Diritti negati: la lotta per l’approvazione della Lis, la lingua dei segni. L’esperienza positiva di Photolux a Lucca

Diritti negati: la lotta per l’approvazione della Lis, la lingua dei segni. L’esperienza positiva di Photolux a Lucca

LUCCA – Vengono continuamente negati i diritti alle persone sorde a causa della non approvazione della Lis, lingua dei segni italiana, una lingua come tutte le altre che usano le persone sorde per comunicare.

 

Partiamo dal principio: non si dice più sordomuti grazie a una Legge del 20 febbraio 2006, n. 95 ma si usa il termine “sordi”, dato che il deficit è uditivo e non a livello del parlato,  poiché la lingua e le corde vocali le hanno e funzionano perfettamente.

 

In questo campo sono diversi anni che l’Ens, Ente nazionale sordi con sede centrale a Roma, diretta dal presidente Giuseppe Petrucci e quella provinciale a Lucca, provvisoriamente in via Matteo Civitali diretta dal presidente Andrea Pagano, lotta da anni per il riconoscimento della Lis che viene continuamente respinto a causa di diversi motivi tra cui quello economico: l’approvazione, cioè, comporterebbe costi troppo alti di servizio per i sordi, tra cui interpreti, insegnanti di sostegno e assistenti alla comunicazione.

 

Però per un momento soffermiamoci a pensare dal punto di vista di una persona sorda che spesso viene vista “normale” dato che l’handicap è “invisibile” quindi guida, lavora, vive quotidianamente, usa molto la vista per coprire questa mancanza uditiva, e, adesso, anche grazie all’uso della tecnologia, finalmente può usare il cellulare attraverso le videochiamate per comunicare con familiari e amici.

 

Ma se non riesce a “entrare” nel mondo degli udenti per prendere le informazioni, come deve comportarsi? Il risultato è essere continuamente esclusi dalla società e dalla vita. E’ lottare sempre per dei diritti di base che vengono negati: ad esempio anche la sottotitolazione dei programmi televisivi e dei telegiornali avviene solo in poche occasioni e, comunque, a orari precisi.

 

Facciamo un’ipotesi: se una persona sorda anziana vuole farsi un po’ di cultura e andare al museo, il diritto di avere l’interprete è negato perché non c’è il servizio quindi o non ci va proprio o si porta un interprete pagato personalmente. Le guide normalmente fanno visite di gruppo e una persona sorda non può ovviamente trovarsi a seguire il labiale della guida, sia per posizione nel gruppo, sia per un fatto di attenzione: seguire per lungo tempo il labiale è stancante, richiede un’attenzione molto alta e costante e questo comporta, ad esempio, forti mal di testa. Ecco che, a quel punto, la visita di un museo che doveva rappresentare un momento piacevole, diventa una sorta di ‘lavoro’ o comunque un’attività mentalmente faticosa, poiché mancano gli elementi di integrazione.

 

Per fortuna non è sempre così. A Lucca, quest’anno, durante la manifestazione Photolux, è stata organizzata una mostra nella quale veniva raccontata la storia di un ragazzo sia in modo vocale, sia con la Lis, grazie una videoregistrazione: si tratta di un buon passo avanti, che ha permesso a questa comunità di ‘rilassarsi’ e godersi la mostra.

 

Questa lotta per i non udenti è continua in qualunque ambito e diventa un lavoro pesante, anche per cose che per noi possono essere banali, come, ad esempio, andare alla posta o prendere un treno. Alla stazione viene usato l’altoparlante per comunicare orari o spostamenti di binari senza mettere avvisi sui video e non è raro che persone sorde perdano il treno, perché non ha avuto accesso all’informazione del cambio di binario.

 

Per fortuna l’Ens si sta muovendo il più possibile per cercare di andare incontro ai sordi: per esempio a Lucca l’anno scorso è stato approvato il progetto del “bilinguismo” in alcune scuole. Questo significa che viene insegnata anche la Lis come materia per qualche ora (poche ma meglio che di niente) a settimana, in modo da integrare i bambini sordi con i compagni e avere una base di comunicazione per non far sentire nessuno escluso. I n caso non ci fossero sordi in quella classe viene comunque insegnata dato che è una lingua in più come l’inglese.

 

Ricordiamo però anche una cosa positiva: ci sono tantissimi sordi che hanno dei talenti molto importanti. Ci sono sordi che sono chef, attori, insegnanti quindi la mancanza dell’udito non ferma queste persone che comunque vanno avanti con le loro gambe e lottano continuamente ma di questo ne parleremo poi.

 

Inserisci il tuo commento

La tua e-mail non verrà pubblicata. compila tutti i campi obbligatori*

Se pubblichi stai dando il consenso alle regole di base , ai termini del servizio e alla normativa sulla privacy
Annulla

.

Newsletter


WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com