Legambiente lucchese ribadisce: no al carbonizzatore. Gli assi viari? Non servono, semmai una mobilità alternativa

Legambiente lucchese ribadisce: no al carbonizzatore. Gli assi viari? Non servono, semmai una mobilità alternativa

LUCCA – Nell’attesa del verdetto della Regione Toscana che scaturirà dalla VIA (Valutazione Impatto Ambientale) in merito all’impianto di decarbonizzazione idrotermale che potrebbe sorgere nell’area di Salanetti, nel comune di Capannori e al confine con Porcari, abbiamo incontrato Giordano Del Chiaro, neo presidente di Legambiente Capannori e Piana Lucchese, per saperne di più su un’infrastruttura che sta già facendo discutere.

Laureando in giurisprudenza all’Università di Pisa, 25 anni, capannorese, Del Chiaro guiderà l’associazione ambientalista dei cinque comuni della Piana assieme al neo direttore Maria Cristina Nanni, 30 anni laureata in scienze ambientali, ha lavorato nel settore agricolo anche all’estero, è alla sua prima esperienza nel campo associativo; occuparsi del territorio è per i due giovani responsabili di Legambiente una vera e propria missione.

Prima di tutto complimenti per il suo incarico di responsabilità. come nasce l’interesse per l’ambiente ed il territorio?

Il mio interesse per l’ambiente nasce nel momento in cui ho preso consapevolezza che la sensibilità verso le questioni ambientali fa parte, almeno in teoria, di ciascuno di noi; la difficoltà sta nel trasformare il rispetto per l’ambiente in una sana abitudine quotidiana, anche attraverso piccoli gesti. Mi piace far riferimento ad un episodio specifico, che può sembrare banale, ma che per il mio impegno concreto e personale è stato invece molto significativo. Frequento quotidianamente il polo culturale “Artemisia” di Capannori e dopo aver costatato il poco rispetto che vedevamo da parte degli utenti che gettavano per terra mozziconi di sigaretta, cartacce eccetera, un giorno i miei colleghi ed io abbiamo deciso di organizzarci per ripulire il parco. Abbiamo portato il materiale necessario, guanti, sacchetti e abbiamo cominciato a darci da fare: siamo partiti in 3 e ci siamo ritrovati in 40 persone nel corso della giornata. Una dimostrazione concreta di come un piccolo gesto possa fare la differenza e trasformarsi in qualcosa di grande.

Legambiente porta avanti un lavoro di sensibilizzazione soprattutto nei confronti delle generazioni future per affrontare le grandi sfide che l’ambiente ci impone. Come pensate di muovervi?

Con queste nuove nomine vogliamo portare ulteriore vivacità e freschezza  di punti di vista nella nostra associazione , di cui si celebra il decimo anniversario, associazione nata sul territorio quando un piccolo gruppo di persone ha deciso di impegnarsi per riqualificare un’area che era totalmente abbandonata e che oggi è il parco Ilio Micheloni di Lammari. Anni di attività che nel tempo si sono consolidate sempre di più grazie all’impegno e alla trasversalità delle competenze dei responsabili e dei volontari.

Una questione che sta facendo molto discutere in questi giorni è quella legata alla possibilità che sia realizzato a Salanetti un impianto di decarbonizzazione idrotermale dei rifiuti: qual è la vostra posizione?

Io credo che in merito al trattamento della frazione organica dei rifiuti ci si debba attenere al percorso intrapreso nell’ambito di ATO Toscana Costa, che è in fase di definizione, un piano che prevede la realizzazione di un impianto di compostaggio dei rifiuti di proprietà pubblica, l’unico strumento giuridicamente vincolante in materia di gestione del trattamento del rifiuto organico, che è andato a sostituire il Piano Provinciale, che già prevedeva la realizzazione di un impianto di compostaggio a Capannori. I privati sono liberi di presentare progetti di diversi impianti, ma devono fare i conti con una programmazione pregressa. Il circolo ha comunque dimostrato una posizione di forte scetticismo nei confronti del decarbonizzatore, che deriva dall’assoluta incertezza scientifica della tecnologia impiegata con cui la Creo vorrebbe trattare la frazione organica; incertezza già scaturita dal progetto originario di Gielle. Tengo a precisare che Legambiente è un’associazione ambientalista, ma il nostro è un ambientalismo scientifico e siamo quindi critici di fronte ad un progetto ancora poco sperimentato.

Ma nel secondo progetto molti dubbi non sono stati chiariti?

