A Centro Studi Europei Giannini aperitivo con l’autore

A Centro Studi Europei Giannini aperitivo con l’autore

SERAVEZZA – Il Centro Internazionale di Studi Europei Sirio Giannini (CISESG), presenterà il romanzo di Maurizio Guidi Miglietto. Romanzo d’amore e di brigantaggio. La presentazione prenderà il via alle ore 18,30 e si svolgerà presso il Caffè del Palazzo, nei Giardini di Palazzo Mediceo di Seravezza (Area Medicea Patrimonio dell’Unesco), con la presenza dell’assessore alla valorizzazione e promozione del territorio Giacomo Genovesi. Ad intervistare l’autore Alberto Marchi (CISESG). Il romanzo di Maurizio Guidi è pubblicato dall’editore Polistampa di Firenze nell’importante collana “Sarnus, La Toscana racconta”.

Con la presentazione del Miglietto il Cisesg riprende la serie degli appuntamenti letterari di “Trame Off”.

Il protagonista dell’opera di Guidi, Miglietto può essere considerato una sorta di Robin Hood di Versilia e Lucchesia: è un astuto fuorilegge che assieme alla sua banda combatte i soprusi dei potenti a danno dei più deboli. Nel piccolo paese di Convalle (la storia è ambientata nel ‘500) tutti lo conoscono e nelle feste, tra balli e canti, si raccontano le sue gesta: storie di furti e schermaglie, incursioni e ritirate, piccole imprese al confine tra storia e leggenda che, tramandate nei secoli, ci appassionano ancora oggi.
Maurizio Guidi, scultore, dopo aver frequentato la facoltà di Architettura di Firenze inizia una ricerca sulle possibilità espressive del disegno in materia progettuale. Con i monumenti minimi incontra il critico d’arte Pierre Restany e inizia l’organizzazione di sculture territoriali tra cui “Tierra di Siena” “Media 1” e “Media2”. Con il laboratorio “Evocava” progetta il recupero ambientale e l’utilizzo per attività artistiche di cava Borella a Vagli e cava Barghetti a Seravezza. Marmo e legno caratterizzano le sue ultime produzioni tra arte e design.

Sue opere sono esposte in gallerie pubbliche e private in Italia e all’estero. Ha scritto e curato diverse pubblicazioni d’arte, ma è alla prima esperienza di tipo letterario”

Miglietto, il primo romanzo di Maurizio Guidi, racconta gesta circonfuse di leggenda. Il protagonista, il Miglietto del titolo, è un brigante che però fa giustizia contro coloro che causano danni e commettono soprusi nella sua terra. “Miglietto era un brigante, ma non un brigante…, insomma non un delinquente (…) come quel Robinudde, che poi non è che rubasse proprio, faceva giustizia contro le prepotenze” dice di lui Lidamo, il personaggio-narratore che nel romanzo ne racconta le imprese. La sua patria era la Repubblica Lucchese della prima metà del Cinquecento e, all’interno di questa, la Vicaria di Camaiore.
Ma un brigante ovviamente non può vivere stabilmente in un luogo e allora eccolo arrivare nel paese di Convalle, che con il territorio di Camaiore era peraltro confinante, dove era amato e rispettato perché aveva già dato dimostrazione di saper risolvere una brutta vicenda di ruberia. Maurizio non ha voluto però fare un romanzo storico, o per lo meno solo storico. Ha affidato come detto il racconto delle vicende di Miglietto ad un personaggio di nome Lidamo, figura di narratore popolare collocata nell’anno 1960. Lidamo è un uomo del popolo e un poeta, anch’egli rivestito di qualcosa di leggendario: è un grande camminatore e un artista della narrazione, uno di quei contafole che un tempo nei paesi facevano vivere l’immaginario della gente con racconti fantastici. Le sue letture sono colte: conosce bene le opere di Enrico Pea e Giosuè Carducci; ma soprattutto conosce il territorio. Parla con cognizione di causa del marmo: non solo di quello delle cave di Seravezza o dei laboratori di Pietrasanta, ma anche di un marmo più insolito, sconosciuto ai più, il marmo rosso venato di bianco e giallo oro che veniva cavato dal Lucese e sotto Convalle, a San Giuseppe e che fu utilizzato per costruire la stazione di Viareggio nel 1936.
Il lettore fa dunque dei salti nel tempo: parte nel 1960 e arriva nel 1525 per poi tornare nel 1960: un duplice salto temporale che connota di una nostalgia non melanconica l’ambientazione della parte iniziale del romanzo, quella che serve per presentare il personaggio-narratore Lidamo. E che consente una scoppiettante libertà narrativa nel racconto delle vicende di Miglietto e dei suoi compagni di scorribande (Gecco, Piè e Daniè), quando il tempo scorre all’indietro di molti secoli. Scorribande e avventure non ne mancano, tra i monti che si trovano tra la Valle delle Campore, l’Alpe di Convale, il Monte Piglione, Massaciuccoli con le sue rovine di epoca romana, ma il racconto è impreziosito da molti aneddoti, curiosità, persino ricette. E poi da due personaggi che rimangono nel cuore del lettore: il primo è la donna di cui Miglietto si innamora, Elvira, figura di moderna Penelopoe; il secondo è un prete coraggiosamente anticonvenzionale, caratterizzato da una sfrontata umanità, pronto a aiutare Miglietto nelle prove più dure.
La struttura di questo breve, strepitoso romanzo di Maurizio Guidi è solida: l’impressione che se ne ha è che Maurizio governi con sapienza ogni singolo passo della narrazione, senza che il lettore abbia mai la sensazione di andare fuori strada. E anche quando l’autore si concede la libertà di inserimenti di storie e piccole scoperte (Michelangelo che mangia i tortelli o “tortegli”) che sembrano un po’ avulse dalle narrazioni principali (o come ad esempio la sortita dalle parti di Bagni di Lucca) si comprende che si tornerà ben presto al cuore della vicenda senza che ne risulti appesantito il racconto dello svolgimento dei fatti.
A questa solidità di struttura narrativa corrisponde uno stile di invidiabile efficacia: la scrittura di Maurizio Guidi è precisa, asciutta. Ogni frase sembra collocare al suo giusto posto un mattoncino che farà quadrare i conti di un’opera che è inoltre arricchita dalle bellissime illustrazioni dell’autore, vere e proprie scene che integrano, e non semplicemente illustrano, il racconto.
Come del resto l’immagine della copertina, un arazzo che è parte della trama e che è anche una sorta di sintesi di questo libro, intreccio di bellezza e di mistero.

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