Il centrodestra a Capannori contesta il Polo tecnologico di Segromigno: “Così com’è non serve a nessuno”

Il centrodestra a Capannori contesta il Polo tecnologico di Segromigno: “Così com’è non serve a nessuno”

LUCCA – Siamo tutti molto “orgogliosi” (si fa per dire), che finalmente il polo tecnologico di Segromigno in Monte, dopo le inaugurazioni e le vane promesse finalmente venga utilizzato. E non solo come contenitore di uffici come la Capannori Servizi e il Centro di Ricerca Rifiuti Zero, ma soprattutto per lo scopo per cui il polo è stato costruito, cioè fare innovazione e impresa. Visto che la struttura è stata profumatamente pagata da noi cittadini e che sono passati ben due anni dall’insediamento della nuova amministrazione è sicuramente positivo che si riesca ad organizzare un evento per promuoverne i servizi.

Noi siamo andati a vedere di persona come funziona, cosa c’è, cosa è stato acquistato, come le risorse vengono impiegate e ci sono alcune perplessità che ci permettiamo di esprimere.

La prima: se si parla di rilancio significa che dal febbraio del 2014, giorno dell’inaugurazione del Polo, non è stato fatto gran che, nonostante le dichiarazioni dell’assessora Miccichè. Tutta questa rete di contatti di cui parla, a nostra precisa richiesta in Consiglio Comunale non ci è mai stata fornita. Alcune aziende di eccellenza presenti sul territorio, non sono addirittura state mai contattate. Crediamo che molte Aziende sarebbero potute essere interessate all’iniziativa. Diciamo che forse lo workshop serviva soprattutto alla aziende produttrici di strumenti di precisione per presentare i loro ultimi ritrovati più che ad aiutare le nostre aziende ad innovare. Non abbiamo visto alcun ricercatore utilizzare i macchinari presenti nel Polo. Ci è stato spiegato che i ricercatori del NEST verranno a Segromigno ad utilizzare i macchinari. Se il Polo deve fare da collettore tra aziende e Università non si potrebbero usare i laboratori già esistenti presso il NEST senza comprare altri strumenti costosi?

La seconda e forse più importante: perché si fanno sempre le cose al contrario di come il buon senso suggerirebbe di fare? Per prima cosa avrebbero dovuto contattare le aziende, far emergere le loro necessità magari dividendole per categorie e poi invitare le società produttrici di macchinari a presentare le loro soluzioni per quanto emerso. Un’analisi sensata doveva prevedere come primo passo un colloquio con le aziende del territorio in modo da evidenziare i loro bisogni e successivamente sulla base di questi colloqui andare ad acquistare costosissimi macchinari che allora sarebbero davvero serviti per le imprese. Invece è stato fatto esattamente il contrario: prima si sono acquistati macchinari (noi abbiamo visto tre microscopi) e poi si vedrà se a qualcuno potranno servire. Siamo sicuri che questo modello funzioni? Oppure si rischia di fare la fine di Veneto Nanotech, nato nel 2003 nella patria del manifatturiero e miseramente fallito?

Non è certo questo il modo per aiutare le aziende a sviluppare e a crescere. Non si spendono così i soldi pubblici e non si prendono in giro così i cittadini. Per il momento si vede ben poco e pare che si sia cercata una svolta, ancora una volta buttando fumo negli occhi ai contribuenti. Da parte nostra, come opposizione, possiamo assicurare che saremo sempre vigili sull’attività di questa struttura (se prima o poi decideranno di farla partire in modo adeguato) continuando a sottolineare ciò che non funziona.

Gruppi consiliari Alternativa Civica, M5S, Forza Italia, Udc di Capannori

 

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