Bagni di Lucca: va in scena all’Accademico ‘Miseria e Nobiltà’

Bagni di Lucca: va in scena all’Accademico ‘Miseria e Nobiltà’

BAGNI DI LUCCA – Attesa a Bagni di Lucca per vedere la celebre commedia “Miseria e Nobiltà” rivisitata da Michele Sinisi (che cura anche la regia) e Francesco Maria Asselta. La rappresentazione, prodotta dalla Elsinor Centro di produzione teatrale, è in programma domenica sera (18 febbraio) alle 21,15 al Teatro Accademico. Si tratta del terzo appuntamento con la stagione teatrale della cittadina termale, che sta riscuotendo consenso di pubblico.
“Miseria e nobiltà” , cavallo di battaglia di Edoardo De Filippo sul testo di Scarpetta, è stata scritta ne 1888, ma è diventato “patrimonio collettivo” degli appassionati di teatro. Di grande successo anche la riduzione cinematografica diretta nel 1954 da Marco Mattioli, in cui l’indimenticabile Totò è protagonista nei panni di don Felice Sciosciammocca, scrivano e figura tipica del napoletano, un uomo che tira avanti vivendo di stenti e di espedienti. La rivisitazione di Michele Sinisi, rappresentata con successo nel 2017 in numerosi teatri italiani, è stato giudicata “una scelta coraggiosa” perché rielabora con maestria un testo sacro della tradizione commediografa napoletana in chiave nuova, moderna, senza timore di un eventuale confronto con De Filippo. Tutto è nuovo e diverso in questa rappresentazione, a partire dagli abiti dei protagonisti fino alla ambientazione, che colpirà lo spettatore fin dall’inizio. Prenderanno il via le vicende di don Felice e don Pasquale e il pubblico potrà riassaporare e capire la validità dell’opera, un intreccio delle qualità e delle miserie umane sia dei personaggi tipici dell’ambiente urbano e periferico di Napoli dell’epoca, sia di quelli che appartenevano a una cerchia di borghesia arricchita e viziata.
La storia racconta di uno scrivano pubblico don Felice, e di don Pasquale, fotografo ambulante, che vivono con le loro famiglia nello stesso povero quartierino, alle prese con la miseria ed in mezzo ai continui litigi, provocati dalle donne di casa. Un giorno ricevono la visita del marchesino Eugenio, che fa loro una strana proposta. Eugenio è innamorato della figlia di un arricchito, un ex-cuoco, e propone a don Felice e a don Pasquale di fingersi suoi parenti e di accompagnarlo, travestiti, dal padre della fanciulla per chiederne la mano. I due compari accettano con entusiasmo ed ecco don Pasquale nelle vesti di padre, con donna Concetta, sua moglie, Pupella, sua figlia, e don Felice, nelle vesti dello zio principe, accompagnare il marchesino dall’ex-cuoco, che fa loro la più sontuosa accoglienza. I finti aristocratici recitano con impegno la loro parte e tutto andrebbe per il meglio se, ad un certo punto, non arrivasse donna Luisella, alla quale non è stata riservata alcuna parte nella commedia. Si scopre l’inganno; ma a metter le cose a posto sopraggiunge il vero padre del marchesino, che è costretto a dare il suo consenso al matrimonio del figlio.

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