San Giacomo, Mons. Paolo Giulietti e i pellegrini

San Giacomo, Mons. Paolo Giulietti e i pellegrini

LUCCA – Oggi (25 luglio) si celebra la memoria liturgica dell’apostolo San Giacomo, il cui nome da sempre è collegato alla volontà e alla scelta di intraprendere un cammino, fisico o spirituale.

 

San Giacomo di Zebedeo, noto anche come “il Maggiore”, fu il primo fra i martiri, messo a morte -secondo gli Atti degli Apostoli – dal re Erode Agrippa I.

 

Mons. Paolo Giulietti ne parla oggi per Avvenire, ricostruendo brevemente il percorso che ha portato il Santo ad essere patrono e simbolo dei pellegrini.

 

Figlio di Zebedeo e di Salome, Giacomo era il fratello di Giovanni apostolo e secondo i vangeli sinottici i due fratelli erano assieme al padre sulla riva del lago quando Gesù li chiamò per seguirlo. Stando al Vangelo secondo Marco, Giacomo e Giovanni furono soprannominati da Gesù Boanerghes, «figli del tuono», e Giacomo fu uno dei tre apostoli che assistettero alla trasfigurazione di Gesù.

 

Come afferma Giulietti, San Giacomo annunciò il Vangelo in Spagna, nella regione della oceanica della Galizia e lì fu riportato successivamente al suo martirio a Gerusalemme nel 44.

 

San Giacomo viene spesso rappresentato con elementi tipici del pellegrino come bastone, bisaccia, bordone da pellegrino, cappello da pellegrino, conchiglia e stendardo, ma perché? Come nasce il suo legame con il pellegrinaggio?

Parla proprio di questo Mons. Giulietti nel video per Avvenire: nel 813 le spoglie del Santo furono scoperte dall’anacoreta Pelagio e dal vescovo Teodomiro e da allora tutti i popoli d’Europa cominciarono a pellegrinare verso quello che è diventato il santuario più famoso dell’Europa, Santiago de Compostela.

Dunque “San Giacomo si presenta come pellegrino – spiega il vescovo Mons. Paolo Giulietti – perché pellegrini sono i suoi devoti. Ancora oggi centinaia di migliaia di persone da ogni parte della Spagna e dell’Europa raggiungono a piedi la tomba dell’apostolo Giacomo, diventato un luogo fondamentale per l’identità dei popoli europei”.

 

Il Cammino di Santiago, che vede come tappa conclusiva il santuario a lui dedicato in Galizia, a Santiago di Compostela, è uno dei percorsi più famosi al mondo per la sua storia millenaria.

 

La Cattedrale di Santiago di Compostela, consacrata nel 1211, è la chiesa madre dell’arcidiocesi di Santiago di Compostela, al suo interno, nella cripta, i fedeli venerano le reliquie dell’apostolo. Secondo la leggenda, il corpo dell’apostolo Giacomo il Maggiore fu rinvenuto nel IX secolo nell’area dove sorge la cattedrale; una prima chiesa intitolata a San Giacomo venne qui costruita all’inizio del IX secolo, per volere di Alfonso II delle Asturie. Nell’899, sotto re Alfonso III, fu rimpiazzata da un’altra più grande, in stile protoromanico. Durante il saccheggio della città di Santiago de Compostela, nel 997, la chiesa protoromanica venne incendiata. L’inizio dei lavori dell’attuale cattedrale risale al 1075, il tempio, in stile romanico, venne completato nel XIII secolo e consacrato nel 1211, alla presenza del re Alfonso IX di León.

 

Mons. Paolo Giulietti nasce a Perugia il 1° gennaio 1964 e dal 19 gennaio 2019 arcivescovo di Lucca; denominato “il prete dei giovani”, è promotore dei pellegrinaggi a piedi e grande conoscitore degli itinerari verso le principali mete di spiritualità europee nonché autore di alcune guide per pellegrini.

 

 

Immagine presa dal video del Mons. Giulietti per Avvenire.

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