L’Argonauta – Ritorno alla terra

L’Argonauta – Ritorno alla terra

Un giovane enologo produce vino grazie al recupero di vigne e terreni abbandonati

Montecarlo e il suo territorio hanno da secoli un forte legame con la coltivazione della vigna e la produzione del vino, il paese fu costruito nel 1333 per ospitare la comunità di Vivinaia distrutta nel 1331, gli fu assegnato il suo nome in onore del Principe Carlo figlio del Re Giovanni di Boemia, che liberò Lucca dal dominio dei pisani.

Le vigne godono di un clima e di un habitat eccellente, che permettono una varietà di composizione delle uve; la loro coltivazione e il vino da esse prodotto affonda nella storia e nella cultura delle grandi casate lucchesi, ne abbiamo una testimonianza da Antonio di Pace degli Orsi, contemporaneo di Dante Alighieri, che nel 1382 lo descriveva come “vino savoroso” sottolineando come: “Più ne beo più e’ m’aguzza l’apitito di bere”. Tornando ai giorni nostri un giovane enologo, Manuel Pulcini, ha deciso di stabilirsi in queste zone, a Lappato, aprendo una piccola azienda vinicola che sfrutta al meglio la ricchezza e la storia del territorio per produrre vino.

Siamo andati a trovarlo nella sua cantina, ricavata nel retro di un agriturismo, perdendoci nelle strade che dalla pesciatina solcano le dolci colline coltivate a vite, lontani dalla frenesia della città che siamo lasciati da poco alle spalle. Arriviamo a fine mattinata nel pieno del lavoro, Manuel ci mostra il suo piccolo regno: le grandi botti d’acciaio le tante casse di bottiglie vuote che aspettano di essere riempite. Ci assale l’odore denso e avvolgente dell’uva e dell’alcool, stanno imbottigliando; insieme a Manuel ci sono un ragazzo dello Sri Lanka e due ragazze, una francese e una tedesca, giovani e pieni di voglia, arrivati in Toscana grazie ad una piattaforma che mette in contatto produttori e ragazzi che vengono ospitati e mantenuti in cambio del lavoro nella cantina o in altre attività.

È ormai arrivata ora di pranzo e tutti insieme andiamo in una vicina locanda, anch’essa persa in una delle stradine di campagna un tempo molto più trafficate, oggi molto silenziosa e avvolta dai filari e dal verde acceso della natura in una giornata di metà settembre. Qui il tempo sembra essersi fermato ad un’epoca precedente, l’arredamento consumato e muri arricchiti da macchine da rally anni ’80 e un ingiallito poster di Gilles Villeneuve a bordo della Ferrari con la quale morirà in un tragico pomeriggio in Belgio nel 1982. Seduti e affamati dopo una mattinata di lavoro intenso Manuel ci apre una delle sue bottiglie, anche portarsi qualcosa da casa e consumarlo in osteria fa parte di un mondo ormai scomparso, e dopo averci descritto le doti del suo rosso ci parla di sé, della sua storia e della sua giovane attività.

Manuel si trasferisce in Toscana da Roma per frequentare i corsi di enologia dell’università di Pisa, rimanendo da subito affascinato dal territorio e dalla grande tradizione vinicola toscana. Nei suoi anni all’università alterna lo studio col lavoro stagionale nelle vigne e nelle cantine che lo porta a girare tutta la Toscana, da Grosseto a Montalcino fino ad arrivare nelle terre lucchesi  dove lavora in due cantine a Borgo a Mozzano e a Lucca. Si innamora del luogo, delle sue dolci colline piene di viti, giorno dopo giorno esplora il territorio, conosce contadini e vignaioli che animano con loro lavoro la vita nelle colline fra Lucca e Montecarlo e scopre che alcuni di loro non coltivano tutti i loro terreni, lasciando vigne abbandonate alla crescita selvaggia.

Finiti gli studi decide di rimanere in Toscana a vivere e lavorare e nel 2017 apre un’azienda agricola per la produzione di vino. Basa la sua attività sul recupero dei vigneti abbandonati dai contadini con cui stipula contratti di affitto pluriennali, con l’idea di salvare il patrimonio vitivinicolo per farlo riscoprire ed apprezzare grazie alla produzione di vini naturali, seguendo i principi dell’agricoltura etica.

Il riutilizzo dei vigneti oltre a salvaguardare il territorio dall’eccessiva proliferazione di coltivazione, è anche un modo di continuare la tradizionale agricoltura del luogo, affiancando le antiche tradizioni alle moderne tecniche di trasformazione enologica. Le vigne si dividono in tre appezzamenti a Lappato, San Macario e Gattaiola, le uve vengono vinificate a Lappato producendo vini rossi e bianchi. Ormai abbiamo spolverato la pasta e gli affettati del pranzo e finito l’ottimo rosso di Manuel che nella sua versione commercializzata ci spiega che farà un passaggio di qualche mese in barrique. Prima di salutarci compriamo una cassa di vino che conserveremo gelosamente nella nostra cantina personale.

L’azienda è piccola e giovane, ma la competenza e la passione di Manuel sono ingredienti importanti che gli permetteranno sicuramente di crescere e affermarsi in un settore che sta vivendo un grande successo e si espande sempre di più.

Per le etichette dei suoi vini Manuel ha deciso di collaborare con un’artista, Silvia Conflitto, che disegna volti densi di espressioni che si ispirano ai nomi delle bottiglie prodotte, mentre per una piccola produzione di bottiglie le etichette saranno disegnate dai ragazzi diversamente abili di una cooperativa sociale. L’arte si fonde dunque con i prodotti della terra in un’azienda in armonia col territorio, una bella realtà in provincia di Lucca, un bel messaggio di passione e impegno in tempi difficili come quelli in cui viviamo, a cui auguriamo un futuro luminoso.

 

Mario Cecati

Inserisci il tuo commento

La tua e-mail non verrà pubblicata. compila tutti i campi obbligatori*

Se pubblichi stai dando il consenso alle regole di base , ai termini del servizio e alla normativa sulla privacy
Annulla

.

Newsletter


WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com