L’osservatorio della pace di Capannori: “L’episodio di Fermo è di una ferocia inaudita”

L’osservatorio della pace di Capannori: “L’episodio di Fermo è di una ferocia inaudita”

LUCCA – Ciò che e successo il 5 luglio 2016 a Fermo non può lasciarci indifferenti perché di una ferocia inaudita e, nella nostra memoria, ci riporta al lontano 1989 quando a Villa Literno fu ucciso Jerry Masslo, a sua volta fuggito dalla persecuzione dell’apartheid del Sudafrica.

L’uccisione di Emmanuel Chidi Namdi con una storia altrettanto drammatica alle sue spalle e avvenuta in difesa di sua moglie offesa ripetutamente da un razzista, non può e non deve lasciarci indifferenti come operatori di pace ma, soprattutto, come cittadini e uomini perché, questo episodio gravissimo se passasse, come sembra stia passando, nell’indifferenza generale dei normali fatti di cronaca, sarebbe una sconfitta per tutti noi che crediamo in una società solidale, accogliente e multiculturale.

Non possiamo far finta di niente, trincerarci dietro la retorica che in Italia non siamo razzisti e siamo un popolo accogliente. Questo episodio ci pone di fronte alla dura realtà delle cose e ci deve far prendere coscienza che c’è bisogno di intervenire in modo adeguato e che bisogna cominciare a chiamare le cose e i fatti con il loro vero nome. Ci ha lasciati interdetti il fatto che tutti i media abbiano parlato di un ultras della Fermana e non di un razzista. Questo è sintomatico del clima che stiamo vivendo che, a nostro avviso, è molto pericoloso perché cerca sempre di “deviare” di “addormentare” l’opinione pubblica e non di farle prendere coscienza rispetto a ciò che sta accadendo nella nostra vita quotidiana.

Volente o nolente, per i prossimi decenni ci dovremo confrontare con questo grosso tema dell’immigrazione e non possiamo farlo accettando che nel nostro paese cresca questo livello di odio e di violenza contro persone che, purtroppo per loro, sono costrette ad abbandonare la loro casa e la loro terra a causa di guerre e povertà. No, questo modello non può più reggere, le sue contraddizioni sono sempre più evidenti e le risposte che stiamo dando rischiano di essere del tutto inadeguate e finiscono per avere effetti collaterali come quello di Fermo che non devono più ripetersi.

È chiaro che non esistono soluzioni semplici a problemi complessi come quello che stiamo affrontando che non è tanto quello dell’immigrazione, ma quelli di predisporci mentalmente a convivere in società sempre più complesse e multiculturali e dove dobbiamo sviluppare migliori capacità di relazioni con gli altri.

Per noi dell’Osservatorio della Pace, l’episodio di Fermo deve segnare un punto di inizio per rafforzare ancora di più i nostri sforzi nel favorire, diffondere sul nostro territorio una cultura dell’accoglienza, della solidarietà e per la multiculturalità. Una cultura che può nascere solo se facilitiamo l’incontro e la conoscenza con queste persone che arrivano da paesi lontani e troviamo occasioni per farli sentire utili e importanti nel nostro territorio.

Con questo comunicato preannunciamo che a breve sarà promossa una iniziativa di ricordo e di sensibilizzazione e invitiamo tutti i cittadini e le associazioni ad aderire sin da ora mettendosi in contatto con l’osservatorio della pace di Capannori.

L’Osservatorio per la Pace di Capannori

4 commenti

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4 Commenti

  • Daniele
    14 luglio 2016, 09:18

    Carissimi sedicenti "Osservatorio della Pace di Capannori" vi sembra pacifico giustificare l’aggressione ad un italiano con un palo di ferro (fatto dimostrato) divelto dal terreno in risposta ad una offesa seppur grave e razzista (fatto da dimostrare nei tempi e nei modi). Questo articolo tutto è tranne che pacifico. Le lotte tra esseri umani come accade per ogni animale, avvengono quando un soggetto si sente leso nei suoi diritti, il territorio o il/le compagni/e nel caso degli animali, anche lo stato sociale se si parla di uomini.
    E’ ovvio che questa volontà di accogliere a tutti i costi anche chi non ne ha bisogno (e non mi riferisco al caso specifico), abdicando poi ai doveri dello stato nei confronti dei propri cittadini, porta al malcontento sociale sfociando quindi in reazioni di carattere razzista nei soggetti più psicologicamente deboli. E’ normale, ovvio e UMANO (perché questa è la natura).

    Uno stato davvero pacifista, uno stato che tiene al benessere sociale di tutti, dei propri cittadini e non, deve governare fenomeni di questo tipo. Non si possono accogliere indiscriminatamente tutti coloro che arrivano e non si possono creare i presupposti per situazioni di questo tipo.

    Delirante quello che scrivete alla fine del vostro articolo: ci sono culture che nel tempo si sono integrate perfettamente (filippini ad esempio) perché le loro abitudini sono compatibili con le nostre. Ci sono d’altro canto culture prevaricatrici che non potranno MAI integrarsi per la semplice ragione che non possono farlo perché, a loro dire, sono migliori di noi ed è nella loro cultura SCHIACCIARE chi non la pensa come loro. Non sarà mai possibile creare quello che voi volete, non è nella natura umana delle persone che accogliamo, la maggior parte di loro non vogliono sentirsi utili perlomeno non in Italia e non nei confronti degli italiani.

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  • rutiliosermonti
    14 luglio 2016, 12:49

    A volte prima di partire lancia in resta con filippiche su Razzismo Violenza ecc ecc bisognerebbe aspettare come persone dotate di buon senso farebbero che gli inquirenti facciano il loro lavoro. Due Nigeriani che chissà per quale motivo stanno armeggiando intorno ad una macchina non loro, una lite, una frase come se ne dicono di tutti i colori durante una lite(se per ogni volta che un clandestino si vede rifiutata l’oblazione COATTA all’uscita di bar negozi e parcheggi, e dice’Italiano di merda’si dovesse sollevare un caso razzismo come sarebbe giusto staremmo freschi…)e infine piano piano emerge la verità : http://www.ilgiornale.it/news/cronache/fermo-ora-vedova-ritratta-versione-falsa-parlo-male-italiano-1284161.html

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  • Città di Lucca
    14 luglio 2016, 15:37

    Secondo me bisognerebbe far partire una sottoscrizione in città per dare una mano al povero Mancini vittima di questa storia e linciato indegnamente.
    Chi mi dà una mano come si fa a chiedere lo spazio per il banchetto?

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  • L'Urlatore
    14 luglio 2016, 15:44

    Ma voi dell’osservatorio della pace vi pagano per scrivere queste membrate di segugio?
    Se son soldi pubblici ditelo che vengo subito a protestare in comune!

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