Don Zauker, dal fumetto al palco e molto altro

Don Zauker, dal fumetto al palco e molto altro

LIVORNO – Emiliano Pagani e Daniele Caluri sono due fra i più autorevoli rappresentanti di una certa scuola toscana di fumetto. Dalle pagine del Vernacoliere di Livorno regalano ai tanti appassionati lettori personaggi popolari e irriverenti come Don Zauker, Nedo, la Famiglia Quagliotti. Li abbiamo intervistati.

Da sinistra, Caluri e Pagani alla scorsa edizione dei Comics

Una coppia a fumetti, Caluri e Pagani, cosa vi divide? Ognuno presenti i propri personaggi…

Emiliano: Cosa ci divide? La mancata approvazione della legge sui PACS, altrimenti a quest’ora convivremmo felicemente insieme. E poi le fie. Le rispettive fie, a essere precisi. Ma come facciamo a spiegare loro che due persone che fanno un mestiere creativo, stanno in realtà lavorando anche quando passano intere serate a ridere e ruttare?

Daniele: Io ancora non ci credo. Essere riusciti a trasformare in maniera costruttiva innumerevoli appuntamenti, altrimenti destinati alla produzione di minchiate, risate feroci, rumori molesti e battute triviali senza scopo, ha del miracoloso, conoscendoci. Sarebbe bello poterci campare, ma in Italia è quasi impossibile; l’arte e la cultura non vengono premiate.

Emiliano: Per quanto riguarda i personaggi, io disegno da più di 10 anni La Famiglia Quagliotti, una soap opera, o meglio una ponce opera, livornese sulle pagine del Vernacoliere, oltre ad altre serie a fumetti come Loja Prisky e I Punitori. Più altre cosucce sparse in giro.

Daniele: Io ho esordito con Fava di Lesso, il pellerossa ormai arcinoto (almeno nel triangolo Rosignano-Marina di Vecchiano-Buti), palestra grafica per le mie produzioni successive, ovvero, sempre per il Vernacoliere: Nedo, l’omino terrorizzato dalle proprie erezioni; Luana la Bebisìtter, la tata del piccolo e delizioso Maicol, amico dei più deboli; e – su testi di Emiliano – Don Zauker, il sedicente esorcista il cui unico scopo sembra essere quello di dominare su chi gli dà credito solo per la tonaca che indossa. Per la Bonelli invece disegno Martin Mystère, ma purtroppo non è un personaggio mio…

Vi unisce una figura alquanto inquietante di prete, Don Zauker, come vi spartite questa scottante collaborazione?

Emiliano: Più o meno così: Daniele mi telefona più volte minacciandomi e insultandomi pesantemente per intimarmi di scrivergli la storia. Io ricambio gli insulti, pregandolo di allargarli a tutta la famiglia, e dico che ce l’ho già pronta e manca solo da correggere la punteggiatura, anche se in verità devo ancora pensare a cosa scrivere. Poi, gli ultimi giorni utili, gliela consegno e lui comincia a disegnarla.

Daniele: A questo punto, dopo averlo stramaledetto in dodici lingue diverse, di cui due morte (il latino e il pisano) mi butto a capofitto a leggere la sceneggiatura per non ritardare oltre. Ogni volta ho la vana speranza che sia tutto a posto, ma purtroppo il trademark di Emiliano è di sforare drammaticamente il numero di vignette, o di fondere due azioni in un riquadro solo, obliando che il fumetto non ha movimento. Ma devo sbrigarmela da solo, d’altra parte così è la sceneggiatura e tale deve rimanere. Il rispetto del lavoro altrui è fondamentale.

Emiliano: Puntualmente, dopo un paio di giorni, mi chiama per dirmi che gli ho messo troppe vignette e probabilmente dovrà unirne alcune o tagliarne altre. Io gli rispondo: “Fai un po’ come cazzo ti pare” e lui replica: “Già fatto, era solo per avvisarti”. Ma tutto questo lo possiamo fare perché ci conosciamo benissimo e ci fidiamo l’uno dell’altro.