Per quanto ci riguarda non si è ancora fatta chiarezza sul tipo di rifiuti che potrebbero confluire nell’impianto e non si tratta di una questione secondaria: per quanto la tecnologia possa essere avanzata stentiamo a credere che la qualità del prodotto finito sia la medesima al variare della materia introdotta, anche perchè nel progetto di Creo persiste una incertezza sul trattamento delle acque reflue industriali. L’unico impianto preso in esame è quello spagnolo, di Valencia, che tratta però una frazione di rifiuti organici molto limitata, prevalentemente bucce d’arancia. Riteniamo poi che l’area di Salanetti sia già satura di concentrazioni industriali e meriterebbe piuttosto una bonifica.

Legambiente nazionale non si è espressa negativamente durante il convegno di Copertino nei confronti di questo impianto. Com’è possibile?

Legambiente nazionale non si è soffermata però sulla localizzazione e nell’incertezza scientifica che regna su questa tecnologia si è imposta una cautela in entrambi i sensi; molte delle premesse del presidente del comitato scientifico di Legambiente nazionale Beppe Croce, che ha partecipato al convegno, corrispondono ai dubbi che ha sollevato anche il nostro circolo, come l’incertezza sulla materia prima conferita; non si sofferma però sulla localizzazione e riteniamo che il problema principale sia il prodotto che esce da questo impianto, prodotto che non ha ancora trovato una denominazione chiara, anche se sappiamo che si tratta di lignite.  Croce ha ipotizzato un suo utilizzo in ambito energetico e l’impiego dei carboni attivi come prodotto fertilizzante. Si tratta comunque di carbone e noi sposiamo l’indirizzo che anche il ministro Galletti ha sostenuto nell’ambito dei lavori della COP21 e cioè un modello di sviluppo volto all’eliminazione dei combustibili fossili. Non ci sembra che l’impianto vada in questa direzione.

Dalla Regione sta per arrivare la Via..

In base alle decisioni individueremo le iniziative da intraprendere e ci batteremo per un’inchiesta pubblica. Noi rimettiamo agli esperti la scelta della migliore tecnologia, anche se si tratta di una decisione obbligata e cioè la realizzazione di un impianto di compostaggio, come previsto dal Piano straordinario di Ato Costa, che condividiamo; qualsiasi iniziativa dovrà fare i conti con l’imminente realizzazione di un impianto di compostaggio a Pontedera dalle capacità particolarmente generose, poichè sarà in grado di ricevere 45mila tonnellate di rifiuti organici: un impianto di simile portata, che fa parte del nostro ambito territoriale, potrebbe coprire le necessità del nostro territorio. Il nostro circolo inoltre promuove anche il compostaggio domestico.

Per quanto riguarda invece l’annoso problema degli sforamenti delle PM10-PM2,5 le polveri sottili, quali soluzioni suggerite?

La piana di Lucca soffre per una situazione particolare che deriva dalla morfologia del nostro territorio, che non agevola la circolazione e il ricambio dell’aria; da questo punto di vista i Comuni si sono coordinati per adottare il PAC, Piano di Azione Comunale, valido per il periodo 2016 -2018, che prevede azioni volte a ridurre le emissioni di polveri sottili. l nostro impegno è indirizzato verso un’opera di educazione e sensibilizzazione nell’adottare un modello di vita alternativo e a studiare nuove soluzioni ecologiche di trasporto. L’economia globale ci lancia una sfida, che è quella del superamento dell’utilizzo dei carburanti fossili e che punta sulle energie rinnovabili. Il nostro Paese si trava già in una buona posizione in questo senso e anche per quanto riguarda la ricerca sulle fonti alternative di energie si colloca al sesto posto nel mondo. Si tratta di un cammino comunque ancora lungo.

Qual è la vostra opinione sull’esclusione del progetto Anas dal piano del Cipe? Servono nuove strade?

Non consideriamo la costruzione di nuove strade una valida alternativa ad un progetto di mobilità sostenibile. Puntiamo sull’incremento del trasporto ferroviario di merci e persone e alla realizzazione e al potenziamento delle piste ciclabili. Ci siamo mossi in questa direzione con iniziative semplici, ma di forte impatto educativo e culturale, come Pedibus, quando i nostri volontari hanno accompagnato i ragazzi a scuola consentendo ai genitori di lasciare l’auto in garage, oppure con visite in biciletta per gli orti delle nostre campagne.

Ma non basta questo a risolvere il problema della mobilità, non crede?

