Sogni e poesia alla Versiliana con Max Gazzè, ospite della Festa del Fatto Quotidiano

Sogni e poesia alla Versiliana con Max Gazzè, ospite della Festa del Fatto Quotidiano

MARINA DI PIETRASANTA – In occasione della nona edizione della festa annuale della Società Editoriale Il Fatto è salito sul palco della Versiliana un ospite di eccezione: Max Gazzè, che quest’anno si è presentato con “Alchemaya Tour”, la sua nuova torunée sinfonica con cui sta viaggiando nelle più affascinanti location all’aperto d’Italia.

 

Ad accoglierlo il teatro a cielo aperto di Marina di Pietrasanta, scenario perfetto per l’atmosfera intima che il cantautore ha creato fin dal primo pezzo. Ad accompagnarlo sul palco l’ “Alchemaya Symponhy Orchestra” – ribattezzata così per l’occasione – formata dalle eccellenze delle più grandi orchestre italiane e diretta dal Maestro Clemente Ferrari, con la partecipazione straordinaria della pianista coreana Sun Hee You.

 

L’artista, eccentrico ed elegante, ha coinvolto il pubblico in un viaggio in mondi lontani, con scenografie e luci che trasportavano in una dimensione onirica.
Lo spettacolo, diviso in due atti, ha proposto nella prima parte i brani dell’opera originale Alchemaya composta da Gazzè: un racconto, a metà tra musica e poesia, tra mistero e fantasia, in parte storico, in parte filosofico, in parte mitologico, sull’origine ed evoluzione del mondo e dell’uomo, disegnato attraverso un appassionante viaggio tra classica, elettronica e avanguardia.

 

Un pubblico un po’timido in questa prima parte, forse non ancora pronto per una performance di questo genere, per un percorso introspettivo che va a toccare le corde dell’anima e della sensibilità di ognuno di noi.
A contrastare questo momento intrigante e riflessivo la seconda parte dove l’eclettico artista ha proposto i pezzi più famosi della sua carriera che hanno riscontrato subito il calore

 

dei presenti. Brani come “Cara Valentina””, “Sotto casa”, “Il timido ubriaco”, sono stati rivisitati in chiave ‘sintonica’, dando loro nuova vita e aprendoli all’imprevedibile.
Tutti a cantare su “La vita com’è” che, tra ritmi circensi e balli sfrenati, ha sprigionato una incontenibile gioia insieme a “Sotto casa” e “Il solito sesso”. Grande emozione invece per la versione di “Mentre dormi”, romantica e delicata.

 

Il concerto si è concluso con “Una musica può fare”, pezzo storico del 1998 e grido di speranza e poesia che ancora è ben nitido mente e nel cuore di tutti.
Max Gazzè, con quegli abiti insoliti e quella mente imprevedibile, non si è certo risparmiato sul palco, portando sul palco un esperimento ambizioso ma sicuramente riuscito e  mostrandosi sincero e vero, forse un po’timido ma proprio per questo autentico.

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