Dalla vignetta al palco, Don Zauker è divenuto anche un talk show con la collaborazione di alcuni vostri amici, la compagnia teatrale dei Licaoni. Per chi non l’ha ancora visto, quali sono i temi trattati?

Emiliano: Tutto è nato per caso. Avevamo una serata tutta per noi alla Festa del Vernacoliere (Ndr: edizione 2006) in Fortezza Vecchia a Livorno e non sapevamo cosa fare. Stare su un palco a leggere le nostre storie a fumetti e a parlare di noi ci sembrava da suicidio di massa e allora che fare? Consci del fatto di non saper recitare, abbiamo deciso di chiamare alcuni amici in grado di farlo e ci siamo improvvisati presentatori di un finto talk show, con finti sondaggi, finti reportages, finti spot pubblicitari e naturalmente finti ospiti, quali un politico moderato, una scrittrice petulante, un giovane rapper, un miracolato e un immancabile prete. Con loro discutiamo di molti temi di stretta pertinenza della Chiesa Cattolica, come il conflitto di confessioni, l’etica nella ricerca, la crisi dei valori, le unghie incarnite, il polpo in cento ricette e le ultime puntate di Lost.

Daniele: Il Don Zauker Talk Show, anno domini 2006. Ci sarebbe piaciuto tanto portarlo in giro, ma se si contano anche i tecnici eravamo una decina di persone e se faticano a lavorare le compagnie teatrali immaginati noi, che attori non lo siamo neanche. Ma non ci siamo persi d’animo e per la performance dell’8 luglio di quest’anno alla Fortezza Vecchia abbiamo scritto uno spettacolo nuovo, se possibile molto, ma molto più cattivo, condotto interamente da noi due. Rimane ovviamente l’impianto originale, comprensivo di schermate, finte pubblicità e filmati vari, e improntato sulla gradita presenza della Chiesa Cattolica in ogni aspetto del quotidiano in Italia. A Livorno è andato benissimo, contiamo di portarlo – come il precedente – anche in altre città d’Italia e tornare a casa perlomeno indenni.

Un anticlericalismo ridanciano e irriverente, che cosa vi ispira per i testi?

Emiliano: Tutto quello che ci circonda e in modo particolare ci sentiamo di ringraziare il Santo Padre, Monsignor Ruini e Monsignor Bagnasco per i loro preziosi e continui consigli, alcuni dei quali addirittura non richiesti… anzi, quasi tutti a dire il vero. E poi anche i nostri uomini politici e i mezzi d’informazione che, ogni volta che c’è di mezzo la Chiesa Cattolica, perdono immediatamente qualsiasi traccia di spirito critico e fanno a gara per tentare di compiacere in ogni modo la potentissima CEI.

Daniele: … Ovvero il partito politico più influente in Italia. Siamo davvero ispirati da questo bel modello di vita, con una compagine di politici, giornalisti e perfino personaggi dello spettacolo tenuti con la briglia strettissima da una legione di porporati discreti e benevoli, consci di spostare voti e indici di gradimento come cazzo gli pare. Dobbiamo ringraziare, per questo ritorno ai gloriosi fasti dell’Alto Medioevo, un sistema elettorale da guerra civile, una casta governativa arrogante e autoreferenziale ma, ahimè, priva dei regolamentari coglioni, oltre ovviamente al bambin Gesù, alla Madonnina di Gavorrano Scalo e a S. Vinicio presbite.

Quale le prossime tappe dello show?

Emiliano: Questa estate abbiamo fatto serate a Empoli, Castelfiorentino, Calci e naturalmente Livorno, dove ci siamo esibiti davanti a un migliaio di persone paganti, no, me lo ripeto via via, perché ogni volta mi sembra impossibile.

