#Carbonizzatore – Infuria il dibattito, il sindaco di Copertino: “Ercolini mi ha dato rassicurazioni” (video)

#Carbonizzatore – Infuria il dibattito, il sindaco di Copertino: “Ercolini mi ha dato rassicurazioni” (video)

LUCCA – Tante polemiche e anche un piccolo giallo. L’impianto di biocarbonizzazione che la Creo di Luca Gelli ha chiesto di realizzare nell’area di Salanetti ha scatenato un polverone, in attesa che il procedimento pendente in Regione faccia il suo corso. Il passaggio di competenze a Firenze ha causato qualche ritardo nella valutazione dell’assoggettabilità al procedimento di valutazione di impatto ambientale. Una volta che da Firenze dovesse l’ok alla Via, ci saranno altri 180 giorni nei quali svolgere anche l’inchiesta pubblica richiesta sia da Capannori che da Porcari. Non un referendum come richiesto a suo tempo dal Movimento 5 Stelle, a cui lo stesso sindaco Luca Menesini si è detto più volte contrario.

Il dibattito infuria. Da una parte i sindaci interessati, con posizioni diverse: Capannori attende la risposta da Firenze, Porcari nettamente per il no. Dall’altra comitati, nati sia a Capannori che a Porcari, e forze di opposizione (centrodestra e M5S), che invece di un impianto del genere sul loro territorio non ne vogliono sapere. In mezzo la Creo, che ha presentato il progetto. Progetto che ha subito varianti in corso d’opera anche per venire incontro ad alcune richieste emerse dal tavolo tecnico costituito presso Lucense. Come l’eliminazione dei fanghi dai rifiuti trattati, su cui il comune di Capannori ha subito detto no, e un ridimensionamento della funzionalità dell’impianto, che nella prima versione avrebbe trattato 60 mila tonnellate, ridotte a 15 mila.

Su questo impianto, una tecnologia che sinora è attiva in Spagna, a Valencia, c’è ancora molto da capire. E detto appunto che non ci sarebbe trattamento di fanghi, restano due i punti più delicati: livello e qualità delle emissioni, materiale finale prodotto. Su questo aspetto, la Regione ha chiesto a Creo una serie di integrazioni per avere un quadro più preciso.

C’è poi il giallo legato alla posizione di Rossano Ercolini, fondatore e leader dei Rifiuti Zero, impegnato da anni contro gli inceneritori e vincitore, fra l’altro, nel 2013 del Goldman Environmental Prize, il cosiddetto Nobel per l’ambiente. Ercolini, che come rappresentate di Rifiuti Zero ha preso parte al tavolo di lavoro, sembra essere fra l’incudine e il martello: mai contrario a priori all’impianto, ma meno convinto negli ultimi tempi, tanto da essere tirato per la giacchetta da più parti.

A chiamarlo in causa anche il sindaco di Copertino, piccolo comune del Salento, dove potrebbe sorgere un impianto analogo. E’ stata la stessa società che gestisce quello in Spagna a chiedere l’autorizzazione e questo il primo cittadino, Sandrina Schito ha organizzato la scorsa settimana un convegno pubblico per illustrare il progetto alla cittadinanza. Lo stesso sindaco, in un’intervista rilasciata a Telerama News (video), svela di aver parlato con lo stesso Ercolini che l’avrebbe rassicurata sul fatto che l’impianto di biocarbonizzazione non avrebbe – afferma il sindaco – “un impatto pericoloso per le emissioni di gas in atmosfera”.

La partita è dunque aperta. I tempi non saranno stretti e ci sarà tempo per un confronto serio e senza pregiudizi. Sarebbe giù una vittoria che alla fine ne possa scaturire una decisione, qualunque essa sia, che tenga conto degli aspetti esclusivamente tecnici. Delle alchimie politiche ne avremmo davvero piene le tasche.

