Un saluto in punta di piedi e un po’ di ‘grazie’ dovuti e sentiti

Un saluto in punta di piedi e un po’ di ‘grazie’ dovuti e sentiti

Scrivo queste righe per salutare e ringraziare in quello che è il mio ultimo giorno alla guida di questa testata, cosa che ritengo doverosa dopo un anno di lavoro.

Questa, per me, è stata una bellissima esperienza che, in qualche modo, mi ha riportata ‘a casa’ e, cioè, a scrivere e dirigere quel giornale che, tanti anni fa, avevo contribuito a far nascere.

Un’esperienza che, ovviamente, mi ha arricchita dal punto di vista professionale, facendomi coordinare un gruppo di lavoro, affinché ogni giorno i nostri lettori trovassero un motivo valido per aprire la pagina de LoSchermo.it.

Per questa opportunità che mi è stata offerta, ringrazio naturalmente gli editori, Andrea e Paolo Bicocchi che hanno reso possibile tutto questo.

Il tempo passa e, con esso, cambiano le necessità e le aspettative, è pertanto naturale vi siano avvicendamenti volti a rendere il giornale sempre più rispondente alle esigenze che si manifestano.

In questo cammino ho incontrato tante persone, ma a una voglio fare un augurio speciale: Lorenzo Nizzi Vassalle. L’ho incontrato come stagista in redazione, poi è rimasto con noi finché gli studi glielo hanno permesso. Poi è arrivata quella laurea più che meritata e conseguita con determinazione e caparbietà. Il giornale e la sottoscritta hanno perso in quel momento un valido collaboratore, ma la sua strada lo ha portato lontano e il mio augurio è che sia costellata di successi così come merita. A lui va il mio ringraziamento per essere l’esempio vivente che quando si vuole realmente qualcosa, non esiste ostacolo (fisico o mentale) che ci impedisca di raggiungerlo.

Da quel momento ci siamo trovate in una situazione, se vogliamo, ‘anomala’: una redazione di sole donne.

Onestamente non credo ve ne siano molte, nei quotidiani soprattutto, e, per un po’, ho cullato l’idea di farne argomento di articoli. Alla fine non se n’è fatto di niente, perché ha prevalso in me un’altra logica: siamo professioniste che fanno bene il loro lavoro e non ce lo dovevamo ribadire.

I numeri in crescita ce lo dicevano e il lavoro da fare era tanto, quindi ci siamo solo rimboccate le maniche. Resta però un fatto: abbiamo smentito con i fatti tutti i luoghi comuni che vogliono che le donne non possano lavorare bene insieme.

Falso.

Collaborano benissimo e ‘fanno squadra’, arrivando una dove l’altra non arriva.

Sara, Bianca, Noemi hanno condiviso con me questi mesi. Difficili a volte, ma anche con qualche bella soddisfazione. Per me sicuramente, ma spero anche per loro.

Per me è stata una fortuna incrociare la mia strada con la loro: Sara (Cinacchi), artista nell’anima con un grande sogno e la determinazione di realizzarlo, ma anche con la voglia di fare questo lavoro a costo di qualsiasi sacrificio. Bianca (Leonardi), la mia personale boccata di ottimismo, che con la sua vitalità, la sua energia riesce a far splendere il sole anche quando piove e che con la sua voglia di scrivere riesce a trovare sempre argomenti interessanti da affrontare. Noemi (Spasari), solare, positiva e propositiva, con un ‘senso della notizia’ naturale che è difficile da trovare, una scoperta con la quale avrei voluto ‘camminare’ ancora per un bel po’.

Loro hanno formato un gruppo di lavoro coeso, compatto ed efficace, che lascio in eredità a chi verrà dopo di me, sicura che potrà contare su persone davvero valide.

Poi ci sono i fotografi: Alberto (Bertoncini) e Laura (Casotti). Che dire a loro se non un enorme ‘grazie’ per aver messo a disposizione del giornale quello che non è solo un lavoro, ma è soprattutto arte. Lo ammetto, guardo a loro sempre con un po’ di invidia, perché loro hanno qualcosa che io non ho: riescono a cogliere quell’attimo che trasforma una fotografia in un’opera d’arte. Sono grata a loro per aver arricchito il giornale con qualcosa di unico: dei momenti che sono riusciti a fermare e che lì rimarranno a futura memoria.

Un ‘grazie’ va anche a coloro che nella comunicazione lavorano, ma da dietro le quinte: gli uffici stampa pubblici o privati che siano, con i quali ho sempre avuto un rapporto di collaborazione continua e che ho trovato sempre disponibili anche quando hanno dovuto rispondere a richieste repentine, in tempi veramente celeri, dandoci un aiuto incredibile.

La lista di chi ringraziare sarebbe lunga, ma preferisco smettere qua.  Mi porterò dietro questa grande esperienza che, come dicevo all’inizio, mi ha arricchita da tutti i punti di vista. Prima di chiudere un ultimo grazie lo devo comunque spendere e va a chi in questi mesi ci ha letto, ci ha fatti crescere e alla fine ci ha dato tante soddisfazioni: i lettori, senza i quali avrebbe poco senso scrivere queste righe o fare semplicemente questo lavoro. Grazie per la fiducia. Grazie quando ci avete detto che eravamo bravi. Grazie per le critiche che ci avete mosso. Che siate stati d’accordo con noi o meno, ci avete aiutati a crescere e, quindi, non posso che essere grata a tutti coloro che in questi mesi hanno aperto la pagina de LoSchermo.it e hanno speso un po’ di tempo per leggerci.

Un enorme augurio va, infine, a chi verrà dopo di me a cui auguro di vivere quella stessa esperienza – professionale e umana – che ho vissuto io, cosa del resto di cui sono certa.

 

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