Daniele: Poi, sempre che non si venga tradotti presso la Casa Circondariale di Villeggiatura Le Sughere di Livorno, proviamo a contattare gli stessi luoghi dove siamo stati l’anno scorso, a Padova, Verona, Sansepolcro, Follonica, nonché ovviamente Lucca.

Se potesse parlare con Papa Benedetto XVI, cosa proporrebbe l’umile presule Don Zauker (Ndr: qui la nostra redazione ha raccomandato agli intervistati la massima serietà)?

Emiliano: In uno dei nostri sondaggi fatti per strada e che proiettiamo ogni volta sul palco durante i nostri spettacoli, facciamo la stessa domanda a un passante il quale ci risponde, scocciato: “Eh, ma che cazzo vuoi?!”. Non sarebbe una brutta domanda. Seriamente noi non abbiamo niente contro Bene, detto XVI, in modo particolare.

Daniele:XVI è il nickname che il vecchio Sepp utilizza su Messenger.

Emiliano: A noi non piacciono le religioni, non ci piace il modo che ha la Chiesa di interpretare la religione cattolica e non sopportiamo che possa permettersi di interferire nella politica del nostro paese.

Daniele: Ma questo, come già detto, non è neanche colpa sua… Comunque, Don Zauker e Beppe Ratzinger si sono già incontrati due volte: la prima nell’episodio n. 12, quando il pontefice era ancora l’umile cardinale, capo indiscusso della Congregazione per la Dottrina della Fede (tradotto: l’Inquisizione); in seguito nell’episodio inedito della prima raccolta, in cui si ipotizzano oscuri trascorsi fra i due. Quindi, per sapere cosa il nostro esorcista chiederebbe al Santo Padre, non resta che tenersi aggiornati sulle sue gesta!

Seguite cronaca e attualità lucchese, che cosa ne pensate? Cosa vi colpisce?

Emiliano: Io, in tutta franchezza e sincerità d’animo, mi sento di dire che non so assolutamente una sega di quello che succede a Lucca. So le solite cose che si sentono in giro da anni e che sono ormai diventate dei luoghi comuni: che a Lucca si mangia il buccellato, che i lucchesi son tirchi, che Lucca che è la città più bigotta della Toscana anche se, specialmente negli ultimi anni, stanno rialzando parecchio la cresta anche numerosi gruppi di fascisti e poi cos’altro?… Ah, sì, Lucca Comics&Games, il Summer Festival con ospite fissa Giorgia e anche… ma mi sembra già abbastanza. E comunque è molto più di quanto non si organizzi a Livorno e questo lo dico senza ironia. In verità noi siamo molto affezionati a Lucca, abbiamo molti amici lucchesi (qualcuno/a perfino in Garfagnana!), visto che tutti gli anni siamo presenti ai Comics e poi a Lucca abbiamo fatto il nostro spettacolo più bello, in un posto meraviglioso: la chiesa di San Romano!

Daniele: Io… Dé, ha detto già tutto lui, io non posso che sottoscrivere! Ah, no: io a Lucca ci ho trovato anche la ragazza, ecco.

Vi troveremo ai Comics 2007? Ci anticipate qualche vostro futuro progetto in vista della convention?

Emiliano: Sì, a Lucca Comics 2007 saremo come sempre allo stand del Vernacoliere a fare gli scemi, forse, se tutto va bene, con il dvd del Don Zauker Talk Show, live in Lucca, registrato proprio lo scorso anno nella bellissima Chiesa di S. Romano.

Daniele: …Ancora consacrata, almeno fino al giorno prima dello spettacolo. Progetti per l’edizione Lucca C&G 2007? Per quanto mi riguarda, è uno solo: la pubblicazione della terza e sottolineo ultima raccolta di Luana la bebisìtter. Sarà infatti l’albo conclusivo, quello che porrà la parola “fine” alla serie e ne chiarirà tutti i dubbi e i misteri accumulati in dieci anni. Oppure no.

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