Guarda il video https://youtu.be/Sz3rClTQx-A

14 commenti

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14 Commenti

  • Admin
    2 maggio 2016, 20:10

    Rossano Ercolini, sappiamo, è molto contrario a questo tipo di soluzione, ma siccome è persona onesta non semina paure irrazionali senza fondamento come fanno altri, ora dovrebbe fare la stessa cosa a Capannori, però, perchè una cosa è non condividere una soluzione che produce, d’altra parte combustibile fossile, altra cosa è terrorizzare inutilmente la gente, comunque grazie a Rossano, sapevamo che ci potevamo contare

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  • Admin
    3 maggio 2016, 03:47

    Questa vicenda del carbonizzatore è ESEMPLARE di cosa sia in realtà il COMITATISMO e dovrebbe diventare materia di studio nelle università. Il comitatismo non è ambientalismo (se diamo a questa parola il suo reale significato) e soprattutto non c’entra nulla con la difesa dell’ambiente. Il comitatismo è diffusione di paure irrazionali paragonabili al mito degli UNTORI. Anche in questa materia il nostro più grande scrittore nazionale mise nero su bianco, ben oltre un secolo fa, delle verità tutt’oggi validissime e purtroppo tragicamente operanti nel tessuto sociale italiano.

    L’impianto in oggetto lavorerebbe residui vegetali, animali o poco di più.

    materie di questo tipo:

    – sfalci
    – potature
    – legno vergine
    – residui alimentari
    – residui delle industrie e imprese commerciali del floro orto vivaismo
    – residui dell’industria casearia
    – rifiuti organici
    – fibre tessili grezze

    Il prodotto???? CARBONE VEGETALE. Domanda per i comitatari: verso il 1950, quante Ton annue di carbone vegetale si producevano in carbonaie tradizionali sulle montagne e colline dei comuni della Lucchesia?? Guardate che il prodotto che uscirebbe dall’impianto non è una cosa nuova per noi.

    Attenzione BENEDETTI (ERCOLINI penso lo sappia già), si tratterebbe di prodotto energetico RINNOVABILE e NON FOSSILE. In sostanza, se i materiali trattati dall’impianto si decomponessero in natura, avremmo la medesima emissione di gas serra che si avrebbe bruciando il biocarbone.

    Quindi, riepilogando, l’impianto tratterebbe dei materiali togliendoli dal ciclo del rifiuto e immettendoli in quello, ben più virtuoso, della produzione di energia rinnovabile. Oltre a questo, particolare non certo irrilevante, l’impianto darebbe lavoro a 35 – 40 persone (calcolando in maniera da sottostimarlo l’indotto). Poi, altra cosa non irrilevante, favorirebbe la corretta gestione dei boschi. Infine, altra cosa non irrilevante, RIDURREBBE I COSTI DI SMALTIMENTO PER LE AZIENDE LUCCHESI CHE RACCOLGONO I RIFIUTI, ovvero, FAREBBE DIMINUIRE LA TARIFFA CHE TUTTI PAGHIAMO!!!!!!!!!

    Di fronte a queste evidenze che fanno i nostri sindaci??? Sono tremebondi (quando va bene) oppure, peggio che mai, si accodano alla caccia all’untore. Della serie chissenefrega dei posti di lavoro e di tutto il resto! Per non parlare di un centro destra pietoso ed acritico che salta sulla tigre del comitatismo sperando di tornare a governare e non rendendosi conto che, in questo modo, dimostra solo di essere INCAPACE DI GOVERNARE.

    Ecco qui (spiattellato con il copia incolla da http://www.rifiutizerocapannori.it/rifiutizero/dieci-passi-verso-rifiuti-zero/) alcuni dei “dieci passi verso rifiuti zero”:

    3.compostaggio: realizzazione di un impianto di compostaggio da prevedere prevalentemente in aree rurali e quindi vicine ai luoghi di utilizzo da parte degli agricoltori.

