Farmacie comunali: e i Lucchesi stanno a guardare

Farmacie comunali: e i Lucchesi stanno a guardare

LUCCA – La commissione sulle società partecipate che si è riunita oggi ha reso evidente l’assurdità della situazione della,società pubblico-privata che gestisce le farmacie municipali a Lucca. Alliance Farmacie Comunali Lucca che ha in concessione per 30 anni, fino al 2029, le ex farmacie comunali di Lucca (6), Bagni di Lucca (1), e che ha preso in gestione 2 farmacie a Capannori è infatti una società dove il socio,privato ha oltre il 70% delle quote, mentre il comune di Lucca ha il 25% e il comune di Bagni di Lucca una quota residuale.
L’assurda concessione fu fatta, se ricordiamo bene, all’epoca del sindaco Fazzi, che creò questo mostro a due teste, dove il comune partecipa con una quota di minoranza e il privato prende in gestione appunto una serie di farmacie.
La prima contraddizione è la mancanza di utili significativi.
Quello che è emerso in Commissione è che ho evidenziato in diverse contraddizioni in perfetta salute solitudine, tra cui:
1)se è normale che il socio privato delle farmacie comunali sia un grossista di farmaci, argomento sul quale ci sono state diverse sentenze che dovrebbero far riflettere, e che palesa un evidente conflitto di interessi;
2)se è normale, per una società dove il comune di Lucca partecipa al 25%, fare investimenti consistenti a Capannori come acquisire due farmacie e dopo poco trasferirne una mentre a Lucca;, tranne qualche trasferimento e ristrutturazione, le farmacie sono sempre 6;
3)se è normale che il comune non pretenda il rispetto delle dotazioni organiche della farmacia 24h come previsto negli atti al tempo in cui fu data la concessione, tra l’atro la 24 ore è ubicata in un luogo senza apposito parcheggio, ma a qualcuno va bene cosi;
4)se è normale che il premio dei farmacisti sia calcolato anche in parte sul cosiddetto “cassetto”, mentre un farmacista dovrebbe consigliare, a parità di principi attivi, il farmaco che costa meno;
5)se è normale che non esista una linea chiara o un indirizzo condiviso in Consiglio Comunale sul senso di questa partecipazione pubblica e su come valorizzare la socialità del servizio, o interessano solo le poltrone?

Certamente non è stato normale che in Commissione nessun Consigliere di maggioranza abbia saputo rispondere a questi quesiti ed è quindi evidente che questa società, nata male, ma non gestita assolutamente nell’interesse pubblico, sia per i cittadini lucchesi una grande occasione perduta, e per di più in perdita, infatti negli ultimi 5 anni, le perdite hanno superato gli utili.
Siccome si va incontro all’ultimo decennio di questa concessione trentennale, per evitare una gestione alla meno è necessario che l’amministrazione faccia delle scelte sul ruolo che si intende esercitare nella società e che pretenda il rispetto delle condizioni previste, qualora non sia possibile ridefinire aggiornandole.
Altrimenti si può continuare a far fare al privato il suo interesse ed i Lucchesi pagheranno e staranno a guardare.

 

Massimiliano Bindocci

Movimento 5 Stelle

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