Scoperta una nuova stella variabile grazie agli osservatori astronomici di Capannori e Firenze

Scoperta una nuova stella variabile grazie agli osservatori astronomici di Capannori e Firenze

CAPANNORI – Un’altra importante scoperta astronomica grazie alla collaborazione fra l’osservatorio astronomico di Capannori e l’osservatorio astronomico Margherita Hack di Firenze. Il team scientifico composto Matteo Massimo Maria Santangelo, Massimiliano Mannucci e Nico Montigiani la scorsa settimana ha pubblicato sul bollettino professionale internazionale The Astronomer’s Telegram la scoperta di una nuova stella variabile, cioè una stella la cui luminosità varia nel tempo, che si trova nella costellazione della Volpetta.

 

 

Tutti i dati sono stati presi da Montigiani e Mannucci tramite il telescopio da 35 cm dell’Osservatorio Astronomico Margherita Hack mentre l’analisi statistica dei dati, la scrittura della pubblicazione e le ricerche bibliografiche e sitografiche sono state fatte in larga maggioranza da Santangelo con software anche sviluppato in proprio (per quanto concerne l’analisi statistica dei dati) dal personale dell’Osservatorio Astronomico di Capannori.

La stella era già stata catalogata da alcuni astronomi in passato col nome USNO A2.0 1125-17013138 ma nessuno si era mai accorto che la sua luminosità variava nel corso del tempo, e men che mai ne aveva determinato il periodo.

Grazie anche al sofisticato software denominato ATSA (Astronomical Time-Series Analysis) realizzato dal personale dell’Osservatorio Astrononico di Capannori è stato possibile analizzare le misure di luminosità prese dal personale dell’Osservatorio Astronomico Margherita Hack e determinare che la variazione luminosa di questa stella è statisticamente significativa, e che il periodo è 0.4179 oppure esattamente il doppio cioè 0.8358 giorni. 

Questa nuova scoperta testimonia come la sinergia e il lavoro di squadra portato avanti dai due osservatori sia fruttuoso, in quanto è già la sesta da quando è iniziata la collaborazione.

 

 

Ulteriori dettagli si possono leggere sulla pubblicazione in lingua inglese:  http://www.astronomerstelegram.org/?read=13392

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