Vendite all’estero: l’export a Lucca cresce del 5,6 per cento e supera i 2 miliardi di euro

Vendite all’estero: l’export a Lucca cresce del 5,6 per cento e supera i 2 miliardi di euro

LUCCA – Hanno superato i 2 miliardi di euro (2.068 milioni), segnando una crescita del +5,6 rispetto al primo semestre 2017 le vendite all’estero della provincia di Lucca nei primi sei mesi del 2018. La dinamica lucchese è risultata particolarmente positiva nel trimestre aprile-giugno, quando si è portata al +7,2%, in accelerazione rispetto al +3,6% rilevato nei primi tre mesi dell’anno. L’andamento semestrale risulta migliore sia di quello toscano (+2,3%) che di quello nazionale, cresciuto del +3,7% nel periodo. Sono questi i principali risultati emersi dall’analisi dei dati ISTAT sul commercio estero effettuata dall’Ufficio Studi, Statistica e Politiche economiche della Camera di Commercio di Lucca.

 

L’andamento regionale, in minore crescita rispetto a Lucca, risulta legato a peculiari dinamiche territoriali e settoriali, come nel caso di Livorno (petrolifero e metal-meccanica) e di Massa Carrara (meccanica) che fanno segnare diminuzioni. Firenze, Siena, Arezzo e Prato crescono sopra la media toscana, mentre per Pisa, Pistoia e Grosseto la dinamica appare sotto tono.

 

Il valore delle importazioni provinciali ha registrato un incremento del 6,9% nei primi sei mesi dell’anno, dopo un primo trimestre stabile, superando il miliardo di euro di merci acquistate all’estero (1.031 milioni). Anche la dinamica regionale e nazionale è risultata positiva, con un aumento degli acquisti dall’estero rispettivamente del +7,9% e del +4,1% nel periodo.

 

«La fase d’incertezza e volatilità che i mercati stanno attraversando non rappresenta una novità assoluta, ma rischia di essere una costante per i prossimi anni – ha commentato Giorgio Bartoli, Presidente della Camera di Commercio di Lucca -. La complessità dell’attuale scenario competitivo non deve però far perdere di vista alle nostre imprese le opportunità esistenti nei mercati esteri. Lo scenario di guerre commerciali e dazi tra Usa e Unione Europea, per ora scongiurato grazie alla tregua raggiunta, potrebbe nel medio termine avere delle ripercussioni negative sull’export e frenare l’internazionalizzazione delle aziende italiane».

 

A livello settoriale il cartario, primo settore provinciale per valore esportato con 542 milioni di euro nel semestre, è cresciuto del +12,5% grazie all’incremento delle vendite di pasta da carta, carta e cartone (+32,6%), mentre per gli articoli in carta e cartone si è registrata una contrazione del -0,7%. L’andamento della carta e del tissue è stato influenzato dall’aumento dei costi del prodotto finito dovuti ai rincari della cellulosa.

 

La meccanica (411 milioni di euro) ha registrato una forte accelerazione delle vendite all’estero (+32,7%) rispetto ai primi sei mesi del 2017, con le macchine per impieghi speciali in crescita del +35,2%.

 

Un incremento significativo si è registrato per l’industria metallurgica (+15,8%; 140 milioni di euro), per la fabbricazione di materiale elettrico e meccanica di precisione (140 milioni) che ha segnato un +9,0% sul 2017, e per la gomma e plastica (+11,0%; 45 milioni).

 

La cantieristica nautica (274 milioni) ha mostrato una flessione del -13,7% (dopo il +59,8% registrato nei primi sei mesi del 2017), mentre il comparto alimentare ha recuperato le perdite del primo trimestre tornando in linea con i valori esportati nel 2017 (146 milioni), malgrado un lieve calo nelle vendite di olio di oliva, semi ecc. (-1,9 %).

 

Ancora in difficoltà il cuoio e calzature (-9,0%), che ha venduto prodotti all’estero per 117 milioni di euro, e per l’industria lapidea, del vetro e delle pietre estratte (-20,7%; 78 milioni) che nel semestre ha perso circa 20 milioni di euro di vendite all’estero. In calo anche l’industria chimica (-4,9%), che ha risentito del negativo andamento della farmaceutica (-11,1%), e il tessile e abbigliamento che ha registrato una flessione del -20,8%.

 

L’incremento delle vendite all’estero ha interessato tutte le principali aree di destinazione: l’Europa è cresciuta del +7,4% grazie al buon andamento dell’Area Euro (+7,6%) ed Extra-UE (+6,7%), mentre nel continente americano (+1,4%) le vendite della cantieristica hanno determinato un recupero dell’area settentrionale (+25,3%) che ha compensato il calo di quella centro-meridionale (-19,6%). In aumento anche le vendite verso l’Asia (+14,2%) e l’Africa (+9,3%), mentre l’Oceania ha segnato un forte calo.

 

La crescita delle importazioni provinciali (6,9%) è determinata principalmente dal forte incremento del valore degli acquisti dall’estero dell’industria cartaria (+20,4%), primo settore provinciale per import con quasi 400 milioni di euro, dovuto al rialzo del prezzo delle cellulose registrato sul mercato delle materie prime. In aumento anche gli acquisti dall’estero dell’industria metallurgica (+38,7%; 88 milioni di euro), legati alla forte richiesta di rame e altri minerali (+49,5%), e della meccanica (+8,7%; 74 milioni).

 

Sono diminuiti invece gli acquisti dall’estero dell’industria alimentare (-23,1%; 117 milioni) dopo il +21,4% registrato un anno fa, e della chimica-farmaceutica scesa del -18,2% per complessivi 113 milioni di prodotti importati. In calo anche gli acquisti dall’estero del cuoio e calzature (-6,0%), del tessile e abbigliamento (-2,1%) e dell’industria lapidea (-20,7%).

 

Hanno invece mostrato un recupero gli acquisti della fabbricazione di materiale elettrico e meccanica di precisione (+13,6%), della gomma e plastica (+5,7%), dei prodotti agricoli, della caccia e della pesca (+0,7%) e della cantieristica nautica, che ha quasi triplicato il valore delle importazioni nel semestre.

 

Con l’eccezione dell’Europa (-2,4%), gli acquisti dall’estero da parte delle imprese lucchesi risultano in crescita per tutte le aree geografiche, con l’America centro-meridionale in aumento del +50%, sempre a causa della dinamica della cellulosa, e l’Asia che sale del +8,4%.

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