Confcommercio: ‘Ok il regolamento di polizia municipale, ma prima doveva arrivare la moratoria’. Mercanti: ‘Tutto pronto, manca l’ultimo parere della Soprintendenza, poi la moratoria sarà effettiva’

LUCCA – L’approvazione in consiglio comunale del nuovo Regolamento di polizia urbana ha dato a Confcommercio l’occasione per tornare su un tema molto caro all’associazione dei commercianti: la moratoria per gli esercizi alimentari e di ristorazione in centro storico.

 

«La nostra associazione – si legge in una nota – ha seguito con la massima attenzione l’evolversi di questo iter, presentando nei tempi e nei modi indicati le proprie considerazioni e proposte in merito. Adesso che il regolamento è stato approvato, possiamo affermare che ci siano alcuni aspetti sui quali siamo d’accordo e altri invece che a nostro avviso sono sbagliati. Cosa più importante, però, crediamo che questo nuovo regolamento andasse preceduto dall’approvazione di quello della moratoria di cui si parla ormai da diversi mesi».

 

«Il nostro ragionamento è semplice – prosegue la nota -: perché mettere delle regole stringenti per i locali, se poi si continua a consentire l’apertura indiscriminata e senza regole dei locali stessi? A nostro avviso la moratoria avrebbe dovuto precedere il regolamento di polizia urbana e non il contrario, tenendo conto anche del fatto che della moratoria si parla ormai dall’autunno dello scorso anno, momento in cui la sua approvazione, anche a seguito degli aumenti della tariffa Cosap, veniva data per imminente o comunque per certa».

 

Per Confcommercio «Oggi, quasi un anno dopo, siamo invece ancora allo stesso punto ed è sotto gli occhi di tutti come la città si stia trasformando sempre più in una unica, enorme mangiatoia».

 

Ma le parole di Confcommercio offrono all’assessore alle Attività produttive Valentina Mercanti l’occasione per fare il punto della situazione sulla moratoria: «L’intesa con la Regione è pronta – dice Mercanti – ma deve ancora arrivare l’integrazione della Soprintendenza richiesta da Firenze, quindi il documento è fermo. Una volta che la Soprintendenza avrà dato il suo parere, ci sarà il passaggio dalla giunta regionale e a quel punto l’iter sarà concluso e la moratoria effettiva».

 

Mercanti ammette di essere stata, in alcuni momenti, soprattutto all’inizio dell’iter, ottimista: «Il fatto che ci fosse l’accordo da parte di tutte le parti in causa, mi aveva fatto sperare che i tempi fossero più brevi, ma siamo in un sistema di regole dove fare o non fare un atto, concluderlo in tempi più o meno brevi, prescinde dalla volontà e dai poteri stessi di un amministratore e di un’amministrazione».

 

Ma su una cosa Mercanti ha le idee chiare: «Dobbiamo lavorare per valorizzare il commercio nel centro storico tutti assieme – afferma – non solo lamentandoci gli uni degli altri, ma portando proposte che facciano diventare il centro di Lucca realmente attrattivo, come di fatto è già, anche se queste continue lamentele lo offuscano sicuramente. Si può fare di più noi come amministrazione? Sicuramente si, ma anche i commercianti, tutti, possono essere motore di quel passo in più che farà tornare Lucca un punto di eccellenza e di attrazione non solo per i turisti occasionali».

 

 

1 commento

Inserisci il tuo commento

La tua e-mail non verrà pubblicata. compila tutti i campi obbligatori*

Se pubblichi stai dando il consenso alle regole di base , ai termini del servizio e alla normativa sulla privacy
Annulla

1 Commento

  • Stefano Filippelli
    6 luglio 2018, 16:29

    PENSARE A LUCCA COME QUALCOSA DA VENDERE E’ UN ERRORE ANCHE DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO
    Dice l’assessore: "Dobbiamo lavorare per valorizzare il commercio nel centro storico tutti assieme – afferma – non solo lamentandoci gli uni degli altri, ma portando proposte che facciano diventare il centro di Lucca realmente attrattivo,…"
    La questione vera non è tanto valorizzare il commercio quanto semmai "valorizzare" Lucca. Il commercio e il turismo e tutto il resto vi si adegueranno. Ma la città deve essere pensata per se stessa, per la sua intrinseca consistenza culturale e umana che è cosa diversa dal ritenerla innanzitutto come una cosa da vendere. Il discorso quindi va rovesciato. Altrimenti Lucca finisce per essere fasulla o come si dice oggi un fake.

    RISPONDI

.

Newsletter

Creocoworking