“La Confessione” di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista alla Versiliana per la Festa del Fatto Quotidiano

“La Confessione” di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista alla Versiliana per la Festa del Fatto Quotidiano

MARINA DI PIETRASANTA – Sul palco della Versiliana, per la giornata di chiusura della Festa del Fatto Quotidiano, è salito il vice premier Luigi Di Maio intervistato dal giornalista e direttore del ilfattoquotidiano.it Peter Gomez. Impetuose e senza freni ne sconti le domande di Gomez a Di Maio che esordisce con “l’Italia è un paese in macerie, da ricostruire, che ha nascosto per troppo tempo la polvere sotto il tappeto” conquistando subito gli applausi dei più di 2000 ospiti presenti nel teatro a cielo aperto.

 

Confremi che per quanto riguarda la Flat Tax partirete solo dalle partite iva?
Stiamo mettendo appunto la nuova legge di bilancio e stiamo facendo la ricognizione del fabbisogno economico. Non ti do nessuna indiscrezione ma ti dico che saranno tematiche fortemente affrontate perché bisogna invertire la rotta. Mantenere le promesse e invertire la rotta. Ce la metteremo tutto per portare nella legge di bilancio più possibile di quello che abbiamo promesso”.
“Flat Tax, Legge Fornero e reddito di cittadinanza sono le tre priorità di questo governo. Quando abbiamo scritto il contratto di governo le prime tre cose scritte nere su bianco sono state queste perché rappresentano tre categorie di cittadini che sono state messe da parte per troppo tempo. Poco alla volta riporteremo il sorriso ai cittadini vittime. Spero di poter tornare nelle piazze e trovare il sorriso della gente, se sarà coì vorrà dire che stiamo lavorando bene altrimenti significa che dovremo fare un passo indietro”.

 

Un Di Maio diplomatico e sicuro, sempre nel mezzo alla bufera ma che non si scompone mai, sembra quasi avere le soluzioni in tasca.

 

Il tuo socio di governo Salvini nel tanto discusso caso Diciotti è sembrato Berlusconi: perché tu ed altri del Movimento vi siete limitate a dire che non condividevate la sua posizione invece di cercare di moderare i termini?
Deve essere chiaro il punto base di questo governo: noi 5 Stelle e la Lega non siamo mai andati insieme alle elezioni prima. Abbiamo fatto un contratto e ci siamo messi insieme per creare questo governo e cercare di ripristinare una società che è stata massacrata dalla Sinistra. In molte cose non andiamo d’accordo nè nei modi nè nelle azioni e quando succede ce lo diciamo ma non dobbiamo meravigliarci, perché ci conosciamo. Per quanto possiamo essere critici l’un l’altro siamo consapevoli che qualcosa di buono in questo governo possiamo farlo per i cittadini” .

 

L’equilibrio instabile del Salvimaio, citando l’ultimo spettacolo di Andrea Scanzi, che vede due forze opposte alla guida di un paese che ha perso la rotta.

 

Attualmente il bilancio per l’accoglienza migranti è di 4 miliardi e 600 milioni: dal momento che non vengono più fatti sbarcare, c’è stato un calo dell’80%, perché non avete ancora stanziato metà della somma per i 10 milioni di poveri? Inoltre, i soldi del redditto di cittadinanza proverranno dalla metà di questa somma?
Alla base c’è il fatto che tutto il sistema di accoglienza in Italia deve rendicontare tutti i soldi che spendono, così da poter abbassare la spesa. Inoltre c’è una cosa che non condivido e che sta accadendo in Italia, cioè dire che non ‘è più l’emergenza immigrazione e questo solo perché sono diminuiti gli sbarchi. Al contrario, l’emergenza immigrazione c’è sempre e questo è causato da tutti coloro che fanno della cattiva accoglienza per ragioni di business. Far percepire un’immigrazione fuori controllo è solo il fallimento di un sistema che si è messo in piedi non per accogliere quei disperati ma per fare soldi. Quello che dici tu lo otterremo solo facendo fare rendicontazione”.

 

Sempre su questo tema, la Libia ci appare come un lager, donne violentate e uomini torturati: possiamo accettare tutto questo in nome del fatto che ci arrivino migranti in meno?
Dobbiamo fare una cosa semplice: considerare che questo problema esiste in tutta l’Africa e considerarlo non solo come problema italiano e per questo dovrebbero aumentare i fondi dell’ Unione Europea per tutelare e aiutare i paesi africani. Non è che con più sbarchi si riduce quel fenomeno. Il fenomeno è stato provocato dal fatto che in quei paesi siamo andati a fare bombardamenti e sfruttamenti. Se si vuol utilizzare quel tema per discutere le politiche migratorie in Italia si faccia pure ma tutto questo esisteva già prima ed è la conseguenza di anni e anni di sfruttamenti economici di quei paesi. Bisognerebbe iniziare a favorire lì la presenza di organizzazione umanitarie. Noi ce lo siamo detti nel primo consiglio dei ministri: dobbiamo aumentare la presenza delle organizzazione che possano aiutare ad aumentare la tutela dei diritti umani”.