    4.riciclaggio: realizzazione di piattaforme impiantistiche per il riciclaggio e il recupero dei materiali, finalizzato al reinserimento nella filiera produttiva.

    8. recupero dei rifiuti: realizzazione di un impianto di recupero e selezione dei rifiuti, in modo da recuperare altri materiali riciclabili sfuggiti alla RD, impedire che rifiuti tossici possano essere inviati nella discarica pubblica transitoria e stabilizzare la frazione organica residua.

    CARO ERCOLINI, SI RENDE CONTO CHE IL COMITATISMO NON VORREBBE MAI NULLA DI TUTTO QUESTO??? SUL COMPOSTAGGIO LI ABBIAMO GIA’ VISTI IN AZIONE.

    CARO ERCOLINI, LEI DEVE SCEGLIERE. O IL COMITATISMO O LA DIFESA DELL’AMBIENTE. SONO DUE COSE DIVERSE E DISTANTISSIME. NON SI PUO’ PIU’ TENERE IL PIEDE IN DUE STAFFE.

    Per quel che mi riguarda sono perplesso da alcuni punti della strategia “rifiuti zero”, penso però che lasciare i mastini dei comitati sciolti contro gli impianti che danno lavoro e migliorano la qualità dell’ambiente NON CONVENGA A NESSUNO. Questi ipocriti vanno fermati prima che sia tardi.

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  • Admin
    3 maggio 2016, 14:46

    @ad anonimo..che ha scritto tanto, ma lei i documenti li ha letti?
    Dice il tecnico della CREO, anzi lo scrive, che l’impianto deve partire con RIFIUTI SPECIALI, e tratterà anche fanghi industriali e tessuti tessili. Inoltre l’impianto non è previsto dalla normativa Europea nè Italiana.
    Vuole fare da cavia?..vada Chernobyl…ne è ricorso il trentennale….

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  • Admin
    4 maggio 2016, 05:46

    All’untore, all’untore!!!!!!!!!!! Ecco qua la tattica comitatesca!!! LUCCA COME CHERNOBYL!!!!! Facile e becera propaganda. Il carbonizzatore assimilato ad una centrale nucleare SOVIETICA.

    Forse farebbe meglio a leggere Lei con attenzione. Fa effetto vero sparare parole quali RIFIUTI SPECIALI o FANGHI INDUSTRIALI?!!!????!?! Detto così è come dire uranio arricchito e stronzio radioattivo! Magari varrebbe la pena, invece di fare i terroristelli, si spiegare alla gente che rifiuto speciale non equivale a rifiuto pericoloso. Ad esempio le attività agricole ed agro industriali producono rifiuti di questo tipo. Quanto ai famigerati fanghi industriali, vorrei precisare l’impianto tratterebbe quelli di origine biologica. Guardi che in Lucchesia e territori vicini esportiamo anche di peggio (esportiamo e sarebbe invece opportuno che trattassimo QUI). Ma d’altro canto a voi ipocriti non frega nulla di dove finiscono i rifiuti. Vi basta solo di sapere che gli untori non sono nel raggio di un paio di Km da casa. Voi siete i veri distruttori dell’ambiente.

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  • Admin
    4 maggio 2016, 11:28

    @AMMONIO, forse non mi sono spiegato bene per eccessiva sinteticità, ma concordo pienamente con lei è una occasione per risolvere il problema senza danni collaterali, sarebbe stupido perderla

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  • Admin
    4 maggio 2016, 16:44

    Ammonio o fai parte della comitiva o sei fra quei 15 lavoratori che dovrebbe assumere la Creo….nome e cognome non ti riesce proprio pubblicarlo. Parli di untori e ti nascondi …forse ti vergogno per quelle assurdità che dici ? Ti capisco….

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  • Admin
    4 maggio 2016, 18:50

    anche la centrale dell’alce doveva andare a biomasse legnose, ma non rendevano abbastanza…. …con i resisui vegetali si può fare senza problemi il concime…. …ma il concime coi fanghi non lo userei…

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  • Admin
    4 maggio 2016, 18:51

    E il nucleare no, il solare no, l’eolico no, il termovalorizzatore no, il petrolio no, il gasolio no e la minch%a no.

