Si rinnova il rito del pranzo con i poveri, segno di una città capace di accogliere

Si rinnova il rito del pranzo con i poveri, segno di una città capace di accogliere

20161225_123719_1482667841366_resized - CopiaLUCCA – “Quella di oggi è la straordinaria immagine della città capace di accogliere tutti, un grande momento di solidarietà autentica al quale sono davvero felice di poter partecipare. Come sindaco spesso soffro perché vorrei poter dare risposte a tutti anche se questo non è possibile. E allora grazie a tutti coloro che ogni anno rendono possibile questo momento”.

 

Così il sindaco Alessandro Tambellini ha aperto il tradizionale pranzo di Natale con i poveri, un rito che avviene dal 2011, nelle navate di S. Pietro Somaldi, una delle più belle chiese della città. Una collaborazione tra la Comunità di Sant’Egidio, stabilmente presente a Lucca da oltre un decennio e la chiesa cittadina, che da alcuni anni ha accolto l’idea di Sant’Egidio di ospitare il tradizionale pranzo di Natale con i poveri all’interno di una chiesa del centro storico, come del resto già avviene in molti luoghi in cui è presente la Comunità.

 

Oltre 250 persone hanno pranzato assieme, un gesto che in un tempo come quello che stiamo attraversando, caratterizzato da aspri conflitti e nuove diffuse paure per il fenomeno terrorismo, diviene ancora più significativo: la Chiesa accoglie i poveri tra le sue mura, mostrando come l’unica strada possibile per costruire il futuro sia quella di vivere assieme.

 

20161225_124419_1482667835363_resizedTra le tavole imbandite ai piedi dell’altare di S. Pietro Somaldi anche anche 15 profughi accolti nelle strutture della Croce Rossa Italiana, segno visibile di una città che vuole presentarsi come aperta e accogliente soprattutto nei confronti di chi fugge dalla guerra o da condizioni di povertà e disagio inaccettabili per chiunque. Il prossimo Natale è un’opportunità per tanti: per chi non ha il riparo di una casa e di una famiglia, il giorno della festa non sarà trascorso in solitudine, per tante persone comuni, desiderose di rispondere a quella domanda di amore verso i deboli che è il Natale, ci sarà la possibilità contribuire in diversi modi alla costruzione della solidarietà di cui parla il Vangelo: “Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i ricchi vicini, perché anch’essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando dai un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti” (Luca 14,12-14). In dettaglio, sino dalle ore 10 del 25 dicembre i volontari che hanno scelto di trascorrere il Natale con la grande famiglia di Sant’Egidio saranno impegnati nei preparativi per il pranzo che, in realtà, vede coinvolte numerose persone nella sua organizzazione anche nelle settimane precedenti.

 

Intorno alle 13.30  è arrivato anche Mons. Italo Castellani, che si è fermato a lungoper incontrare personalmente i tanti che hanno popolato la chiesa di S. Pietro Somaldi.

 

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“Un grazie particolare – dicono gli organizzatori – alle Misericordie di Lucca e Lido di Camaiore, per l’importante sostegno logistico alla realizzazione della festa ed infine al Comitato Popolare di P.zza San Francesco, che mettendo a disposizione le proprie cucine renderà possibile la preparazione dei pasti caldi”.

 

 

(Notizia in aggiornamento)

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1 Commento

  • uno di Lucca
    26 dicembre 2016, 02:11

    Facciamoci a capire: per il culo non prendo nessuno, ma nessuno me: bella scena fotografata nel servizio con tutti con i telefonini in mano. Me lo spiegate ‘sto fatto? POVERI ma di che? Stiamo esagerando. Bello il pranzo, bello lo sforzo , l’impegno, ma non è così.

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