Angela Finocchiaro al Teatro del Giglio dal 25 al 27 ottobre con “Ho perso il filo”

Angela Finocchiaro al Teatro del Giglio dal 25 al 27 ottobre con “Ho perso il filo”

LUCCA – Amatissima dal pubblico lucchese, Angela Finocchiaro torna sul palcoscenico del Teatro del Giglio dal 25 al 27 ottobre con Ho perso il filo, pièce teatrale di Walter Fontana (regia Cristina Pezzoli, scene Giacomo Andrico, luci Valerio Alfieri, costumi Manuela Stucchi) che è commedia, danza, gioco e festa. In scena, per il titolo di apertura della Stagione di Prosa 2019-2020, un’Angela Finocchiaro inedita, che si mette alla prova in modo sorprendente con linguaggi espressivi mai affrontati prima, per raccontarci con la sua stralunata comicità un’avventura straordinaria, emozionante e divertente al tempo stesso: quella di un’eroina pasticciona e anticonvenzionale che parte per un viaggio, si perde, tentenna ma poi combatte fino all’ultimo il suo spaventoso Minotauro.

 

Angela Finocchiaro si presenta in scena come un’attrice stufa dei soliti ruoli: oggi sarà Teseo, il mitico eroe che si infila nei meandri del Labirinto per combattere il terribile Minotauro. Affida agli spettatori un gomitolo enorme da cui dipende la sua vita e parte. Una volta entrata nel Labirinto, però, niente va come previsto. Viene assalita da strane Creature, un misto tra acrobati, danzatori e spiriti dispettosi, che la circondano, la disarmano, la frullano come fosse un frappè, e soprattutto tagliano il filo che le assicurava la via del ritorno. Disorientata, isolata, impaurita, Angela scopre di essere finita in un luogo magico ed eccentrico, un Labirinto, che si esprime con scritte e disegni: ora che ha perso il filo, il Labirinto le propone un gioco allegro e crudele per farglielo ritrovare. Passo dopo passo, una tappa dopo l’altra, superando trabocchetti e prove di coraggio, con il pericolo incombente di un Minotauro affamato di carne umana, Angela viene costretta a svelare ansie, paure, ipocrisie che sono sue come del mondo di oggi e a riscoprire il senso di parole come coraggio e altruismo.

 

Lo spettacolo vive del rapporto tra le parole comiche di un personaggio contemporaneo e la fisicità acrobatica, primitiva, arcaica delle Creature del Labirinto che agiscono, danzano, lottano con Angela provocandola come una gang di ragazzi di strada imprevedibili, spietati e seducenti. Il Labirinto è un simbolo antico di nascita – morte – rinascita. Anche Angela, dopo aver toccato il fondo, riuscirà a ritrovare il filo e con esso la forza per affrontare il Minotauro in un finale inatteso che si trasforma in una festa collettiva coinvolgente e liberatoria.

 

Si ride, ci si emoziona, si gode uno spettacolo che si avvale di più linguaggi espressivi grazie agli straordinari danzatori – Alis Bianca, Giacomo Buffoni, Alessandro La Rosa, Antonio Lollo, Filippo Pieroni, Alessio Spirito – guidati dall’inventiva di Hervé Koubi, uno dei più talentuosi e affermati coreografi sulla scena internazionale e naturalmente alla capacità comica di Angela Finocchiaro di raccontare un personaggio che è molto personale e allo stesso tempo vicino al cuore di molti.

 

Lo spettacolo Ho perso il filo è il primo titolo della Stagione di Prosa 2019-2020 del Teatro del Giglio, frutto del legame artistico ed economico del Giglio con Fondazione Toscana Spettacolo onlus, circuito multidisciplinare della Regione Toscana per la programmazione e la promozione dello spettacolo dal vivo.

 

Biglietti da 8 a 30 euro. Informazioni su www.teatrodelgiglio.it, acquisti alla biglietteria del Teatro del Giglio (dal mercoledì al sabato con orario 10.30-13 e 15-18 e un’ora prima di ogni rappresentazione).

Maggiori informazioni su www.teatrodelgiglio.it.

 

Lucca, Teatro del Giglio
venerdì 25 e sabato 26 ottobre 2019 ore 21
domenica 27 ottobre 2019 ore 16

 

HO PERSO IL FILO
soggetto di Angela Finocchiaro, Walter Fontana, Cristina Pezzoli
testo di Walter Fontana
in scena Angela Finocchiaro
e le Creature del Labirinto: Alis Bianca, Giacomo Buffoni, Alessandro La Rosa, Antonio Lollo, Filippo Pieroni, Alessio Spirito
coreografie originali di Hervé Koubi
scene di Giacomo Andrico
luci di Valerio Alfieri
costumi di Manuela Stucchi
regia di Cristina Pezzoli
produzione AGIDI

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