La sindaco di Altopascio e consigliera provinciale Sara D’Ambrosio su Liberazione e Costituzione

La sindaco di Altopascio e consigliera provinciale Sara D’Ambrosio su Liberazione e Costituzione

LUCCA – La consigliera provinciale Sara D’Ambrosio è intervenuta questa mattina in Cortile degli Svizzeri in occasione delle celebrazioni del 25 aprile in rappresentanza della Provincia di Lucca.

 

<<Il 25 aprile è la Festa di Liberazione. Non è la giornata, né la celebrazione, né l’anniversario: prima di ogni altra cosa il 25 aprile è la festa. Si festeggia, e lo si deve fare tutti, perché l’Italia è libera. Si festeggia, perché nel 1945 il popolo italiano fu liberato dal giogo del fascismo e del razzismo e dall’occupazione tedesca e nazista. Ed è la festa dell’unità, perché in quei giorni del ’45, negli anni precedenti, durante la Resistenza e l’antifascismo, e poi negli anni a venire, già nel ’46 con il Referendum tra Monarchia e Repubblica e l’elezione per l’assemblea costituente, e ancora a seguire con la nascita della Costituzione Italiana, la NOSTRA Costituzione: in  quegli anni appunto gli italiani che hanno detto no al fascismo e alla dittatura hanno lavorato insieme: cattolici, laici, azionisti, repubblicani, popolari, liberali, comunisti, socialisti, partigiani e civili, religiosi, preti e sacerdoti, militari renitenti alla leva della Repubblica sociale italiana e semplici cittadini. Hanno lavorato insieme per quei tre principi che ancora oggi, 74 anni dopo la Liberazione e 71 anni dopo l’entrata in vigore della Costituzione, rappresentano la guida maestra di ognuno di noi: libertà, uguaglianza, giustizia. 

 

Per questo motivo il 25 aprile non è la lotta tra fascismo e comunismo: una polemica sterile, buona per prendere qualche prima pagina di giornale e per alzare polveroni che hanno come unico fine quello di catalizzare l’attenzione e la riflessione sulle solite tre persone. Il 25 aprile è FESTA NAZIONALE, la festa dell’Italia e degli italiani. 

 

C’è un’immagine che ho portato con me questa mattina, che raffigura una donna, l’Italia, ornata con la fascia tricolore, che abbraccia con tutta se stessa la Costituzione.  Un’immagine semplice, comprensibile a tutti, che racchiude e racconta quello che siamo, una Repubblica democratica che trova e sviluppa se stessa nei principi e nelle parole della Costituzione Italiana.

Una Costituzione attualissima, pensiamo solo al riferimento al lavoro che diventa elemento sostanziale dell’articolo 1; una Costituzione che guarda lontano, pensiamo solo a quando parla, nei principi fondamentali, di uguaglianza, di pace, di pari dignità e pari opportunità, di equità sociale, di libertà. Una Costituzione giovane, che guarda e parla ai giovani. Anzi di più: che si rinnova ogni giorno, generazione dopo generazione, grazie alle azioni, all’impegno, agli ideali dei giovani. Perché se è vero che viviamo in una società che tende alla spersonalizzazione, all’omologazione, all’individualismo e alla ricerca di un ostinato presente, che sembra scollegato da qualsiasi passato e non proiettato verso un futuro, è altrettanto vero che esistono semi di una generazione nuova, che vuole riscattarsi, che sceglie di non stare nell’ombra del gruppo e dell’assuefazione generale, ma decide di esserci in prima persona per gli altri, per l’ambiente, per chi ha meno diritti, per chi è più fragile, per chi ha più bisogno, per chi si sente vacillare e non ce la fa, per la terra, la nostra, che grida aiuto e ci chiede di fare tutti qualcosa, ora, per salvarla. Ed ecco che c’è Greta Thunberg e le tante altre Greta, femmine e maschi, ragazze e ragazzi, che anche nel nostro paese e nel piccolo della nostra provincia lavorano e lottano per uno sviluppo sostenibile e attento, promuovono le bellezze naturali che abbiamo, le fanno conoscere a grandi e piccoli affinché ognuno di noi se ne prenda carico e nessuno possa più accampare scuse per girarsi dall’altra parte. Ed ecco che ci sono i ragazzi che si attivano nella promozione dello sport per tutti, che abbattono le disabilità, le distanze e le differenze con un pallone da basket, un campo da calcio o da pallavolo, una vasca di piscina o una pista di atletica o una palestra per il karate. E ancora i ragazzi che donano il loro tempo nel volontariato e non si fermano di fronte a nessuno, ma con la loro musica entrano nei centri per gli anziani e li avvolgono con il loro calore, come nipoti acquisiti e sinceri. Oppure le ragazze e i ragazzi, e sono davvero tanti, che lavorano nell’accoglienza, che hanno sviluppato competenze incredibili nella mediazione culturale, per costruire comunità più solidali e consapevoli, dove l’integrazione è pratica concreta e reale e non un mero concetto da sbandierare qua e là. 

 

Sono esempi in carne e ossa di come la Costituzione Italiana viva ancora oggi e ogni giorno nel nostro presente, non solo con parole, ma con estrema e terrena concretezza: testimoni di ognuno di quei principi della nostra Carta, che come candele della memoria tracceranno la strada e ne apriranno di nuove>>.

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