Osky, il ragazzo che percorre l’Italia a piedi per Aism, arriva a Lucca

Osky, il ragazzo che percorre l’Italia a piedi per Aism, arriva a Lucca

LUCCA – Marco “Osky” Togni è partito il 17 marzo a piedi da Genova per portare in tutta la penisola un messaggio di unità e di sensibilizzazione. Un lungo viaggio a piedi di 6000 km in 259 giorni lungo un’Italia intera in cammino contro la Sclerosi Multipla. Questo progetto si lega alla campagna di AISM- Associazione Italiana Sclerosi Multipla & Associazione Trenta Ore per la Vita onlus a favore delle mamme e future mamme con SM.

 

Marco è arrivato ieri (26 marzo) a Camaiore e oggi a Lucca ed  è stato accolto con grande entusiasmo dalla sezione provinciale lucchese.

 

– Inizia raccontandoci un po’ chi sei tu e com’è nato questo progetto
Io sono Marco, per gli amici Osky e da qui nasce anche il nome del progetto “Osky4aism”. Tutto questo viaggio nasce da un sabato sera con amici in cui abbiamo definito un ipotetico giro d’Italia in macchina, abbiamo definito tutte le tappe, il percorso… quella stessa sera io ho pensato “un giorno io lo farò a piedi”, sapevo benissimo che nessuno dei miei amici mi avrebbe accompagnato. Lo sto realizzando quando quasi pensavo che non l’avrei più fatto, gli anni iniziavano pian piano a passare, era un progetto di quando avevo 25 anni, inizi a lavorare, cresci e tutto si complica un po’ di più. Invece, l’anno scorso ero a Boston, in vacanza con mio padre e camminando sotto la pioggia non so perché mi è ritornato in mente questo vecchio progetto e mi son detto “ok, lo facciamo”.

 

-In questi anni quindi avevi un po’ accantonato questo progetto…
Io nella realtà in questi dieci anni ho sempre messo da parte qualcosa pensando a questo progetto, però ero arrivato a pensare che non l’avrei fatto mai più. Invece, appena rientrato a casa dal viaggio a Boston, ad aprile dello scorso anno ho iniziato a definire il viaggio, le varie possibili tappe, quanto ci avrei messo, quanti kilometri avrei fatto e come avrei fatto.

 

-Per prepararti a questo viaggio a piedi lungo lo stivale hai fatto un percorso di preparazione?
Mi è stato chiesto “ma a livello fisico non dovresti fare un allenamento”? ma io sulla parte fisica ero tranquillo, era la parte comunicativa che mi preoccupava. Era già un bel progetto, ma da quando è entrata in gioco AISM è diventato ancora più importante, il rischio era di fare una bella cosa, ma non comunicata bene.
Ho dovuto imparare a fare diverse cose, io davanti a un microfono o una videocamera facevo scena muta e per poter girare dei video e parlare con le persone mi sono dovuto sbloccare un pochino.

 

-Quanto tempo hai impiegato ad organizzare tutto, per mettere in pratica questo sogno/progetto?
Da marzo/aprile dello scorso anno. Undici mesi di preparazione in cui c’è stato tanto lavoro dal punto di vista comunicativo, il viaggio in sé l’ho organizzato in poche settimane pensando “poi lo sistemo”, ma poi non ne ho mai avuto il tempo, sono subentrate tantissime cose da fare e quindi parto con quello che avevo deciso ad agosto, che era un progetto ancora diverso perché era legato più ai cammini, e infatti non escludo che possano esserci delle modifiche in divenire. La mia certezza al momento è fino a Roma, poi se ci sono altre modifiche da apportare non le escluderò. Io passerò per tutte e diciotto le regioni peninsulari a piedi e chiudo il percorso a Genova il 30 novembre e poi visto che mi hanno scritto in tantissimi dalla Sicilia e dalla Sardegna farò un percorso in entrambe le isole e si vedrà.

 

-Perché hai scelto proprio l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla come partner e destinatario di questo progetto?
È stato il consiglio di una mia amica, io non avevo una motivazione personale legata a qualche caso in famiglia, ma ho sempre voluto fare questo viaggio e collegarlo a una raccolta fondi, volevo unire il viaggio personale al fare qualcosa per gli altri e questa mia amica mi ha suggerito di legare il mio progetto basato sul movimento ad una Onlus per cui il movimento è un problema.
E inizialmente questo sembrava essere l’unico collegamento col mio viaggio alla Sclerosi multipla, ma in questi mesi e soprattutto da quando sono partito sto trovando tantissimi collegamenti fra le due cose: il concetto di fatica, il concetto di svegliarsi la mattina e fare un check up per “come sto”, ci sono tante sensazioni che sono simili e me ne rendo conto anche quando chiacchiero con le persone che incontro lungo questo percorso che hanno la sclerosi multipla.