 

Passando a un altro punto fondamentale: la nazionalizzazione delle autostrade. Nel governo attuale ci sono due linee: i 5 Stelle che chiedono di tornare alla gestione da parte dello Stato mentre la Lega chiede di fare un’altra gara e concedere la concessione ad altri. Che succederà?
Sono passati oltre 15 giorni dal crollo del Ponte Morandi a Genova e io non ho ancora sentito una parola dai Benetton. È una questione di umanità, non di politica, e a gente così non voglio mettere in mano niente. Non è che ci stiamo innamorando dell’idea dello stato padrone ma quello di adesso è un regime di monopolio con tre concessionari. Anche se togliamo la concessione ad Autostrade per l’Italia, e la togliamo è una promessa, per riaffidarla a qualcuno o si presenta una società straniera o si ripresenta Autostrade per l’Italia. Il nostro progetto è quello di abbassare i pedaggi e di investire il costo di questi per la manutenzione, non dobbiamo fare utile”.

 

Tap si/Tap no? Conte va dal vostro amico americano Trump dicendo che il Tap è un’opera strategica ma voi avete fatto campagna elettorale contro questo. Come finirà?
Togliendo di mezzo il parere di Trump, noi e la Lega abbiamo due pareri diversi. Noi abbiamo sempre detto che quel gasdotto non è utile adesso e rischia di sacrificare la bellezza naturale la Puglia. La lega vuole farlo, troveremo una soluzione. Prima di tutto deve essere dimostrabile, attraverso l’analisi costi/benefici che porti un reale beneficio. In ogni caso siamo sempre stati no Tap e rimaniamo no Tap”.

 

Per concludere la “Confessione”: cosa diresti a Matteo Salvini che non hai mai detto?
Caro Matteo vediamoci il prima possibile che dobbiamo fare la legge di bilancio e due tre cose per l’Italia”.

 

Qualche fischio per il vice premier in seguito a questa confessione un po’ blanda, a mezzo tono che non è apparsa completamente sincera.

 

Continuano le interviste di Peter Gomez con un’altra “Confessione”: è la volta di Alessandro Di Battista che, per l’occasione, si è collegato dal Guatemala, dove adesso si trova con la compagna e il figlio. L’attivista 5 Stelle, che si è sempre contraddistinto per la sua energia e voglia di cambiamento schierandosi sempre e facendo valere le sue idee ha deciso infatti, una volta che il Movimento è salito al governo si farsi da parte e intraprendere la carriera da Giornalista. È partito da qualche mese per un viaggio in sud America scrivendo per il Fatto reportage di quello che sta vivendo insieme alla sua famiglia.

 

Alessandro da qualche tempo hai smesso di fare il politico e scrivei per il Fatto ma io ho un sospetto: visto che tutti dicono che la Lega stia andando come un treno, ti candiderai alle elezioni europee?
Chi l’ha scritta? Repubblica? Fatti una domanda e datti una risposta”.
Di Battista esordisce ironico e polemico.

 

Ti saresti aspettato che un governo in cui il Movimento 5 Stelle ha il 32% e la Lega il 17% , la percezione di molti cittadini sia quello di un governo a guida Lega?
Io sono da qualche mese lontano dall’Italia è tutto quello che seguo sono le prime pagine dei giornali che ogni tanto mi arrivano. Io credo che Salvini stia facendo la sua partita e che i giornali (in particolare Repubblica) lo stiano pompando in maniera incredibile e questo perché per tutto l’establishment la Lega salviniana è meno pericolosa del Movimento 5 stelle. Penso sia una strategia fatta a posta, far credere che Salvini sia Churchill e noi gli sfigatelli che non sappiamo fare politica. La correttezza della Lega e la voglia di cambiare le cose si vedrà sulla nazionalizzazione delle autostrade e questa è la cosa più grande che possa fare questo governo”.

 

Quando Di Maio tentava di fare un governo con il pd tu hai sempre sostenuto “mai con il pd”. Perché dovendo fare un’alleanza è meglio averla fatta con la Lega avendo visioni completamente opposte su molti fronti, primo fra tutti quello dell’immigrazione?
“Il pd cosa ha fatto sull’immigrazione e sulla giustizia? Questi fanno passerelle sulle navi e dimenticano il modo in cui vengono accolti i migranti. Dell’accoglienza non gliene frega niente né di come vivono. Io mi auguro che il povero italiano possa capire da solo. Se avessimo fatto un patto con il pd il patto di dignità non sarebbe stato fatto e molte cose importanti non saremmo riuscite a portarle a termine. Prima fra tutti impedire le pubblicità dei giochi d’azzardo, scelta che salva le vite. Ugualmente l’abolizione dei vitalizi non si sarebbe fatto con il pd. Non è che la Lega mi piaccia di più ma penso che con Salvini si possano rigarantire i diritti che sono stati smantellati. Vedremo se la Lega salviniana sarà diversa o no solo con il tempo”.