La buona notizia riguarda il trasporto ferroviario: abbiamo appreso con soddisfazione del potenziamento della linea ferroviaria Pistoia-Lucca per un investimento complessivo di 450 milioni di euro e che si svolgerà in due lotti: il primo comprende la tratta Pistoia-Montecatini per 13 chilometri, lavori che partiranno nel corso della prossima estate, il secondo lotto, il più impegnativo, riguarderà la tratta Montecatini-Lucca per 30 chilometri per un investimento di 250 milioni di euro; questo intervento ci consentirà di sciogliere alcuni nodi cruciali della viabilità. Auspichiamo un ulteriore potenziamento della linea Lucca-Aulla che in parte è già stato realizzato nel corso dell’estate 2015, potenziamento che deve indirizzarsi nel ripristino dei raccordi ferroviari degli scali merci, affinchè il trasporto ferroviario possa diventare una valida alternativa al trasporto su gomma. Esempio emblematico in questo senso nel nostro territorio è la cartiera Lucart, prima azienda locale a credere nel trasporto su rotaia che ha portato a questi numeri: 100mila tonnellate di carta all’anno che generavano 18 mila camion in uscita e 4 mila in entrata che sono stati risparmiati alle nostre strade.

E su questo che si deve puntare?

Noi siamo convinti che questa sia la scelta su cui le aree industriali del nostro territorio devono puntare, come ad esempio una riqualificazione dell’ex scalo merci del mulino Pardini, funzionale alla zona industriale di Marlia. Il trasporto ferroviario di merci dovrebbe portare ad una riqualificazione della viabilità esistente come anche alla realizzazione di sottopassi ferroviari, guardando Lucca e la Piana come un unico comprensorio.

11 commenti

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11 Commenti

  • Admin
    13 maggio 2016, 12:49

    niente di nuovo sotto il soleLegambiente perfettamente allineata a chi non vuole nella Piana alcuna innovazione, come se tutto andasse bene così, l’opposizione alla biocarbonizzazione è odeologica, non importa che gli esperti dei commissari europei abbiano dato un giudizio completamente diverso sul progetto, e quanto agli assi, le vecchie risposte generiche, l’alternativa diuna nuova mobilità che non si dice in alcun modo in cosa potrebbe consistere nella Piana e che comunque è ipotesi da escludere per le merci, di ferrovia, auspicabile, si chiacchiera da decenni e quando si arriva al punto o insorgono ostacoli insormontabili o il discorso lentamente scema e non se ne fa di niente, per i prossimi10-20 anni gli assi sono l’unica soluzione se vogliamo mantenere industria e posti di lavoro nellaPiana, e migliorerebbero pure la qualità dell’aria, riducendo, con i tempi di attraversamento, la quantità di ossidi polveri sottili e CO2 rilasciati sul nostro territorio, una Legambiente vecchia e conservatrice
    dello status quo

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  • Admin
    13 maggio 2016, 14:47

    ma che ci fai con gli assi viari quando abbiamo una splendida circovalazione dove scorrono felici TIR dalla mattina alla sera?
    questa è la gente che ferma il progresso che sta facendo diventare l’Italia un paese del quarto mondo…

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  • Admin
    13 maggio 2016, 16:11

    Gentile GIOVAN SERGIO BENEDETTI,
    spero che gli assi se verranno fatti siano accanto a casa sua. Per il carbonizzatore la invito a trasferire la sua famiglia in zona adiacente Salanetti.
    Il giudizio dei commissari europei me ne frego altamente infatti preferisco il parere dei cittadini di Capannori e Porcari.
    Di soluzioni al carbonizzatore, assi viari, polveri sottili ecc…. ci sono eccome.
    Legambiente promuove da anni soluzioni basta visitare il sito nazionale e informarsi.
    Il suo è un commento politico retrogrado che poteva risparmiarsi.
    E la politica applicata dalla sua generazione che ha portato l’Italia e il mondo ad una situazione ambientale ed economica devastante.

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  • Admin
    13 maggio 2016, 16:22

    Signor Mirko Bernardini, ma lei di che campa di aria pulita?

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  • Admin
    13 maggio 2016, 16:31

    hahahahahha…. WLF…

    il progresso è costruire strade….. sei un fenomeno

    Il termine progresso designa il processo di avanzamento e di sviluppo delle discipline e culturale contesti sociali mutamenti nel corso del tempo di cambiamenti di epoche delle condizioni umane.

    io auspico un progresso dove l’energia alternative sostituiscono le tradizionali fonti fossili.

    Basta cementificazione adeguiamo le strutture esistenti e prendiamo esempio da nazioni piu avanti della nostra dove esistono piste ciclabili, dove è previsto entro il 2020 la chiusura delle città al traffico delle auto diesel e a benzina, dove è incentivata l’energia pulita e esiste un sistema di trasporto pubblico funzionante.