    In Italia siamo d’accordo su una cosa sola,sul NIMBY!

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  • Admin
    4 maggio 2016, 22:15

    Hanno sempre affermato che non verranno trattati fanghi industriali o speciali ma solo rifiuti organici. Quali?? Dato che i 9000 tonnellate prodotte dall’umido fra Capannori e Porcari andranno nella compostiera a Gello e saranno gestiti esclusivamente da Rete Ambiente (che entrerà al posto di Ascit). Per cui voglio vedere dove trova 60000 tonnellate di rifiuti organici! E poi un imprenditore che deve decidere dove localizzare in Italia la propria azienda ed ha bisogno di materia prima (organico) da trasformare in un prodotto da vendere, decide di sperimentare questo carbonizzatore proprio a Salanetti e a Piombino!! Ma daiii…l’evidenza a volte è sufficiente ad ogni ulteriore commento.

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  • Admin
    4 maggio 2016, 22:33

    Chi non ha il coraggio di mettere almeno nome e cognome dovrebbe quanto meno tacere perché a scrivere cazzate sono tutti capaci… Detto ciò era scritto sul tirreno di una settimana fa su intervista ai futuri proprietari . L’impianto può accogliere per lavorare anche il vetro oltre il forsu che non credo siano materiale di provenienza organica.

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  • Admin
    5 maggio 2016, 07:04

    Ringrazio tutti i commentatori e posso rassicurarli:

    1. Non faccio parte della comitiva. Veramente far parte della comitiva non è un delitto. In Italia abbiamo libertà di impresa, di ricerca, ecc. Comunque non ho investito in queste cose e non faccio neanche ricerca in questo campo.

    2. Qualora facessero l’impianto (e con vojaltri sarà dura) non andrei a lavorarci. Faccio un altro lavoro.

    Dunque parlo come semplice cittadino e il mio nome non conta un baffo.

    FB NO CARBONIZZATORE, vi piace eh che il nostro umido lo portino a Gello (Pisano). A Pisa i posti di lavoro, a Lucca i costi da pagare. A Pisa sono certo contenti. Penseranno, tanto i lucchesi sono ricchi, che importa a loro di lavorare!! Per il resto ecco la solita critica (già sentita per ALCE). Dove troveranno il materiale??? Ma scusate, se non trovassero il materiale fallirebbero e se fallissero, per Voi sarebbe manna dal cielo. Quindi di che Vi preoccupate??? So già la risposta. Risponderete che tratteranno, al posto dell’organico, rifiuti di cartiera o roba del genere. A questa osservazione è facile controbattere:

    1. Non potranno saltare come bodde. Se la Regione li autorizza a trattare certe materie, solo quelle tratteranno e non altre. Se si parte dal presupposto (e per ALCE avete tirato fuori analoghi discorsi) che un tizio è autorizzato a fare un forno per il pane e poi, di punto in bianco, inizia a cremarci i cadaveri, oppure ad arrostirci i bambini…..ALLORA, IN QUESTO CASO, BISOGNA PROIBIRE I FORNI E SMETTER DI MANGIAR PANE. In verità sono i triti argomenti dello pseudo ambientalismo terroristico. Eh, ma poi, tanto, ci faranno altro!!

    2. Detto questo, secondo Voi, dei fanghi di cartiera prodotti a LUCCA cosa si deve fare??? Trattarli a Lucca oppure esportarli con costi immani per le imprese???? Io credo, e non a caso al progetto carbonizzatore partecipano anche esponenti del mondo rifiuti zero, che i residui delle cartiere vadano trattati in Lucchesia, non altrove.

    Quindi farei fare il carbonizzatore e nella strada accanto l’impianto per i fanghi di cartiera.

