Quindi io penso che si andrà verso una riduzione degli orari e questo – se la politica non trova a breve una soluzione – peserà sulle famiglie perché mancano docenti. Non possiamo moltiplicare i pesci e i pani, quello lo faceva qualcun altro! La situazione si risolve con più organici e più spazi, tutto il resto è un tampone temporaneo.

A Lucca c’è stato, di recente, un taglio del personale docente di 43 persone. Qual è la posizione dei sindacati?

È vero ciò che ha detto la Dott.ssa Buonriposi, Provveditore agli studi di Lucca e Massa, due settimane fa al vostro giornale. Lei è solo l’ultimo anello della catena e, per quanto possibile, ha comunque tentato di opporsi a questo taglio irrazionale. Ha cercato insieme a noi, che ci siamo mossi immediatamente, una soluzione al problema. È un taglio irragionevole, che invece dovrebbe essere operato sulla base del reale numero degli alunni. Lei tenga presente che Lucca, come popolazione scolastica è insieme a Pisa la seconda città toscana dopo Firenze. Ecco, nell’intera regione c’è stata una riduzione di 118 docenti…di cui 43 solo a Lucca! C’è una grave sproporzione, e questo si comprende ancora meglio se si pensa che a Prato – che ha una popolazione scolastica pari a quella della sola Versilia – c’è stato invece un aumento di ben 70 docenti. Noi non ci capacitiamo di questo. Il criterio, dicono dal Ministero, è che negli anni passati abbiamo avuto qualcosa in più rispetto ad altre realtà. Tuttavia, nonostante tali motivazioni, la riduzione non è equa e non è supportata dai numeri attuali. È evidente che, se devi farlo, il taglio di docenti nell’intera regione lo devi spalmare su più province in maniera proporzionale, magari su più anni. Altrimenti succede questo, con un territorio come la Lucchesia che al momento è in oggettiva difficoltà. Ancora più grave, poi, è che a fronte di questo taglio scriteriato non abbiamo avuto in cambio neppure insegnanti di sostegno. In altre province ci sono stati dei tagli, ma in cambio hanno almeno ricevuto insegnanti di sostegno che poi il Provveditorato può gestire e dislocare a seconda delle esigenze di organico. È ovvio che la scuola la fa il personale e, se non ce n’è a sufficienza, ovviamente la qualità della didattica si abbassa. Per evitare che tutto questo diventi un problema anche sociale è necessario invertire questa tendenza, investendo nella scuola e, quindi, nel futuro.

Quali saranno, alla luce di questi tagli, le concrete conseguenze per la cittadinanza?

Se non si recuperano neppure questi 43 docenti, l’anno prossimo avremo da gestire classi di 30 alunni. A prescindere dall’emergenza COVID-19, questo è praticamente impossibile perché non sono numeri che possono essere gestiti. Già in una situazione normale non ci sarebbero spazi per classi così numerose. Classi che quindi dovranno essere smistate altrove senza, però, che ci siano docenti a sufficienza. Spesso, poi, smistare alunni in altri complessi non è così agevole: questo crea fortissimi disagi alle famiglie, che si trovano a dover avere a che fare con i pulmini per gli spostamenti e, di conseguenza, con un ulteriore aggravio di spese. Quindi, senza un reale aumento di organico, in questo modo la scuola non la si può gestire. Lei pensi che Lucca è retta al 40% da docenti precari: stanno riaprendo solo adesso le graduatorie, ma siamo corti con i tempi e il rischio effettivo è che il 1 Settembre non ci sia un numero sufficiente di docenti.

Giovanni Mastria
Giovanni Mastria
Nato a Lucca, classe 1991. Scrivo con passione di cultura, attualità, cronaca e sport e, nella vita di tutti i giorni, faccio l’Avvocato. Credo in un giornalismo di qualità e, soprattutto, nella sua fondamentale funzione sociale. Perché ho fiducia nel progetto "Oltre Lo Schermo"? Perché propone modelli e contenuti nuovi, giovani e non banali.

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