A S. Vito va in scena il primo confronto fra i candidati sindaco, scintille Tambellini-Santini

A S. Vito va in scena il primo confronto fra i candidati sindaco, scintille Tambellini-Santini

LUCCA – L’applausometro dice Fabio Barsanti. Ma si sa, i decibel sono proporzionali al numero dei supporters in sala e forse il giovane rappresentante di Casapound ne aveva qualcuno in più. Nel teatro della Chelini di S. Vito, su invito di Marco Cinacchi, Alessio Dovichi e Alfredo Di Gino Puccetti, va in scena il primo confronto fra i sette candidati che si sfideranno, il giorno prima o poi qualcuno da Roma si deciderà a comunicarlo, per la poltrona di sindaco di Lucca. Sul palco Alessandro Tambellini (centrosinistra), Matteo Garzella (Lucca Avanti Tutta), Marco Santi Guerrieri (Noi per Lucca), Fabio Barsanti (Casapound), Remo Santini (Centrodestra), Ilaria Quilici (Lega Toscana) e Marina Manfrotto (Sinistra).

 

Tema della serata il presente e il futuro di S. Vito. Quartiere non facile, troppo a lungo dimenticato e relegato a ghetto dove piazzare i lucchesi indesiderati. Oggi le cose sono cambiate, ma le tensioni sociali e la sensazione di rimanere ai margini non sono ancora alle spalle. Sicurezza, dunque, ma non solo. La crisi del commercio, con la chiusura di tante attività, il traffico caotico, le strade senza marciapiedi, la mancanza di centri di aggregazione, il caso della demolizione di due palazzine in piazzale Ariosto. Sono alcune delle emergenze lanciate dai residenti di cui il futuro sindaco si dovrà far carico.

 

san vito confrontoLa platea di S. Vito, 250 persone stimano gli organizzatori, non è stata tenera nei confronti del sindaco uscente, Alessandro Tambellini. Che pure ha messo sul tappeto gli oltre 9 milioni in arrivo col progetto quartieri social finanziato nell’ambito della riqualificazione urbana delle periferie dei comuni capoluogo. “Fatti, non parole – ha detto – che porteranno alla riqualificazione dell’ex distretto socio-sanitario di San Vito, nuove piste ciclabili, un’area sportiva alle scuole Chelini, ad un nuovo teatro all’aperto grazie al recupero dell’area compresa fra le due scuole materna ed elementare, la riqualificazione della piazza Lodovico Ariosto con la demolizione di due edifici e la loro ricostruzione e la riqualificazione dei locali annessi alla chiesa di proprietà della parrocchia, da destinare ad attività sociali e di tipo collettivo”.

 

Semplici annunci per gli altri candidati, che hanno contestato all’amministrazione uscente di aver aver fatto esattamente l’opposto. Risultato? Un quartiere assai poco social, sempre più degradato e impoverito di funzioni, carico di tensioni sociali.
“In questi anni – ha detto Barsanti – qui a S. Vito come in altre parti del comune è saltata la partecipazione. Un problema serio, nato nel momento in cui le Circoscrizioni sono state abolite. E da quel momento chi ha più visto un consigliere comunale da queste parti? Ecco, dobbiamo ripartire da qui”. Poi Barsanti ha dettato la sua agenda: “Riorganizzare il servizio della polizia municipale, sul quale il Comune non può né deve risparmiare: ci vogliono più agenti che si devono trasformare in poliziotti di prossimità. La viabilità è un tema centrale, la via vecchia Pesciatina deve ritrovare una forma dignitosa, via delle Pierone, via Corsica e via Sardegna a senso unico. E poi uni sportello sicurezza H24 al servizio del cittadino”.

 

“Se diventerò sindaco – ha detto Santini – istituirò un assessorato per i paesi e quartieri. S. Vito come altri hanno bisogno di cure e attenzioni continue, per risolvere le piccole e grandi emergenze quotidiane. Sì al vigilie di quartiere, a nuovi centri di aggregazione e a mercati ed altri eventi che possano riportare gente e rivitalizzare anche le attività commerciali. Il sindaco è il presidente della conferenza della Asl e poteva battere i pugni sul tavolo per non evitare la chiusura del distretto sanitario. Potrei dire mille altre cose, ma non sono qui a far promesse a vuoto. Ognuno di voi sa cosa è stato fatto sino ad oggi e ha potuto ascoltare i nostri programmi. Scegliete secondo coscienza”.

 

“Questa città ha bisogno di un forte cambiamento – ha sostenuto Garzella – Lucca ha perso il senso di comunità e il degrado si è impossessato di tutti i quartieri. S. Vito non fa eccezione. Nei nostri paesi mancano centri di aggregazione, solo così si combatte la solitudine e la marginalità. Per quanto mi riguarda intendo aumentare del 30% il pattugliamento del territorio da parte della Municipale. E poi le scuole: ho due figli e so bene le condizioni in cui si trovano gli edifici dove fanno lezione. Anche su questo fronte dovremo intervenire”.

 

“San Vito non ha più nulla di ciò che aveva – afferma Santi Guerrieri – e le relazioni ormai si sono completamente disgregate. La sicurezza nasce dal tenere lontano i nostri figli da chi può minare le loro certezze: o si migliora il tessuto sociale in cui si vive o non si va da nessuna parte. Vogliamo anche ricordare che sopra le nostre teste passa un elettrodotto da 135 Kv? Sulla presenza di casi sociali pericolosi, invito la gente ad andare ad individuarli e andare a segnalarli al futuro sindaco”.

 

“Vigile di quartiere e potenziamento del pattugliamento sul territorio – sostiene Ilaria Quilici – per dare ai cittadini di S. Vito la sensazione che il Comune c’è e si interessa a loro. Gli amministratori devono dare un segnale chiaro alla gente e non venire a chiedere i voti e poi sparire per i cinque anni successivi. Sappiamo tutti che vi sono casi molto complessi nel quartiere: ma gli assistenti sociali dove sono?”.

 

“Continuate ad amare S. Vito come avete dimostrato stasera – conclude Manfrotto – e pretendete dalla politica di poter condividere le scelte che riguardano il vostro quartiere. Ad esempio, sulla demolizione dei due edifici Erp in piazzale Ariosto non c’è stato alcun processo di partecipazione con i cittadini. La scelta è caduta dall’alto e questo è un brutto vizio della politica e una mancanza grave dell’amministrazione uscente”.

 

La serata scorre tranquilla, con i candidati che sembrano ancora in fase di “rodaggio”. L’unica fiammata arriva quando il sindaco Tambellini si rivolge a Santini e lo accusa di pronunciare “baggianate” nonostante abbia diretto per anni la redazione di un giornale locale. In sala gli animi si scaldano e il candidato del centrodestra risponde per le rime: “Non spetta al sindaco valutare le affermazioni degli altri candidati, siamo in un paese libero e ognuno può esprimere le sue opinioni. A decidere saranno i cittadini attraverso il voto”. Quando non si sa, ma la strada sembra ancora piuttosto lunga.

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