Grandioso Alberto Lionello nei panni di Giacomo Puccini

Grandioso Alberto Lionello nei panni di Giacomo Puccini

TORRE DEL LAGO (Lucca) – Eccezionale l’evento consumatosi nelle serate di martedì e mercoledì (7 e 8 luglio) presso l’Auditorium del Nuovo Gran Teatro all’Aperto nell’ambito della rassegna Puccini al Cinema – Frame by Frame: la proiezione no-stop (per la prima volta a colori) dello sceneggiato Puccini del 1973, regia di Sandro Bolchi. Il tutto con un emozionante coup de théâtre.

Giacomo Puccini

Non l’edizione trasmessa dalla Rai nel 1973, cinque puntate da quaranta minuti ciascuna, bensì il raro restore cut, la versione originale precedente ai tagli operati per l’adattamento televisivo: cinque episodi di diversa durata, alcuni oltre gli ottanta minuti. Questa l’emozionante scoperta del professor Pier Marco De Santi proprio durante la visione di martedì sera, cui è seguita la decisione, in accordo con l’entusiasta pubblico, di proseguire la lunga proiezione nella serata successiva.

Puccini di Sandro Bolchi ripercorre con precisione e intensità i tratti salienti della biografia del Maestro, alternando in modo armonico le vicende della vita privata ai grandi successi delle opere: un piccolo grande capolavoro della televisione italiana, irripetibile e, visti i tempi che corrono, impossibile da emulare. Questo romanzo sceneggiato (la definizione originale e più corretta di tale genere), è uno degli altri grandi titoli ormai dimenticati dal palinsesto Rai, tra cui ricordiamo I promessi sposi (1967), I Miserabili (1964), Una Tragedia Americana (1962), Le inchieste del commissario Maigret (1964-1972), giusto per citarne alcuni. 

La sigla iniziale contribuisce fin da subito a creare l’atmosfera: immagini del lago di Massaciuccoli, piccole case di pescatori, barchini e giunchi mossi dal vento, accompagnate dalla struggente delicatezza del Coro Muto di Madama Butterfly.

Siamo a Milano, negli anni dei traballanti successi di Le Villi ed Edgar: il compositore viene introdotto dai volti e dalle parole di altri, ancor prima che dalla figura di Alberto Lionello. Nella sequenza iniziale, fatta di lunghi primi piani e accurati dialoghi, troviamo un formidabile Tino Carraro nei panni di Giulio Ricordi, onnipresente angelo custode determinato a sostenere l’attività del giovane e promettente musicista di fronte allo scettico consiglio di amministrazione della casa editrice. A questo si alterna il colorito siparietto dello sfortunato Alfredo Catalani, intento a sottolineare di fronte agli amici il carattere spocchioso e la mancanza di talento del conterraneo rivale; si passa poi all’energica e appassionata Elvira Bonturi (Ilaria Occhini), compagna di una vita, attraverso la quale subito emerge l’irrequietezza sentimentale di Giacomo.  

Da questi presupposti si sviluppano le vicende narrate, fatte di complessi e tormentati rapporti umani, non raramente portati all’esasperazione, e di un percorso creativo sospeso tra l’euforia dei grandi successi e lo scoramento per la mancanza d’ispirazione, dell’idea giusta, di quella cosa che renda l’opera musicalmente e teatralmente perfetta. Il tutto vissuto sul filo di un’inquietudine insanabile e crescente con lo scorrere inesorabile degli anni.

Ecco quindi la determinante, a tratti incondizionata, fiducia imprenditoriale e paterna di Giulio Ricordi, ripagata con una stramba commistione di gratitudine e indolenza; segue invece il rapporto burrascoso con Tito (Luciano Alberici), successore nella direzione della casa editrice, percorso da una sottile rivalità e diffidenza reciproca. Spassosi i quadretti con i librettisti Giuseppe Giacosa (Mario Maranzana) e Luigi Illica (Vincenzo De Toma), misurato e composto il primo, impaziente e impulsivo il secondo: una coppia comica, spalla ai seri, e al contempo divertenti, tormenti creativi di un Puccini apparentemente impossibile da accontentare nelle sue fumose e impetuose richieste.

