Scuola Montessori: a Lucca cresce la sperimentazione

Scuola Montessori: a Lucca cresce la sperimentazione

LUCCA – Da una sono diventate due e presto cresceranno ancora. Sono le classi della sezione Montessori alla scuola primaria “Dante Alighieri”, per un totale di 44 bambini, che utilizzano il metodo sviluppato agli inizi del Novecento dall’educatrice, scienziata e una tra le prime donne medico italiane, come approccio didattico quotidiano. Lucca, infatti, è uno dei pochi comuni in Italia ad aver avviato questa sperimentazione in una scuola pubblica e l’intenzione dell’amministrazione Tambellini e dell’Istituto comprensivo Lucca centro è di proseguire su questa strada.
Il metodo Montessori applicato alla scuola lucchese è stato spiegato questa mattina in occasione della conferenza stampa che ha visto la presenza del sindaco, Alessandro Tambellini, dell’assessora alle politiche formative, Ilaria Vietina e della dirigente scolastica Gabriella Nanini.

 

La “rivoluzione” didattica delle due classi che studiano secondo i principi Montessoriani è visibile a colpo d’occhio, perché qui tutto è pensato per dare risalto all’autonomia del bambino e alla sua vera volontà e spontaneità. Partendo dalla libertà del bambino, l’approccio educativo Montessoriano si basa su due aspetti fondamentali: il ruolo dell’insegnante come abile osservatore e l’uso di materiale specifico, all’interno di un ambiente predisposto: ecco quindi che dalla tinteggiatura alla pavimentazione utilizzata, dagli arredi al materiale scientifico, tutto è stato studiato dalla Montessori per consentire al bambino di imparare autocorreggendosi. Per farlo l’amministrazione Tambellini ha investito quasi 9mila euro nelle attrezzature e negli interventi di risistemazione degli spazi. Così per le nuove imbiancature, per il pavimento e per gli arredi (banchi, armadietti, sedie, attaccapanni, porta carta e porta carta-igienica, mobile a giorno).

 

 

Piena soddisfazione da parte del sindaco, che ha potuto vedere di persona le buone pratiche sviluppate a scuola. “Investiamo nell’istruzione ogni giorno – commenta – e lo facciamo attraverso la partecipazione a bandi per l’edilizia scolastica, con gli investimenti nella manutenzione straordinaria e ordinaria, ma anche grazie a una visione di prospettiva di quello che per noi rappresenta la scuola: il luogo delle relazioni, della libertà, della disciplina e della responsabilità. Il posto dove si pratica l’uguaglianza e l’equità, dove i ragazzi hanno pari opportunità e diritti”.

 

 

«Secondo Maria Montessori – aggiunge Vietina – la “liberazione dell’anima” è ciò che di meglio possiamo donare ai nostri bambini e alle nostre bambine. Non solo attraverso un approccio didattico ben preciso, ma anche grazie alla creazione di uno spazio che metta al centro l’indipendenza. Ricreare ambienti che possano aiutare bambini e bambine ad interfacciarsi con la vita di tutti i giorni e fornire oggetti pedagogici pensati ad hoc, aumenta lo sviluppo intellettuale del bambino. Non interferire permetterà al bimbo di autocorreggersi e pensare a soluzioni per risolvere eventuali ostacoli. Il metodo funziona, le famiglie e i bambini sono contenti, le insegnanti anche: è un metodo amato e utilizzato in tutto il mondo, molto meno in Italia, dove è più complicato attivare sezioni Montessoriane: noi ci siamo riusciti, grazie anche a una chiara idea di scuola che stiamo cercando di proporre e costruire al nido, all’infanzia e alla primaria con le scuole all’aperto, la scuola in continuità, il percorso degli orti in condotta, i servizi per l’infanzia».

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1 Commento

  • Barbara
    18 ottobre 2018, 11:44

    Una bella notizia ogni tanto fa piacere. Complimenti a chi ha voluto , permesso e realizzato questa sperimentazione. Spero che il metodo Montessori possa estendersi ulteriormente nelle primarie cittadine.

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