Summer Festival: Giorgia torna a casa e Janelle Monàe si presenta (photo di Laura Casotti)

Summer Festival: Giorgia torna a casa e Janelle Monàe si presenta (photo di Laura Casotti)

LUCCA – Dopo 13 anni Giorgia Todrani è tornata sul palco Lucca Summer Festival, è tornata a casa. Quello di giovedì 18 luglio è stato decisamente uno dei ritorni più attesi di questa edizione, per l’occasione in un’unica data con l’eclettica artista statunitense Janelle Monàe. 

Un concerto diverso dal solito, dall’inizio esplosivo, che lascia un po’ di amaro in bocca per repertorio: tante cover, piccoli remix anni ’70 e ’80 che mettono voglia di ballare, ma non rispecchiano le aspettative del pubblico lucchese che ha comprato i biglietti e si aspettava di ascoltare più canzoni che hanno segnato la carriera di una delle voci femminili più belle del panorama musicale italiano passato e presente. L’ultima data, questa, del  “Pop Heart Tour”, il tour delle grandi cover che ha visto la voce di Giorgia al servizio di tanti brani insieme a sonorità più contemporanee.

Soli di chitarra, dj, paillettes e all’improvviso arriva un pianoforte, in piazza risuonano le prime note di “E poi” e nasce la magia. Una Giorgia sicuramente più matura e consapevole che interpreta i propri maggiori successi con più consapevolezza e intensità, da donna che ne ha passate tante e adesso è sicura di sé e gioca col pubblico presente. 

 

 

“Come saprei”, “Girasole”, “Di sole e d’azzurro”, “Vivi davvero” sono alcuni dei suoi brani di maggior successo che si susseguono in ordine di uscita, fino alla più recente “Oro nero”. 

Una artista tanto minuta quanto imponente sul palco, dalla voce sempre piena e presente, che ride di sé e non dimentica di lasciare spazio ai suoi musicisti, tanto che il concerto termina con le presentazioni e i ringraziamenti di strumentisti (lo storico Sonny Thompson al basso e ai cori, Mylious Johnson alla batteria, Jacopo Carlini al pianoforte, Fabio Visocchi alle tastiere e Anna Greta Giannotti alla chitarra), coristi (Diana Winter e Andrea Faustini, con cui più volte ha duettato nel corso della serata), tecnici, organizzazione e due chitarre che dialogano tra loro mentre Lei, col sorriso e l’emozione negli occhi, fa un passo indietro lasciando che sia la musica a dare il suo saluto a Piazza Napoleone alle 22.45. 

 

 

 

 

Alle 23 il palco si trasforma e la band di Janelle Monàe, quasi tutta al femminile (fatta eccezione per il chitarrista), fa il suo ingresso sul palco. Lei, artista poliedrica, cantautrice in primis ma anche attrice e modella, infiamma subito la piazza e molti dei suoi fan si alzano in piedi per acclamarla da vicino sotto il palco. 

Nera e pansessuale, classe ’85, sfodera sul palco grinta ed energia da vendere, accompagnata da quattro ballerine in pieno stile americano che la affiancano nelle coreografie e nei cambi d’abito. Non solo diva, ma artista a tutto tondo, tocca temi importanti e anche scomodi, osa attirando l’attenzione e sconvolge senza essere volgare. 

“Dirty computer” è il suo ultimo album e ai Grammy Awards del 2019

ha ricevuto una nomination nella categoria “Album of the Year”, un omaggio alle donne e allo spettro della sessualità in tutte le sue vesti, un percorso in tre tappe dalla visione da parte della società alla presa di coscienza e alla rivendicazione della propria essenza e della propria identità.

 

 

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