Liberation Route Europe arriva in Italia e sceglie Lucca per i suoi percorsi sulla Seconda Guerra Mondiale

Liberation Route Europe arriva in Italia e sceglie Lucca per i suoi percorsi sulla Seconda Guerra Mondiale

II guerra mondialeLUCCA – L’associazione ‘Liberation Route’ sbarca a Lucca e lo fa alla grande, con un incontro, in programma il 19 dicembre all’Agorà, che sarà incentrato sul tema della II Guerra Mondiale, organizzato da Turislucca, in collabroazione con l’associazione Liberation Route Europe.

praudL’incontro sarà aperto dai saluti del sindaco Alessandro Tambellini e vedrà la presenza di Toscana Promozione, assieme al direttore di Liberation Route Remi Praud, Gabriele Calabrese e Carlo Puddu di Turislucca.

 

«Si tratta di un incontro – spiega Carlo Puddu di Turislucca e ‘anima‘ del progetto – che, per la prima volta, mette attorno a un tavolo tutte le realtà che, in qualche misura, sono coinvolte nel recupero della storia più recente, quella della Seconda Guerra Mondiale, per cercare di creare una proposta unica o che, comunque, sia legata da un filo comune».

 

La scelta di partire da Lucca per questo progetto non è casuale: si tratta di un territorio ricco di storie da raccontare sul periodo di cui si tratta: «Liberation Route dal 2018 inizierà a investire anche in Italia – prosegue Puddu – mentre finora si era interessata solo al Nord Europa (dall’Inghilterra, alla Normandia, fino a Berlino) e questa rappresenta un’importante occasione per il nostro territorio».

 

itinerariAd oggi, infatti, i Paesi che fanno parte dell’associazione sono Olanda, Belgio, Francia, Inghilterra, Lussemburgo, Germania, Polonia e, a Lucca, sarà annunciata la nascita di LRE Italy, che vede Turislucca come partner italiano: «Ogni anno abbiamo registrato un sostanziale aumento di interesse per questo argomento – dice Puddu -. E’ una cosa che noi verifichiamo costantemente con i percorsi che facciamo e che hanno come tema la Seconda Guerra Mondiale, ma che all’estero, come ad esempio in Francia ha visto lo scorso anno 12 milioni di visitatori per i luoghi teatro della guerra, di cui 6 milioni nella sola Normandia. L’apertura del museo ha portato a Bastogne 220mila visitatori, sebbene si tratti di un luogo lontano dalle rotte turistiche. In Italia abbiamo un patrimonio analogo se non per certi versi superiore, eppure musei come quello di Montecassino faticano a sopravvivere: è del tutto evidente che dove c’è un’offerta organizzata, la risposta di ritorno è evidente».

 

pudduE lo scopo dell’incontro di domani è quello di mettere un primo mattone per questa strada, fatta di luoghi, esposizioni e percorsi. «I musei sono inutili se non hanno chi li frequenta e perdono in questo modo la loro funzione di diffusione culturale e didattica. Per questo abbiamo ritenuto importante arrivare a organizzare proposte unitarie e progetti in grado di puntare i riflettori su questo tema. Quello che è stato fatto per la Via Francigena può e deve essere fatto intorno alla Seconda Guerra Mondiale», spiega Puddu.

 

La storia, quindi, può diventare un importante volano economico, ma non è solo questo l’aspetto importante del progetto di Liberation Route. Non si può infatti dimenticare che è anche un modo affinché la memoria di quanto è avvenuto così vicino – temporalmente parlando – a noi non vada dimenticato: «Parlare della Seconda Guerra Mondiale significa parlare dell’Italia di oggi che è figlia e conseguenza del Fascismo e della Resistenza – conclude Puddu -. Vuol dire tramandare alla prossima generazione le storie di tanti italiani, militari e civili. Qualcosa che diamo per scontato, perché tutti noi siamo cresciuti ascoltando in famiglia queste storie, ma che non lo sarà più nei prossimi anni, quando anche gli ultimi sopravvissuti saranno scomparsi».

 

Inserisci il tuo commento

La tua e-mail non verrà pubblicata. compila tutti i campi obbligatori*

Se pubblichi stai dando il consenso alle regole di base , ai termini del servizio e alla normativa sulla privacy
Annulla

.

Newsletter