    Detto questo segnalo che Piombino è vicino alle aree agricole forti della Toscana. Mi riferisco alla parte meridionale della provincia di Pisa e alla provincia di Grosseto. Mi pare un’ottima localizzazione. Quanto a Lucca essa è in prossimità dell’area maggiormente ricca di boschi e di biomasse legnose dell’Appennino settentrionale. Dire che qui mancano le materie organiche è falso. Semmai discutete sulla convenienza di trattarle.

    Questo progetto del carbonizzatore nasce dalla ricerca europea e cerca di ridurre i costi e migliorare l’ambiente. Otterrete solo di non far costruire l’impianto a Lucca. Lo faranno altrove e l’indotto finirà altrove. La Vostra politica contro gli impianti di trattamento dei rifiuti favorisce solo gli interessi di chi i rifiuti vuole movimentarli inquinando e spendendo soldi pubblici o del sistema delle imprese.

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  • Admin
    5 maggio 2016, 21:53

    probabilmente è tutta colpa della Befana, che quando sei cattivo ti porta il carbone, e allora dev’esse proprio una cosa brutta, a meno che non ti serva per far la grigliata in giardino, allora anche se è biocarbone va bene perchè sempre lignite è

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  • Admin
    6 maggio 2016, 00:51

    L’impianto di Gello fa compost e non carbone che tra l’altro proprio perché carbone di bio non ha nulla… Poi trovo grave che in un comune che da tutte le parti si vanta di essere pioniere della strategia rifiuti zero e si fanno ordinanze per non far accendere i camini ai cittadini si permette di far costruire un impianto del genere che non ha neppure una normativa idi legge in quanto non se ne conoscono le criticita in quanto è sperimentale e ancor più grave che sia il paladino Ercolini a dare rassicurazioni sulla sicurezza di questo impianto, ammesso che sia vero quanto riportato qui.

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  • Admin
    6 maggio 2016, 03:16

    Guardi Caro MARINOZZI che il mondo rifiuti zero prevede che siano realizzati impianti innovativi di trattamento. Basta leggere il sito di INGELIA ITALIA per capirlo.

    Dal sito http://www.ingelia.it/breaking_news_12.html

    “…..Il 12 Febbraio 2016 presso la sede di Lucense al Polo Tecnologico Lucchese Ingelia Italia ha promosso un incontro….. Era altresi presente una esponente dell’associazione Rifiuti Zero con la quale Ingelia Italia ha rapporti di collaborazione continuata e di condivisione dei principi di base sulla salvaguardia ambientale e la sostenibilità degli interventi….”.

    Per quanto riguarda il compostaggio mi va benissimo. Le ricordo però che, quando qualcuno ha a malapena tentato di fare un impianto in Lucchesia è scoppiato un casino infernale. Naturalmente, al solito, l’impianto non si è fatto. In tal modo esportiamo i nostri rifiuti nel pisano, pagando di tasca (noi cittadini) e regalando posti di lavoro. Da questo si deduce che a Lucca, o siamo un popolo di ricconi, o un popolo di sfaticati. Infatti pare che non ci sia molta voglia di lavorare.

    A me pare che il prezzo del comitatismo, sull’arco degli ultimi 25 anni, cominci ad esser carissimo per il territorio .

    – No SALT 2. Risultato: non abbiamo la grande viabilità e i camion girano per i centri abitati con rischio della pelle per i cittadini e maggiori emissioni inquinanti
    – No Lucart Diecimo. Quanti posti di lavoro persi??
    – No ALCE, impatto disastroso per l’economia forestale e almeno 60 posti di lavoro persi
    – No Compostaggio Capannori, quanti posti di lavoro persi???
    – No Biocarbone…altri 50 posti tra azienda e indotto

    Si tratta di un reale peggioramento della qualità della vita (chiedere in Viale Europa) e di centinaia di posti di lavoro persi. UNA VERGOGNA.

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