In tutto questo, la dinamica, la più importante, della relazione con la moglie Elvira, croce e delizia, costante guida e punto di riferimento, amata con debordante passione, tradita con altrettanta leggerezza e a volte perfino temuta; la bella Ilaria Occhini rende i tratti di una donna gelosa e sanguigna, di cui Floria Tosca sembra quasi essere una proiezione, ineluttabilmente votata alla violenza di un grande amore che dà vita e corrode allo stesso tempo. Questo esasperato sentimento sarà causa della tragica vicenda legata alla cameriera Doria Manfredi (la cantante Nada, giovanissima al tempo), su cui il regista Paolo Benvenuti ha recentemente fatto luce, nonché costante motivo di riflessione per Sybil Seligman (Ingrid Thulin), intima amica di Puccini e quasi espressione della sua coscienza.  

In pressoché totale aderenza alla biografia del Maestro, le psicologie dei personaggi (sia protagonisti sia comprimari) risultano ben delineate attraverso l’attenta sceneggiatura di Dante Guardamagna; la recitazione appare calibrata e puntuale in ogni aspetto, rispondente a un unitario progetto poetico in cui nulla è lasciato al caso. Come se le lezioni di questi e altri grandi fossero cadute nell’oblio, siamo ben lontani dalle spesso deprimenti fiction attuali, dove chiunque può improvvisarsi attore in assenza di una coerente linea registica.

Uniche e preziose le scene delle rappresentazioni teatrali, che maggiormente hanno subito i tagli in fase di adattamento televisivo; come in un corale omaggio, vengono convocate alcune fra le ultime grandi voci che la storia della lirica può vantare, senza speranza che il presente possa reggere il confronto. Il possente Placido Domingo è il cavaliere Des Grieux in Manon Lescaut, primo successo indiscusso del Maestro, Katia Ricciarelli diviene la delicata Mimì in La Bohème, la bellaAnna Moffofa rivivere lo strazio di Madama Butterfly; l’apoteosi si raggiunge però con Tosca, di fronte all’irripetibile vigore canoro e interpretativo di Mario Del Monaco (Cavaradossi) e alla potenza baritonale di Tito Gobbi (Scarpia). Dopo aver vinto un primo momento di  commozione di fronte a tali autorevoli saggi di maestria, davvero è inevitabile interrogarsi circa i tristi tempi che la lirica (e non solo) sta vivendo, soprattutto per quanto riguarda la reale presenza ed educazione di nuovi talenti.

Dopo una cruda e realistica incursione nell’atroce malattia che lo conduce alla morte, lo sceneggiato si conclude con le lapidarie parole del direttore d’orchestra Arturo Toscanini (Giancarlo Dettori), che interrompe la rappresentazione della prima di Turandot (25 aprile 1926, Teatro Alla Scala di Milano) alla la morte di Liù, ultima scena musicata. Segue un ingombrante silenzio, durante il quale scorrono i titoli di coda.

Strepitoso Alberto Lionello: se lieve è la somiglianza nei tratti somatici, in certi momenti accentuati grazie a un sapiente uso di trucco e fotografia, impressionante è la resa della psicologia del Maestro, in assoluta sintonia con ciò che di lui è dato sapere tramite le fonti a disposizione, innumerevoli e tuttora in fase di aggiornamento. Schiettezza tutta toscana nei modi, ironia, voglia di divertirsi e godersi la vita purché lontano dalla mondanità, urgenza creativa, passione e inconfessata deferenza verso la figura femminile: il tutto sorprendentemente condito con una perenne, sottile irrequietezza che lo accompagna in ogni gesto e si trasforma in commossa malinconia nel corso del pietoso avanzare della vecchiaia. Questo è Puccini, fragile uomo prima ancora che musicista, divino nel suo essere così incredibilmente terreno.

14 commenti

Inserisci il tuo commento

La tua e-mail non verrà pubblicata. compila tutti i campi obbligatori*

Se pubblichi stai dando il consenso alle regole di base , ai termini del servizio e alla normativa sulla privacy
Annulla

14 Commenti

  • Admin
    29 novembre 2010, 14:11

    sono d’accordo per quanto riguarda Lionello, veramente grande, un pò meno per Elvira che era piuttosto rozza, trovo che la Occhini sia troppo bella per renderla credibile, tutti gli altri personaggi mi sembrano ad hoc: peccato che la rai non faccia più di questi programmi, quelli odierni sono inguardabili, l’ultimo buono, a mio parere, è stato quello su Coppi, con Castellitto anche se aveva tanto del “feuilleton”.

