Scoperto a Lucca camionista che alterava i dati del tachigrafo con un sofisticato congegno

Scoperto a Lucca camionista che alterava i dati del tachigrafo con un sofisticato congegno

LUCCA – Probabilmente da tempo il camion circolava con la scatola nera alterata in modo da occultare agli addetti ai controlli stradali gli eventuali sforamenti dei tempi di guida e di riposo cui l’autista-padroncino andava incontro nella sua quotidiana attività di trasportatore.

 

Il trucco, però, è emerso durante un controllo effettuato dagli agenti della Polizia Municipale di Lucca, la cui attenzione è stata richiamata dagli allestimenti di carrozzeria, eccessivamente vistosi ed appariscenti del mezzo.

 

I sospetti si sono palesati quando, dal controllo della scheda del conducente, non è apparsa alcuna traccia di un benché minimo errore sui tempi di guida e riposo del padroncino alla guida, cosa estremante rara alla luce delle pregresse e lunghe esperienze in materia fatte dal personale della Municipale, abituato da anni a questo tipo di controlli, durante i quali appare sempre qualche minima “sbavatura” seppur lieve, sebbene al di fuori del periodo a ritroso strettamente sanzionabile per legge.

 

A questo punto gli agenti hanno voluto vederci chiaro eseguendo su strada alcuni test sull’assorbimento e resistenza elettrica degli apparati elettronici del tachigrafo tramite l’utilizzo della strumentazione in dotazione. I valori emersi, completamente fuori scala rispetto a quelli attesi, hanno fornito conferma all’ipotesi iniziale, dal che il mezzo è stato accompagnato presso un’officina autorizzata per il controllo e manutenzione dei tachigrafi, dove, dopo un’ora di operazioni di smontaggio delle varie parti della cabina, è stato rinvenuto, ben celato al di sotto di un vano portaoggetti, il sofisticato e costoso impianto di alterazione del tachigrafo, che consente all’autista di far apparire fermo il mezzo, quando in realtà sta viaggiando, registrando la propria attività come riposo anziché come guida.

La condotta messa in atto è costata all’autista una sanzione da circa 1740 euro e la sospensione della patente da un minimo di 15 giorni fino a tre mesi oltre al sequestro di tutto l’impianto di alterazione, cui si aggiungono i costi da sostenere per il ripristino a norma dell’impianto.

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