Paolino, il Santo che non c’era

Nel 1643 lo storico gesuita Jean Bolland iniziò la pubblicazione degli acta sanctorum, una raccolta della vita di tutti i santi della chiesa cattolica, basata su tutte le fonti disponibili all’epoca. Per ogni santo venivano inserite tutte le notizie vere o leggendarie che fossero, lo scopo dell’opera era quello di far conoscere l’agiografia dei santi indicando con la maggior esattezza possibile il valore di ciascun documento. Nella raccolta era presente anche San Paolino patrono di Lucca, la sua biografia rivelerà verità sorprendenti.

La tradizione attribuisce a San Paolino l’evangelizzazione del territorio lucchese, inviato da San Pietro come primo vescovo di Lucca nel 46 d.C. dove successivamente avrebbe ricevuto il martiro sotto il governo dell’imperatore Nerone. Il primo vescovo storicamente accertato è però Maximus vissuto nel III secolo dopo Cristo, fino a quella data Lucca e il suo territorio erano in gran parte pagani. Il cristianesimo venne da Roma passando per le vie consolari, di cui Lucca era un importante crocevia, e attraverso i porti di Pisa e Luni. Come nasce dunque la figura di San Paolino così antecedente all’avvento del cristianesimo a Lucca?

L’attuale Basilica di San Paolino è stata eretta nel XVI secolo dopo varie ristrutturazioni, nell’area che ospitò la chiesa paleocristiana di San Giorgio, nel 1197 fu scoperta la cripta della chiesa all’interno della quale venne rinvenuto un sarcofago contenente le spoglie attribuite a santi e vescovi, i resti vennero trasferiti all’interno di un’urna a sua volta ritrovata nel 1261 da Pagano rettore della chiesa, il quale attribuì le spoglie a San Paolino ed altri due santi rapidamente dimenticati. Pagano mise in relazione i resti ritrovati con gli avvenimenti descritti nella Passio detta di San Torpete o Torpè composta nel VI o all’inizio del VII secolo. In questo testo si narra di un eremita di nome Antonius ritiratosi sul Monte Pisano, infaticabile battezzatore e raccoglitore di spoglie dei martiri, che poi inumava religiosamente; Torpete, cortigiano dell’imperatore Nerone, visse al tempo in cui San Pietro apostolo prima di giungere a Roma si fermò presso la basilica di San Pietro a grado convertitosi al cristianesimo fu battezzato dall’eremita Antonius e successivamente morì dopo il martirio, il rettore prese la storia di San Torpete cucendola addosso a Paolino creandone così il culto.

San Paolino dunque sembra non essere mai esistito, la sua figura e il suo culto furono creati nel XIII secolo; in quel periodo storico possedere ed esibire reliquie di santi martiri ed evangelizzatori era motivo di vanto e donava importanza alla città dov’erano custodite. Avere nella propria città le spoglie di un vescovo mandato direttamente da Pietro sarebbe stato motivo di grande orgoglio e fama per chiesa lucchese.

Nel 1643 tutte queste informazioni erano note a Jean Bolland, che le inserì nella sua raccolta, ma il culto del santo era ormai radicato nella città e a pochi interessava che la storia avesse o meno radici storiche. A rafforzare il legame fra la città e San Paolino interverrà nel 1664 il presunto miracolo del santo che il 12 luglio durante i festeggiamenti in suo onore impedirà ad un cannone erroneamente caricato di colpire la popolazione riunitasi sotto le mura. Episodio di cui scriveremo, ricordato e festeggiato ogni anno nel giorno del santo patrono.

Il culto di “San Paolino e i primi evangelizzatori del popolo lucchese” è stato ufficialmente riconosciuto dal concilio vaticano secondo.

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