 

Governare un paese non significa solo fare leggi ma educare i cittadini. Prima delle elezioni te hai sempre scritto sottolineato la differenza tra migranti economici e profughi. Arriva la nave Diciotti e sai come è andata. Non pensi che questo atteggiamento finisca per fomentare il razzismo in Italia?
“Io credo che il Movimento 5 Stelle abbia il dovere di contrastare ogni forma di razzismo e xenofobia, trovo però che non si possa associare il razzismo con il fatto della nave Diciotti. Cerchiamo di rientrare nella verità delle cose, è stata usata una metodologia dura rispetto al passato ma questi disgraziati non sono stati abbandonati ma hanno avuto un’assistenza. Vero è che è stata combattuta una battaglia diplomatica in europea per la gestione. Bisogna uscire dalla logica che va salvata l’Africa con l’accoglienza. L’Africa ha bisogno di sovranità, non di accoglienza. Questa è la via che deve percorrere il Movimento, che è diversa da quella di Salvini che però è sostenuto da gran parte della stampa perché considerato avversario meno pericoloso”.

 

Tu credi che l’establishment europeo stia facendo di tutto per far cadere questo governo?
No, non credo. Qualora attaccassimo il sistema finanziario, in termini di tangenti che adesso corrispondono a mazzette legalizzate in veste di consulenza, allora sì, l’establishment europeo ci farà guerra e in parte lo sta già facendo. Il mio obiettivo è quello di rendere questo paese più snello e smart e più sicuro per gli investimenti. Se fai tutto questo il paese riparte e sta già ripartendo nonostante i soli 3 mesi di governo”.

 

Tu sei intervenuto per ricordare al Movimento che sulla posizione su Tap e Tav avete preso i voti. Ti stai rendendo conto che si stanno ammorbidendo?
È evidente che quando uno fa campagna elettorale parla solo del proprio movimento, purtroppo noi non stiamo da soli al governo e quindi dobbiamo insistere per far valere il nostro volere. Il Movimento ha il dovere di dire no quando è da dire no e viceversa. L’obiettivo di un governo del 2018 è ridurre i consumi. La piena occupazione non ci sarà più e questo va preveduto e trovato una soluzione”.

 

Resta comunque il fatto che Trump vuole il Tap e noi siamo così piccoli che Conte e tutti i compagni di partito sono contentissimi di essere amici di Trump. Come si deve scegliere in questa situazione?
“In base alla sovranità popolare. Se siamo diventati così piccoli è perché chi ci ha governati ci ha resi così. Esiste la diplomazia e l’Europa, io non sono contro l’Europa unita perché riesce a contrastare dal punto di vista economico. Siamo in Italia, un po’di orgoglio e spirito nazionale. Serve un po’di voglia di farsi rispettare nel mondo, non siamo una succursale degli USA”.

 

Tutto vero quello che hai detto sui mercati, ma se lo spread va a 450 poi le chiacchiere sono a zero. Salgono i mutui e paghiamo un sacco di interessi per prendere i soldi che ci interessano. Pensi che un unico paese possa sconfiggere tutto questo?
“Io non penso che un paese da solo ce la possa fare infatti ho parlato di un’Europa unita per impedire di essere schiacciati da potenze come Cina e India. Questo è compito della diplomazia, far sì che l’Italia possa apparire un paese affidabile all’estero. Questa è la sfida del nuovo governo”.

 

Come mai io ho l’impressione che la democrazia diretta all’interno del Movimento sia passata in secondo piano. Non è che alla lunga correte il rischio di diventare un partito?
Il Movimento ha subito evoluzione, poi si è trasformato. È normale e giusto così”.

 

Nel momento in cui siete andati al governo avete dimostrato di avere pochi manager e persone a cui affidarvi, mi riferisco alla questione di Marra e poi Lanzalone. Cosa fare per evitare la stessa situazione?
Io sono fiero che noi perché, per la prima volta, appena troviamo una mela marcia la cacciamo e questa è la differenza da tutti gli altri. È difficile avere la certezza di chi abbiamo davanti. Serve esperienza e poco a poco migliorerà. Poi qualche volta si fanno degli errori, è normale. Si prende atto e si impara e si interviene immediatamente”.

 

Per finire ti faccio la stessa richiesta che ho fatto a Di Maio: “La Confessione”. Cosa diresti all’elettore 5 stelle che ancora non ha digerito l’alleanza con la Lega e che magari al prossimo giro potrebbe non votarvi.
Caro elettore 5 stelle, valuta questo governo come lo valuterò anch’io uscendo fuori da certi titoli. Valuta se la tua vita è migliorata e in quel caso continua a votarci. Questo è il dovere di ogni cittadino”.

 

Tante promesse, tante speranze e qualche fatto. Lo scenario italiano è del tutto instabile e complicato da decifrare, resta solo da dire: che ne sarà di noi?

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