Ad Arsina un incontro per spiegare l’Housing Sociale. Del Chiaro: «Un progetto che vuole aiutare la ‘fascia grigia’ della società»

Ad Arsina un incontro per spiegare l’Housing Sociale. Del Chiaro: «Un progetto che vuole aiutare la ‘fascia grigia’ della società»

LUCCA – Ventotto appartamenti e locali da Lucca alla Versilia sono il ‘cuore’ del progetto ‘Abitare collaborativo’, realizzato dalla Fondazione Casa, in collaborazione con la Provincia e il Comune di Lucca e la Fondazione Cassa di Risparmio. E proprio il luogo dove sorge uno di questi – Arsina – è stato, mercoledì, teatro di un incontro con la cittadinanza, che è di fatto servito per comprendere meglio il progetto stesso.

L’INCONTRO AD ARSINA – «E’ stato importante confrontarsi con gli abitanti di Arsina – commenta l’assessora al Sociale del Comune di Lucca, Lucia Del Chiaro -, perché, in questo modo, abbiamo potuto spiegare lo scopo del progetto e, cioè, quello di dare un’opportunità di avere una casa a canone agevolato a quella fascia di persone, purtroppo sempre più ampia, che non rientra come reddito nell’edilizia popolare, ma che sta comunque vivendo un momento di difficoltà». Per Del Chiaro, infatti, è importante impostare le politiche sociali a 360 gradi, pensando, cioè, anche a quelle persone che hanno una situazione economica tale da non rientrare nelle fasce più deboli, ma non si possono certo collocare tra coloro che possono far fronte, come in questo caso, ad affitti a pieno canone».
Si parla, infatti, di lavoratori precari e famiglie in difficoltà, ma anche situazioni di marginalità più accentuata (persone senza dimora, ad esempio) e condizioni di fragilità o a rischio povertà (anziani, padri separati, ecc.), oppure persone che hanno concluso i percorsi di recupero o che si trovano in strutture socio-sanitarie (donne vittime di tratta e di violenze) che spesso si trovano senza un’abitazione da cui ripartire. «Si tratta di una fascia ‘grigia’ – spiega Del Chiaro – che ha bisogno di aiuto. Con questo progetto, ad esempio, riusciamo a fornire proprio quel supporto di cui hanno bisogno per non vivere ai margini della società».

IL PROGETTO – ‘Abitare collaborativo – – per la creazione di comunità solidali e virtuose in lucchesia’, infatti, prevede il recupero di edifici di proprietà pubblica (di enti o di scuole) e privata (enti religiosi) situati in periferie urbane o in aree collinari limitrofe ai centri urbani con l’obiettivo di creare un insieme di alloggi a canone convenzionato con destinazioni d’uso differente, insieme con la presenza di servizi socio-culturali e ricreativi. La finalità, infatti, è anche quella di creare i presupposti per un’integrazione dell’esigenza abitativa, dello sviluppo sociale e del miglioramento della qualità delle vita in quartieri periferici o borghi collinari creando alloggi ad hoc e servizi di comunità.

carlo lazzeriniI DESTINATARI – Tenuto conto che il progetto ha un raggio di azione provinciale e riguarda, come accennato, i borghi collinari e le periferie, la ristrutturazione degli immobili è mirata anche al superamento della carenza di servizi adeguati, della difficoltà di mobilità delle persone e quant’altro, cercando di interrompere la deriva dell’isolamento o della marginalità. Attraverso la ‘rinascita’ di borghi abbandonati o edifici dismessi, quindi, si vuole combattere il fenomeno del degrado e dell’abbandono anche grazie all’aiuto delle comunità locali.
«Tra gli elementi innovativi del progetto – commenta il presidente della Fondazione Casa, Carlo Lazzarini – c’è sicuramente la concezione che l’abitazione diventa un luogo al centro di un processo di recupero e rivitalizzazione del tessuto sociale ed economico all’interno del quale è inserita. I soggetti stessi sono parte attiva della riqualificazione mentre dal punto di vista costruttivo è prevista una particolare attenzione agli aspetti di integrazione ambientale e paesaggistica».

DOVE SONO GLI APPARTAMENTI E I LOCALI – Gli immobili – per un totale di 28 appartamenti/locali – sono situati a Lucca nell’area collinare di Arsina, nella frazione di Antisciana nel comune di Castelnuovo Garfagnana, a Tassignano (Capannori) ad Oneta (Borgo a Mozzano) e alla Ficaia (Massarosa), complesso abitativo già di proprietà della Fondazione Casa all’interno del quale è già stato realizzato un progetto di alloggi transitori inaugurati nel novembre del 2015.

INVESTIMENTO – L’investimento previsto ammonta ad oltre 2 milioni di euro, per la precisione a 2 milioni e 205mila euro derivanti dal contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca (1,6 milioni di euro), dalla quota della Fondazione Casa Lucca (circa 370mila euro) e dal restante cofinanziamento dei soci della Fondazione per circa 237mila euro.

LE FASI DEL PROGETTO – Finite le ristrutturazioni degli immobili si passerà alla fase di allestimento degli arredi e, successivamente, all’inserimento delle famiglie (o delle persone) negli alloggi. Quest’ultima procedura sarà curata dalla Fondazione Casa Lucca in collaborazione con i Comuni interessati attraverso l’assegnazione delle case attraverso un bando. Secondo il programma della Fondazione Casa gli interventi di ristrutturazione e allestimento delle abitazioni dovrebbero concludersi tra il 2017 e il 2018 per poi accogliere le famiglie all’inizio del 2019.
La fase di sviluppo del progetto “Abitare collaborativo” prevede – sempre con lo stesso sistema – la sistemazione e l’apertura alle famiglie in difficoltà di altri appartamenti a Ponte a Moriano (Lucca), a Borgo a Mozzano, Barga, Gallicano e Camaiore, in gran parte già di proprietà della Fondazione Casa Lucca.

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