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  • Admin
    13 maggio 2016, 18:07

    @LIRKO BERNARDI, va benissimo, è un pò fuori mano, ma se voglio passare da qua per me non ci son problemi, e ragionando con la testa mia, non con quella di cittadini irrazionalmente spaventati, c’è un campo libero,non mio qui accanto al mio giardino, per il biocarbonizzatore andrebbe benissimo, io sto al 735 di via Pesciatina, lo faccia presente agli interessati, io non li conosco, però manca il capannone ed è area protetta, Legambiente dovrebbechiedere al comune di fare un’eccezione, io non mi oppongo

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  • Admin
    13 maggio 2016, 19:32

    Sono contento di apprendere che con il raddoppio della ferrovia si risolveranno i problemi del traffico. Così quando dovrò andare da Lunata a Segromigno a Ghivizzano e poi a Fabbriche di Vallico (tre volte la settimana) prenderò il treno e sarà tutto a posto. Oppure pensano a tapis roulant

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  • Admin
    13 maggio 2016, 19:53

    A volte credo di vivere in un altra città.

    Chi invoca l’estero ha mai visto una città straniera?

    No perchè se l’ha vista e mi indica un esempio di città in cui i mezzi pesanti attraversano i centri abitati, io sono pronto a cambiare idea.

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  • Admin
    16 maggio 2016, 16:25

    Gentile Sig. ANTONIO, io vorrei campare di aria pulita, vorrei che i miei figli e nipoti campassero di aria pulita
    ( considerando che gli esseri viventi campano respirando aria)
    Casomai se lei preferisce vivere e respirare aria inquinata la invito a trasferirsi a Guandong in Cina e camminare per strada avvolto in una nebbia permanente di smog.

    il mio desiderio e far crescere le generazioni future in un ambiente sano e pulito quindi ritengo sia responsabilità della nostra generazione costruire un mondo migliore tutelando l’ambiente.
    “la terra non appatiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla terra”

    in risposta al Sig. GINO e al Sig. kg2w vi informo che raddoppiare la ferrovia e creare scali merci come sono per l’appunto all’estero si riduce drasticamente il traffico pesante.

    Ma capisco che è piu semplice devastare il nostro stupendo territorio con nuove strade così che politici hanno maniera di ingrassare, iniziare la costruzione di una nuova strada che poi rimane incompiuta per 30 anni o magari poi crolla e il nostro territorio viene cementificato e il Sig. GINO non avrà modo di usufruire della nuova viabilità in quanto mai la vedrà ultimata.

    Nel nostro territori ne abbiamo a sufficienza di strade e strutture basta adeguarle e incentivare il trasporto pubblico ed ecologico.

    Ho fiducia nell’ essere umano e quindi spero che le generazioni future siano piu intelligenti di quella attuale, considerando quanto scrivete volete la cementificazione, aria sporca, aziende sperimentali di carbonizzazione ecc….ecc..

    Per fortuna esistono associazioni no-profit come Legambiente che lottano tutti i giorni contro l’ottusità delle persone come voi che continuano a favorire la distruzione del nostro habitat e se ne fregano dei loro figli e nipoti.

    io lotterò tutta la vita per impedire che i miei nipoti si ritrovino in un mondo che per respirare devono usare mascherine o respiratori …….

    in ultimo rispondo anche al Sig. GIOVAN SERGIO BENEDETTI sul carbonizzatore, a livello mondiale c’è l’intenzione di abbandonare l’estrazione del carbone in quanto non piu redditizio e troppo inquinante ritenendolo una fonte di energia oramai superata. Quindi mi sembra assurdo creare un impianto che produca carbone di bassa qualità ottenuto dai rifiuti organici e a quanto sembra (dalla documentazione fornita dalla azienda che vuole realizzare il carbonizzatore) anche dai fanghi di spurgo delle cartiere.
    Non ci vuole tanto intelletto o degli scienziati per capire che il prodotto finito che ne esce non potrà mai essere uguale e che poi questo prodotto (lignite) verrà bruciato.
    Se le amministrazioni comunali proibiscono di accendere i camini che bruciano legno nei periodi particolarmente critici di qualità dell’aria (giusto o sbagliato che sia) mi sembra inopportuno favorire industrie che producano carbone.

    poi forse sono io che sono pazzo……..

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  • Admin
    16 maggio 2016, 20:40

    Il problema non sono le strade, quelle non inquinano.
    Non possiamo eliminare strade, ferrovie, auto, treni, ecc, ci vuole
    un cambiamento in tutti i settori che vada verso la difesa dell’ambiente,
    ma va fatto senza mettere in difficoltà la dignità di vita di tutti.

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  • Admin
    17 maggio 2016, 03:56

    Mi dispiace dirlo, ma qui l’ignoranza regna sovrana. Come si fa a dire che la lignite ottenuta da biomasse è un “COMBUSTIBILE FOSSILE”??? Si tratta di un combustibile ottenuto direttamente dalla biomassa e non ha nulla di fossile. Equivale al carbone di legna prodotto nelle carbonaie in bosco. Equivale a bruciare nel caminetto un pezzo di legno. Il pezzo di legno NON E’ FOSSILE e il carbone fatto partendo dal pezzo di legno NON E’ FOSSILE.

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