Puccini Days, la stagione lirica apre al Giglio con la Bohème

Puccini Days, la stagione lirica apre al Giglio con la Bohème

LUCCA – A pochi giorni dai “Puccini Days” l’ entusiasmo di diffonde per le strade di Lucca sulle note della Bohème, la prima delle liriche attese al Teatro del Giglio.

 

“La Bohème è un titolo estremamente apprezzato e non c’è modo migliore per dare il via una stagione importante – queste le parole del sindaco di LuccaWP_20161121_13_24_27_Pro
Alessandro Tambellini, pronunciate questa mattina alla conferenza stampa al Teatro del Giglio -. Nati nel 2014 da un’idea rocambolesca, i Giorni di Puccini sono adesso una manifestazione di punta per la nostra città. La crescita culturale viene prima di tutto da ciò che siamo stati e da ciò che siamo; serve a noi in primo luogo e poi coloro che giungono per conoscere e visitare la nostra città.

Si è spesso parlato di Lucca come punto centrale per il mondo pucciniano, una sorta di Salisburgo d’Italia. Per fare questo serve da parte di tutti la stessa volontà e un obiettivo chiaro da portare avanti nel corso di alcuni anni, che sia realistico e forte, uno sforzo per rendere Puccini protagonista attivo della vita della nostra città. Senza contare poi che dire Puccini vorrebbe dire parlare di un’epoca e significa anche parlare di Catalani”.

 

“Abbiamo già presentato più volte l’offerta che il Teatro propone per questa nuova stagione culturale – afferma l’Amministratore unico del Teatro del Giglio Stefano Ragghianti -, un’offerta che si rivolge a tutta la città. Circa 25 gli eventi dei Percorsi Pucciniani sparsi sul territorio, che vanno da mostre a concerti, non solo nel teatro, ma anche contaminando la lirica con altre forme artistiche.

Il cast di questa Bohème ha la particolarità di essere caratterizzato da presenze giovani, spesso poco più che ventenni, e italiane. Una scelta che accomuna sia l’opera del 25 e 27 novembre sia il progetto sul personaggio di Mimì che andrà in scena la settimana successiva, sabato 3 dicembre. Due cast che si legano dalle stesse vocalità, con le stesse difficoltà artistiche, ma in due versioni decisamente differenti”.

 

Protagonista di Bohème saranno Benedetta Torre (Mimì), Alessandro Scotto di Luzio (Rodolfo), Italo Proferisce (Marcello), Damiana Mizzi (Musetta), Daniel Giulianini (Schaunard), Luca Dall’Amico (Colline), Giorgio Trucco (Benoit, Parpignol), Graziano Dallavalle (Alcindoro) e Antonio Della Santa (Sergente dei Doganieri).

 

Direttamente dal Giappone pWP_20161121_13_24_30_Proer raccontare la vita e la morte di Mimì Marco Gandini, che osserva come il IV atto dia una svolta all’intera opera: “Con la morte di Mimì muoiono molti altri personaggi, e questo accade anche nella drammaturgia e nella struttura musicale. A seguire compare sì un gioco, ma primo di spensieratezza, grazie proprio alla resa della struttura architettonica dell’opera (che si ritrova anche in Tosca).

La fortuna di avere dei cantanti giovani – prosegue Gandini -, sta nella purezza dei personaggi che arriva al pubblico. Quando si usa la parola “giovane” spesso ci portiamo dietro una connotazione di “esperienza non ancora vissuta”. Invece qui parliamo di giovani di una certa levatura, completi, con una vocalità e una tessitura piena intensa. Ciò porta spesso a un risultato migliore di quello di personalità note che, come celebrità, hanno assunto una loro individualità che impedisce la piena interpretazione del personaggio”.

 

Il regista Marco Gandini, con questa sua Bohème, ha inteso raccontare «particolarmente la vicenda di Mimì, il carico drammaturgico contenuto nelle strutture musicali che la descrivono; essa è il correlativo della tematica del ricordo, della vita e della morte, e l’indicatore di come questi aspetti si riflettano anche sugli altri personaggi». Il progetto di Italo Grassi per questo allestimento di Bohème, spettacolo interamente costruito nel 2011 nei Laboratori del Teatro del Giglio, è nato dall’esigenza di rispettare e tradurre in maniera assolutamente fedele la drammaturgia con cui Giacomo Puccini ha voluto informare l’opera: se il primo e il secondo atto racchiudono le gioie, gli incanti e la spregiudicatezza della gioventù incosciente ed inconsapevole, il terzo e quarto atto segnano di contro un improvviso e doloroso cambio di passo: la schiacciante consapevolezza della caducità della vita sopraggiunge improvvisa ed inaspettata a scardinare alla base ogni possibilità di gioia futura. La soffitta dei ragazzi diviene spazio metafisico e racconta l’impossibilità di ogni azione artistica e creativa, e la spensieratezza muta di segno per diventare dolore, sofferenza, ineluttabile percorso verso la morte.

