Presepi, a Pieve di Monti di Villa i preparativi per il presepe vivente

Presepi, a Pieve di Monti di Villa i preparativi per il presepe vivente

BAGNI DI LUCCA – Sarà la frazione di Pieve di Monti di Villa (Bagni di Lucca) ad allestire quest’anno il presepe vivente. L’appuntamento è in programma domenica 4 dicembre, quando, a partire dalle 12, la moltitudine di figuranti darà il via alla rappresentazione della Natività e degli antichi mestieri. Per raggiungere la frazione montana senza trovare poi problemi di parcheggio, funzionerà un servizio navetta gratuito che partirà dalla “cova”, la fontana da cui sgorga l’acqua calda terapeutica proprio di fronte alla Lima.

 
Alla quinta edizione della iniziativa partecipano i residenti di tre frazioni limitrofe, i quali hanno collaborato per mesi per l’allestimento e alla preparazione delle scenografie. Ad impegnarsi è stata ancora una volta la gente di Granaiola, Pieve di Monti di Villa e Monti di Villa. Il presepe è itinerante, ogni anno cambia frazione, e il 2016 vede la manifestazione accolta dalla Pieve. Qui i volontari sono all’opera da tempo e stanno curando le rifiniture perché ogni particolare sia preciso.
A vedere il presepe vivente arrivano ogni anno centinaia di persone, a volte più di mille. La fama della qualità della rappresentazione si è infatti sparsa nella provincia e in tutta la Toscana, da dove giungono visitatori attratti dalla rappresentazione nei borghi medievali sulle colline sopra la Lima, dove nelle stradine ben tenute si può assaporare l’atmosfera di un tempo nella riproduzione delle scene dei vecchi mestieri, oltre che della Natività.

 
L’idea del presepe vivente nacque in una notte d’estate quando alla Pieve Settimo Martinelli propose l’iniziativa per richiamare il maggior numero di persone possibile alla riscoperta di borghi belli, ma dimenticati. Lo appoggiò fin dall’inizio Ivana Colò, che vive nella vicina Monti di Villa ed è l’anima del gruppo dei volontari, instancabile organizzatrice.
La manifestazione ha il sostegno delle parrocchie delle tre piccole frazioni (200 abitanti circa) riunite in un unico sforzo. Entusiasta don Emanuele Rosi – parroco di tutte e tre – secondo il quale “il presepe vivente è una scommessa vinta. Questo evento vuole essere un ritorno alla spiritualità in prossimità del Natale, un richiamo alla fede, alla speranza in un momento particolarmente difficile, oltre che una vera riscoperta delle vecchie tradizioni del passato. L’idea di Martinelli fu ben accolta fin dall’inizio e l’entusiasmo è diventato ben presto contagioso. La particolarità di questo evento, oltre alla grandiosità di ciò che rappresenta, è l’unione che ha generato fra queste tre comunità che hanno impiegato energia e tempo per realizzare al meglio la Natività, grazie a un ottimo lavoro di squadra: una collaborazione che prima non esisteva”.

 

Saranno le rappresentazioni degli antichi mestieri la principale attrazione: dalle ore 12 sarà possibile girare per le stradine del paese e gustare i piatti tipici delle montagne nei numerosi stand con salumi, mondine, farinate, castagnaccio, necci, bomboloni e tante altre golosità. La giornata sarà resa ancora più suggestiva dalla musica delle chitarre, delle fisarmoniche e dai canti tipici del tempo.

 

 

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