Una lancia in difesa di Sfera Ebbasta e della musica che piace agli adolescenti

Una lancia in difesa di Sfera Ebbasta e della musica che piace agli adolescenti

LUCCA – In questi giorni, soprattutto sui social, si fa un gran parlare – a livello locale almeno – del fenomeno Sfera Ebbasta.
Il concerto del Lucca Summer Festival ha infatti aperto un dibattito abbastanza ampio su quanto sia ‘brutta’ la musica di oggi, quella che piace ai giovani rispetto a quella del passato. Un dibattito che ha poco senso, poiché ogni ‘momento’ è caratterizzato da musica buona, di alto livello e musica più ‘leggera’, ma che piace forse a un numero maggiore di persone rispetto alla prima.

 

Una doverosa premessa: a me Sfera Ebbasta non piace. Anzi, dirò di più: non mi sta nemmeno simpatico – a differenza per esempio di Ghali – perché ho avuto modo di incontrarlo due volte in occasione degli instore che ha fatto a Lucca e ho avuto modo di toccare con mano come sia veramente poco simpatico.

 

Perché era doverosa questa premessa? Perché, nonostante la mia posizione fortemente negativa, credo che sia necessario spezzare una lancia nei suoi confronti. O meglio, nemmeno nei confronti di Sfera, ma nei confronti dei ragazzini e delle ragazzine che ascoltano il trapper-fenomeno.

 

Ho letto tanto e di persone che appartengono un po’ a tutte le fasce d’età e mi sono guardata indietro. Quando io avevo 11 anni – la media dei fans di Sfera, per intenderci – anche a me piaceva musica ‘leggera’. Mi ricordo che tutte le ragazzine della mia classe (me compresa) avevamo la foto di Miguel Bosè nel diario. Certo, magari io accanto ci mettevo quella di Sting (per il quale ammetto di aver avuto una cotta adolescenziale), ma Miguel Bosè era ‘lo Sfera’ di fine Anni Settanta, inizio Anni Ottanta. E la sua non può certo dirsi ‘musica colta’. Poi, nel giro di pochissimo tempo – mesi a volte – i gusti cambiano e si scoprono altre musiche, altri protagonisti, altri artisti.

 

Sono tanti i fattori che ti fanno piacere un artista in età adolescenziale: la moda, sicuramente. La popolarità tra i tuoi coetanei. Oggi,  sicuramente la sua popolarità sui social che fa sentire anche te un po’ popolare o, comunque, parte di un ‘qualcosa’ più grande.

 

Nessuno mette in discussione il fatto che la musica proposta sia veramente di bassa qualità. Nessuno scommetterebbe sul fatto che duri più di qualche stagione e sia poi rimpiazzato dal fenomeno successivo (peraltro i tempi tra un ‘fenomeno’ e l’altro si stanno accorciando vistosamente). Ma questo è sempre successo e probabilmente è perfino giusto così.

 

Per poter apprezzare musica di qualità più alta, con contenuti più profondi, è probabilmente necessario passare anche dalla musica ‘da adolescenti’, quella stupida, quella che non dice niente o peggio, quella generalmente ‘brutta’, ma fatta dal personaggio ‘di moda’ del momento.

 

Nonostante il concerto sia stato oggettivamente brutto agli occhi di chi di concerti ne ha visti tanti, loro, gli adolescenti di turno, erano felici. Felici di avere davanti il loro idolo. Felici di condividere tutto sui social. Felici di cantare le sue canzoni.

 

Già, le sue canzoni. I testi non sono certo quello che di più costruttivo e formativo mi potrebbe venire in mente. Sono testi sessisti, che inneggiano alla droga e quant’altro. Però probabilmente se ne accorgeranno crescendo. I genitori: ecco i genitori che tollerano che i figli ascoltino e cantino queste canzoni, li capisco. Cosa c’è di peggiore al mondo che dire ad un adolescente che non può ascoltare una determinata canzone? E’ il modo migliore per fargliela amare alla follia. Del resto, il tutto può essere anche un’occasione di crescita, un’occasione per far evidenziare il ‘giusto’ e lo ‘sbagliato’.

 

Capisco meno quelli che si esaltano di fronte a Sfera – ma anche di fronte a tanti altri come lui – e caldeggiano gli atteggiamenti fanatici dei figli, magari avendone anche loro. No, quelli in tutta onestà non li comprendo. Un conto è far ascoltare alla propria prole qualsiasi tipo di musica – anche brutta – e magari prendere l’occasione per spiegare loro che quello che canta non è proprio ‘la vita’ così com’è. Un conto è esaltarne la celebrità. Con il proprio atteggiamento, far passare il messaggio che quello che fa e dice uno come Sfera è giusto e sacrosanto.

 

Oppure stupirsi se un rapper si fa una canna sul palco: è successo lo scorso anno in Versilia. Un caso salito alla ribalta nazionale, perché i genitori si sono scandalizzati e hanno messo sotto accusa non solo gli artisti, ma perfino l’amministrazione comunale che aveva dato lo spazio a un’associazione per il concerto. La domanda spontanea sarebbe: ‘ma i testi li avevate sentiti prima? Cosa vi aspettavate?’. Se nei testi si esalta l’uso di droghe di qualsivoglia tipo, che pensiamo? Che una volta sul palco un artista abbia remore a farsi una canna?

Forse in questa società così ‘social’ sarebbe il caso che gli adulti prestassero loro più attenzione a quanto i cantanti dicono e li usassero per far capire ai figli cosa è giusto e cosa no, invece di indignarsi quella volta ogni mille che ascoltano una canzone di uno Sfera, ma anche di qualsiasi altro suo pari.

 

Per il resto, undicenni, quattordicenni o sedicenni, hanno il diritto di cantare la ‘canzone brutta’ del momento, di seguire l’idolo del momento e, magari, in età adulta, di vergognarsi di aver fatto i salti mortali per avere il cd autografato e la foto con quell’artista che al quel punto nessuno ricorderà più o quasi. E, no, non c’è stato, secondo me, un periodo che non abbia avuto il ‘suo’ Sfera Ebbasta, da rinnegare una volta cresciuti, come se non avessimo mai cantato le sue canzoni.

 

[Foto: Laura Casotti]

Inserisci il tuo commento

La tua e-mail non verrà pubblicata. compila tutti i campi obbligatori*

Se pubblichi stai dando il consenso alle regole di base , ai termini del servizio e alla normativa sulla privacy
Annulla

.

Newsletter


WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com