    Grazie e cordiali saluti.

    RISPONDI
  • Admin
    17 settembre 2011, 17:38

    strepitoso sceneggiato, recitato meravigliosamente e con tanta musica. sapete se esiste una versione dvd?
    grazie

    RISPONDI
  • Admin
    6 ottobre 2011, 15:10

    A quando la realizzazione dello sceneggiato integrale Puccini da mettere in vendita? In mezzo all’attuale povertà di release multimediali sarebbe un gioiello da non perdere.

    RISPONDI
  • Admin
    9 ottobre 2011, 12:59

    E’reperibile in VHS O DVD lo sceneggiato su PUCCINI interpretato da ALBERTO LIONELLO???????

    RISPONDI
  • Admin
    9 ottobre 2011, 15:42

    anche se Lionello parla con cadenza fiorentina,sottigliezza passabile,lo sceneggiato è ben fatto e curato,come del resto molti altri dell’epoca,anni 60/70 (monopolio RAI),a differenza delle attuali “fiction”,superficiali,vuote spesso grossolane e insulse.

    RISPONDI
  • Admin
    31 ottobre 2011, 12:48

    Come ho fatto io, scrivete alla RAI e alla ELLEU per chidere la produzione dei DVD di questo bellissimo sceneggiato!

    info@nullelleu.com
    rewind@nullrai.it

    RISPONDI
  • Admin
    19 aprile 2012, 11:21

    DESIDEREI TROVARE IN DVD O VHS LO SCHENEGGIATO TRASMESSO DALLA RAI “PUCCINI” REGIA DI SANDRO BOLCHI E INTERPRETATO DA ALBERTO LIONELLO NELL’ANNO 1973

    RISPONDI
  • Admin
    20 giugno 2012, 14:33

    Sono ansiosa di poter trovare in DVD, lo splendido sceneggiato di Sandro Bolchi sulla vita di Puccini, interpretato da Alberto Lionello,per me incomparabile.Mi unisco con calore al coro di richieste.

    RISPONDI
  • Admin
    25 ottobre 2012, 23:40

    HO CERCATO OVUNQUE IL DVD DELLO SPLENDIDO SCENEGGIATO CAPOLAVORO DI SANDRO BOLCHI CON ALBERTO LIONELLO MA SEMBRA CHE NON ESISTA, E’ MAI POSSIBILE??????
    A CHI CI SI DEVE RIVOLGERE PER POTERLO VEDERE IN COMMERCIO?

    RISPONDI
  • Admin
    13 gennaio 2013, 08:53

    desidero anch’io avere notizie in merito a questo sceneggiato se è reperibile su dvd presso la RAI, o altrove.Grazie

    RISPONDI
  • Admin
    13 gennaio 2013, 12:43

    del resto Bolchi e’ stato il regista della miglior versione de ” i promessi sposi”.. Lionello in Puccini e’ stato superbo,col senno di poi l’unica pecca e’ la cadenza fiorentina, ma d’altra parte era forse necessario x far.. capire al resto d’italia. Averne oggi di sceneggiati cosi’ .

    RISPONDI
  • Admin
    1 aprile 2013, 21:59

    Sceneggiato ottimo con interpreti ben scelti, Lionello in particolare. Erano bei tempi quando la Rai ci forniva quasi sempre un servizio di qualità’ e di gusto , oggi scomparso. Peccato!

    RISPONDI
  • Admin
    2 aprile 2013, 17:42

    Lo sceneggiato fu veramente eccezionale sia dal punto di vista dell’interpretazione sia da quello della ricostruzione storica. Non mi vergogno a dire che io scoprii Puccini proprio grazie a questo lavoro. Informo che il DVD esiste: alcuni mesi fa l’ho visto anche a Lucca, Pisa e l’ho acquistato.

    RISPONDI

.

Newsletter