Massarosa: patto per l’ambiente, replica del sindaco

Massarosa: patto per l’ambiente, replica del sindaco

MASSAROSA – “Il Patto per L’ambiente, un risparmio irrisorio per chi aderì e un costo enorme per tutti i cittadini che non ha portato né una riduzione dei rifiuti, né un risparmio sui costi di raccolta.

L’ex vice sindaco e assessore all’ambiente continua a ragionare come se il Comune di Massarosa fosse un Comune florido e in buona salute scordandosi i quasi 10 milioni di buco che il Comune ha accumulato oltre ai 5 milioni di buco straordinario da ripagare in 29 anni, dei 7 milioni di fatture scadute da pagare e dei 6 milioni di rosso in banca.

Il patto per l’ambiente è stato eliminato perché per prima cosa ne sono venuti meno i presupposti. Rosi scrive: “Nel 2013, non potendo in quel momento estendere il sistema di raccolta rifiuti “porta a porta”, ci inventammo un meccanismo, che chiamammo “patto per l’ambiente”, che ci consentisse di ridurre la quantità di rifiuti prodotti, di aumentare la quantità di raccolta differenziata e di riconoscere al tempo stesso un contributo economico ai quei cittadini che si impegnavano a seguire buone pratiche”

Oggi la raccolta porta a porta è prevista su tutto il Comune e non c’è da incentivare nessuno e la motivazione decade. Anzi si vanno a risparmiare 140.000 euro che gravavano su tutti i cittadini a fronte di un risparmio che andava da 2 a 7 euro in bolletta per coloro che avevano aderito. Inoltre non esisteva un monitoraggio nei confronti degli aderenti. Non è assolutamente vero che c’è stata una valutazione a consuntivo sull’effettivo recupero: fu creato un fondo a bilancio preventivo di 140.000 euro facendolo di fatto gravare su tutti i cittadini. Insomma il classico gioco delle 3 carte nell’anno che portava alle elezioni per mera propaganda politica di cui sono maestri.

La domanda è: i rifiuti prodotti calarono col patto per l’ambiente o no? Dai documenti ufficiali di Ersu, emerge che dal 2013 la quantità di rifiuti aumentò invece che calare e la differenziata è rimasta pressoché stabile, quindi spendere 140.000 euro (cifra ricorrente in questi mesi) non ha portato risultati e sarebbero potuti essere spesi in altro modo.

Oggi chi pretende di dare lezioni ha già mangiato il futuro dei massarosesi; siamo costretti a pagare l’enorme conto della loro amministrazione dissennata che ha portato al fallimento il Comune.

Perché poi affermino che nel 2013 non era possibile, e poi è diventato possibile, estendere il porta a porta resta un mistero. Danno lezioni ma non spiegano ai cittadini che i costi di raccolta aumenteranno sensibilmente e nel 2018 per raccontare la balla che i costi sarebbero stati gli stessi hanno utilizzato soldi una tantum provenienti da Ersu e dalla Regione per tenere il prezzo allo stesso livello. Nel Bilancio previsionale 2019 – 2021 redatto dalla precedente amministrazione è scritto che i costi della raccolta rifiuti aumenteranno di 150.000 per i cittadini e non il contrario. Hanno già deliberato aumenti della IUC (che è la somma tra tari, Imu e Tasi) per oltre 400.000 euro che noi cittadini dobbiamo pagare. Insomma non hanno saputo amministrare, ma oggi ci vengono a dare lezioni. Per quanto riguarda l’attenzione alla salvaguardia dell’ambiente ed una corretta gestione dei rifiuti è una nostra priorità è non abbiamo certo da prendere lezioni da loro”.

 

 

Il sindaco di Massarosa Alberto Coluccini.

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