 

-Raccontaci com’è la tua giornata tipo in questo tuo viaggio che arriva oggi all’undicesima tappa.
L’obiettivo è sempre quello di svegliarsi prima possibile e non ci riesco quasi mai, l’idea è di partire alle 9 e riuscire a fare i kilometri del giorno e arrivare a destinazione intorno alle 16/16.30. Faccio una colazione abbondante e porto dietro qualcosa che mi possa dare un minimo di energia, ma evito di fermarmi per pranzo. All’arrivo o ci sono incontri con le sezioni o mi riposo il tempo necessario per poi dedicarmi a rispondere ai vari messaggi che ricevo che fortunatamente sono tanti, a curare tutta la parte social, il video su YouTube (che viene pubblicato ogni mattina alle 6.45 – questo il canale).

 

-Questo percorso che fai, è un percorso in solitaria. Incontri persone nuove ogni giorno, ma poi vai via. È un anno da solo, non hai paura che sia un po’ alienante?
Io ho la fortuna enorme di avere amicizie forti, amicizie che durano da almeno 25 anni, amicizie che erano con me alla partenza, che sono venute a trovarmi e che verranno a trovarmi in altre tappe.
Sicuramente non rischio di perdere questi rapporti, anche perché mi tengono compagnia telefonica durante il mio tragitto, quindi  non sono mai da solo.

 

-Cosa ti aspetti tu da questo viaggio? 
Non sapevo cosa aspettarmi all’inizio e non so ancora cosa aspettarmi. Io di base sono una persona equilibrata, non ho fatto questo viaggio per ritrovare me stesso o perché venivo da un periodo critico, o qualsiasi altro motivo. Era un desiderio.
So benissimo che un’esperienza del genere ti dà tanto; al di là del viaggio anche tutta la preparazione, tutti i contatti che ho avuto con Aism sono già stati fonte di crescita per me, anche soltanto rapportarmi con qualsiasi persona in questa associazione è un miglioramento, anche con persone appena conosciute si crea quell’empatia che ti permette di riuscire davvero a parlare.
Poi evidentemente le persone si sentono tranquille a confidarsi con me perché mando l’immagine di star facendo una cosa bella, di una brava persona e che trasmette fiducia. Secondo me anche il vedermi tutti i giorni nei video, non mi conoscono, ma un po’ in realtà sanno chi sono.

 

-Sei arrivato a due tappe su tre nel territorio lucchese, come ti sei trovato in questa terra e con le persone che hai incontrato?
Mi sono trovato benissimo, ed è un’enorme gioia perché dopo Sarzana mi sono ritrovato sulla Francigena che è un cammino segnato alla perfezione, dove è – quasi – impossibile perdersi, per me è più rilassante perché posso godermi di più il panorama; in questo momento sto apprezzando la vegetazione, ci sono delle sfumature di colori incredibili.
Poi sono state giornate molto piene perché fortunatamente l’Aism di Lucca è molto coinvolgente, sono molto attivi e mi hanno regalato un’accoglienza fantastica ieri, una cena bellissima, stamattina ho fatto colazione con una volontaria della sezione che mi ha accompagnato per i primi passi della mia partenza, sono arrivato a Lucca e sono stato accolto ancora benissimo e domani una volontaria si unirà a me nel percorso fino ad Altopascio. L’Aism di Lucca mi ha fatto molta compagnia in questo viaggio.

 

-In tutte le interviste c’è sempre una domanda che l’intervistato vorrebbe che gli si facesse, ma non gli viene fatta. Che cosa vorresti dirci, cosa vorresti che ti chiedessero.
Sicuramente la simbologia legata al mio viaggio, che non sempre è visibile: sono partito il 17 marzo, giorno dell’Unità d’Italia e non è un caso, questo è un viaggio che vuole abbracciare tutto lo Stivale e partire quel preciso giorno in un periodo storico di grande individualismo e divisioni significa dare un messaggio di unità, che è molto importante; sono partito da Genova per il disastro che c’è stato ad agosto con il ponte Morandi, essendo io ligure l’ho sentito particolarmente, anche questo è un simbolo; voglio andare a Norcia perché è una delle zone colpite dai recenti terremoti e mi sembrava giusto passare anche da lì, stessa cosa vale per tante zone in cui starò in Umbria. Dietro questo viaggio ci sono tanti simboli, tante logiche che magari non vengono fuori.

 

Al viaggio di Osky è legata una campagna di raccolta fondi a cui chiunque può contribuire qui.

 

AISM, Associazione Italiana Sclerosi Multipla, è l’unica organizzazione in Italia che si occupa in modo strutturato e organico di tutti gli aspetti legati alla sclerosi multipla (SM), attraverso una prospettiva d’insieme che abbraccia il tema dei diritti delle persone con SM, i servizi sanitari e socio-sanitari, la promozione, l’indirizzo e il finanziamento della ricerca scientifica.

La SM è una malattia tra le più comuni e più gravi del sistema nervoso centrale: è cronica, imprevedibile, progressivamente invalidante. Colpisce in numero maggiore le donne, in un rapporto di 2 a 1 rispetto agli uomini, ed esordisce per lo più tra i 20 e i 40 anni. I sintomi e il decorso della malattia variano da persona a persona. In Italia c’è una nuova diagnosi di SM ogni 3 ore.

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