Mammini: «Su San Concordio scelte impostate sullo ‘stare in’»

Mammini: «Su San Concordio scelte impostate sullo ‘stare in’»

LUCCA – L’assessore Serena Mammini del Comune di Lucca, fortemente impegnata nella realizzazione della riqualificazione del quartiere di San Concordio non ci sta e rimanda al mittente le accuse di SìAmo Lucca.

«Purtroppo  – dice Mammini – devo constatare che ancora una volta su tematiche nelle quali è richiesto un minimo di approfondimento, di distacco dalle frasi fatte e stereotipate, vetusti slogan per tutte le occasioni, regna invece la superficialità, il compitino da fare perché all’opposizione, si vede, deve essere così, e allora si buttano lì soluzioni preconfezionate senza informarsi sulla loro reale fattibilità e si scrive di “colate di cemento”, di “intervento non gradito alla gente”. Un generico “gente” al quale noi preferiamo il peculiare “persone”, un generico “colate di cemento” contro le quali noi abbiamo risposto con i fatti, dopo averle denunciate, soli-soli, quando davvero venivano fatte».

 

 

«Scelte. Condivisibili o meno, ma scelte di impostazione dello “stare in” – dice Mammini in una nota -. Nel nostro caso in Consiglio comunale o sulla stampa locale ad occuparsi di una città che tutti diciamo di amare alla follia; tanto da coniare addirittura il nome del gruppo su quel verbo tanto gettonato. Spesse volte ahimè, nei vari contesti della vita, anche fuori luogo. E quindi anche l’impegno che ognuno di noi è chiamato a svolgere per cercare di chiarire nel modo più laico possibile una vicenda, triste e complessa, come quella dell’area ExGesam, diventa quasi inutile di fronte a chi, in modo seppur timido, sembra quasi dettato da un tentennante lo devo dire per forza anche se non sono sicuro perché su quel tema complicato meglio prendere le distanze».

 

«Scelte. Condivisibili o meno, ma scelte di impostazione dello “stare in” – afferma l’assessore del Comune di Lucca con delega all’Urbanistica -. Peccato però che in Consiglio comunale lo scorso martedì non si parlasse di progetti, perché l’oggetto era l’adozione di una Variante urbanistica, che come tale cambia le destinazioni d’uso di un luogo, e in questo caso, coerentemente, rendendole di uso pubblico, collettivo. Si legge invece che avrebbe volumetrie poco inferiori al progetto del 2008. Ma il progetto di quello che doveva essere l’area exGesam e quindi dell’edificio detto Steccone è mai stato visto, studiato, esaminato da chi scrive? Sembrerebbe proprio di no, visto che si paragona un edificio di tre piani fuori terra con una eventuale piazza coperta».

 

 

E conclude: «Queste sì che sono affermazioni da illusionisti! Anzi, confusionarie: la variante non dà volumetrie, un progetto definito non esiste, immagino che chi scrive si riferisca alle tre tavole dello studio di fattibilità mostrate in Commissione e con il quale l’Amministrazione ha partecipato al bando e per il quale, gli abitanti lo sanno benissimo, sempre l’Amministrazione ha chiesto una proroga, proprio per sviluppare quel progetto, condividerlo. Certo, come è stato detto chiaramente e senza illusionismi, non ci troviamo ad operare su un foglio completamente bianco, ma scarabocchiato dall’ostinazione di amministrazioni precedenti. E allora non sarebbe male procedere un po’ più cauti nei giudizi all’ingrosso e approssimativi su questioni così complesse che partono da molto lontano, sempre che Lucca la si ami davvero, anche quando mostra le sue parti più vulnerabili».

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