Educazione alla legalità: partecipazione ed emozione nell’incontro degli studenti seravezzini con il giornalista Sandro Ruotolo

Educazione alla legalità: partecipazione ed emozione nell’incontro degli studenti seravezzini con il giornalista Sandro Ruotolo

SERAVEZZA – Non dimentichiamo mai le 1011 vittime innocenti delle mafie. Facciamolo per noi e per la nostra libertà. È il messaggio-appello che il giornalista Sandro Ruotolo ha lanciato questa mattina nel doppio incontro con gli studenti seravezzini promosso dall’Amministrazione Comunale a margine della “Giornata nazionale della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie” celebrata la scorsa settimana. L’evento è stato organizzato in collaborazione con il Comune di Stazzema e con il Parco nazionale della Pace di Sant’Anna ed ha contemplato anche un terzo incontro con gli studenti nel pomeriggio a Pontestazzemese.

 

Ruotolo ha incontrato i ragazzi della “Pea” nell’auditorium della scuola a Querceta e gli studenti dell’istituto professionale “Marconi” alle Scuderie Granducali di Seravezza. Intervenendo in questa seconda occasione, accompagnato dal presidente del Consiglio Comunale Riccardo Biagi, il sindaco Riccardo Tarabella ha sottolineato l’eccezionalità dell’incontro a tu per tu con Ruotolo. «Un giornalista che vive sulla propria pelle le intimidazioni delle organizzazioni mafiose», ha detto il primo cittadino. «Un uomo che sa cosa significa veder minacciata la propria libertà».

 

Dopo il lungo impegno professionale in TV (Samarcanda, Tempo Reale, Sciuscià) Ruotolo scrive oggi per la seguitissima testata online Fanpage.it. Ha condotto nel tempo numerose inchieste sulla Terra dei Fuochi e sulla trattativa Stato Mafia. Dal 2015 vive sotto scorta a seguito di pesanti minacce da parte della camorra. Agli studenti versiliesi il giornalista ha spiegato come cambia la mafia. «La mafia non è solo quella che spara e uccide per strada», ha detto. «È anche quella che condiziona pesantemente le scelte delle amministrazioni locali, che pilota gli appalti, che avvelena le falde acquifere, che si prende la nostra economia e, con essa, i nostri diritti fondamentali e la nostra libertà». In un Paese che solo nell’ultimo anno ha visto lo scioglimento per mafia di ben ventitré consigli comunali, una rete malavitosa che si estende sempre più nel centro e nel nord della Penisola, Ruotolo ha esortato i giovani a non restare in silenzio, a testimoniare in ogni occasione possibile la loro solidarietà nei confronti delle vittime, a fare muro per non permettere all’illegalità di contaminare il vivere civile.

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