 

A condurre la conferenza stampa è il Direttore Artistico del Teatro del Giglio Aldo Tarabella che pone lo sguardo all’orchestra che accompagnerà l’Opera: “Abbiamo la fortuna di avere delle eccellenze e ne siamo fieri. Tra le novità anche il coro delle voci bianche realizzato dal Teatro in collaborazione alla Corale di Santa Cecilia, che debutterà adesso. Al contempo è sempre più solido il canale con l’Istituto musicale Boccherini e da quest’anno la collaborazione si fa ancora più stretta poichè una classe dell’istituto, formata da giovani pianisti diplomati, ha intrapreso un percorso di stage all’interno del Teatro, affiancando i professionisti in un progetto che è giovane in tutti  suoi aspetti”.

 

Il direttore musicale della Bohème, Nicola Paszkowski, che torna al Teatro del Giglio dopo la fortunatissima edizione de La vedova allegra di Lehár dello scorso mese di febbraio, a tal proposito sottolinea come per questa produzione siano stati dati i giusti spazi e ci sia stata un’attenzione particolare alle tempistiche necessarie a rendere un’opera così importante. I giovani musicisti del conservatorio lucchese hanno così avuto la possibilità di entrare all’interno di un mondo che oggi è sempre più frenetico e spesso poco attento a quelle che sono gli aspetti importanti di una realizzazione operistica.

“Servono mesi di lavoro per ottenere alti risultati, mentre la tendenza è quella di andare di fretta: si studiano le stesse opere che necessiterebbero di mesi per essere capite appieno in pochi giorni, con tempi strettissimi che non ne rendono l’intensità e la bellezza. Oggi molti direttori rifiutano di seguire le opere di fronte a certe proposte e tempistiche.

Bisogna far fede alla partitura, senza guardare le notazioni aggiunte da altri; Puccini ha un’intensità che va capita, una genialità che porta l’orchestra a spegnersi di pari passo alla morte di Mimì, una progressione universale. Tempi diversi, armonie diverse, motivi che riprendono e richiamano i personaggi, un gioco certosino fatto di spunti che danno un senso completamente diverso all’Opera”.

 

“La mia parte nel IV atto è un’aria che è un pensiero, un’emozione di pochi secondi – afferma Luca Dall’Amico, interprete del personaggio di Colline -. E’ un sentimento che viene spinto da tutta l’opera, un gioco che arriva a un momento così doloroso e denso di emozione. Colline ancora non sa che lei è morta ma è come se o percepisse e l’intensità è unica. Per me Bohème è un’opera perfetta per quanto riguarda le emozioni di tutti i giorni: viviamo la vita in 4 atti”.

 

Se l’attesa per la prima di venerdì sera si fa sentire, un altro appuntamento per i Puccini Days si porta dietro entusiasmo e tanta aspettativa. Il 29 novembre, infatti, ci sarà la diretta streaming del concerto «Puccini e Catalani», che si terrà nella Chiesa di San Francesco (realizzata in collaborazione con Istituto Musicale Luigi Boccherini, Associazione Lucchesi nel Mondo, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e grazie al supporto tecnico di Noi TV), e la recita speciale, dedicata ai soci Coop della Toscana, dell’opera-musical Così muore Mimì, programmata per sabato 3 dicembre alle ore 16.00 (all’evento, realizzato in collaborazione con Unicoop Firenze, sarà possibile partecipare previa prenotazione presso le sezioni soci Unicoop Firenze; per informazioni, rivolgersi a Stefania Panella, Unicoop Firenze). Il concerto sarà interpretato dai musicisti dell’Istituto Boccherini, che sarà visibile in 80 sedi diverse dei circoli dei Lucchesi nel Mondo. Sono 80000 le famiglie connesse al giornale dei Lucchesi nel Mondo ed è grande l’entusiasmo per questa opportunità, come sottolinea la presidente Ilaria del Bianco.

 

I Puccini Days sono promossi da Comune di Lucca, Fondazione Giacomo Puccini e Teatro del Giglio, e realizzati grazie al sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Fondazione Banca del Monte di Lucca, Lucar, Tagetik, Manifatture Sigaro Toscano, Unicoop Firenze e Gesam Gas e Luce e con i patrocini di MIBACT – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Toscana e AGIS Toscana e con la attiva collaborazione delle associazioni culturali e musicali della città.

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