Destra e sinistra cosa sono? Servirebbe solo un recupero di sovranità nazionale e popolare

LUCCA – Destra e sinistra hanno ancora senso? Le parole chiave del nostro linguaggio politico stanno reggendo all’usura del tempo o non c’è più motivo per spendersi per esse? L’idea, tutta occidentale e mutuata dalle rivoluzioni del Settecento, di una polarizzazione dello scontro tra due schieramenti, almeno apparentemente opposti, ha ancora ragione di essere? O sono rottami di un’epoca che non esiste più e che qualcuno, con un accanimento terapeutico interessato, tiene in vita perché nulla cambi? Verrebbe da rispondere con Gaber. Ma se dovessimo azzardare qualche considerazione, diremmo che destra e sinistra sono morte da tempo. E non ne sentiamo nessuna nostalgia. Non vi meravigliate: la rubrica Destra & Sinistra che teniamo ha questo nome per evidenti ragioni di sintesi, ma, personalmente, non ci siamo mai sentiti di destra. Del resto, chi è di destra e chi di sinistra? Cosa effettivamente distingue le idee politiche, o quello che rimane di esse, in giro? Non certamente questa bipartizione. La declinazione del concetto di eguaglianza basta a definire chi è di destra e chi di sinistra? Detta così, sembra che chi si oppone a ogni eguaglianza è il male. Ovviamente la destra. E chi le difende è il bene. Naturalmente la sinistra. Eppure, basta osservare la natura, non c’è nulla di eguale. Per fortuna. E comunque eguaglianza e diseguaglianza sono concetti relativi: la sinistra non pensa che gli uomini siano in tutto eguali, la destra non pensa che essi siano in tutto diseguali. E’ forse la difesa del lavoro e il crinale che divide destra da sinistra? Pensate alla carne da porco che stanno facendo del mondo del lavoro i sindacati, ormai simulacri, la sinistra attuale e il premier con il piglio del venditore di piatti, che a scuola veniva chiamato “il bomba” per l’inesauribile capacità creativa di raccontare fregnacce. Chi è di destra? Chi difende questo sistema bancario, magari facendosi le sue banchette con papi o chi parla di usura? La dicotomia destra-sinistra è probabilmente morta con la caduta del Comunismo, per quanto, a partire dall’esperimento fascista in Italia, si è più volte tentato anche in precedenza di andare oltre queste abusate e inutili categorie. Quello che la dicotomia destra-sinistra può fare è legittimare un voto, sempre più inutile, visto che i reali centri di potere non sono certo in mano ai cittadini. Sono a Wall Street, a Lombard Street, a Bruxelles, e in logge, loggette e Bilderberg vari, i reali poteri di governo del mondo. A chi lo nega è difficile negargli la patente di cretino. Destra e sinistra sono interscambiabili perché nulla cambi. Servono al popolo bue. Quello che servirebbe davvero è solo un recupero di sovranità nazionale e popolare: la dicotomia di oggi è sovranisti-sostenitori di un nuovo ordine mondiale basato sull’apparente libera circolazione di merci e persone, in realtà il nuovo schiavismo. Che azzera i diritti sociali e le protezioni degli indigeni, salvo i diritti civili, vero oppio della nostra epoca, anche attraverso l’esercito industriale di riserva degli immigrati. In questo schieramento mondialista ci sono liberisti (a proposito: quest’ultimi parlano di Fascismo e Comunismo come di categorie superate e poi si ispirano a teorie del 1700, singolare la loro concezione del tempo) e ex presunti comunisti che danno all’unisono del fascista a tutto ciò che si oppone a una visione unica del domani. Non un caso che marcino insieme e che ritengano, ecco il dramma dei nostri tempi, che non vi siano altri mondi possibili. E’ il segreto diabolico: far perdere la speranza di un cambiamento, convincere che siamo in una gabbia da cui non si può uscire se non con esperimenti drammatici che portano ai gulag o ai lager. Il liberismo mondialista come unica deriva finale. Come destino ineluttabile. A questo malefica ciarpame rispondiamo con le parole di un giovane, e bravo, filosofo marxista, Diego Fusaro, che ritiene che il gesto più rivoluzionario che si possa compiere sia quello di abbandonare questa follia organizzata e tornare nei confini dello Stato nazionale sovrano aggiungendo: “Chi oggi critica il capitale e, insieme elogia il fenomeno dell’immigrazione (che del capitale segna il trionfo) si rivela del tutto incoerente, proprio come chi critica l’immigrazione e, insieme accetta supinamente il capitale”. Essere contro questo capitale e contro questa immigrazione selvaggia è di destra o di sinistra? Destra e sinistra sono morte. Una prece. Anzi, nemmeno quella.

leggi anche: Destra e Sinistra, la diversità sta nell’approccio al domani

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6 Commenti

  • Admin
    24 gennaio 2016, 18:34

    ..con alcune (ma fondamentali) tesi di Vincenti: in particolare la condanna dell’europeismo (tutto) e l’equazione solidarietà=complotto plutomassonico/cretinismo. Tra l’altro diffido sempre un po’ delle dietrologie alla Novus Ordo.
    Ciò premesso, era da tempo che non leggevo con tanto piacere un articolo così interessante di Vincenti.

    Chapeau.

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  • Admin
    24 gennaio 2016, 18:35

    Non fa una piega.
    Ottimo Vincenti.

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  • Admin
    24 gennaio 2016, 20:29

    Come non essere d’accordo?
    Come dico sempre parlando di destra e sinistra( parole abusate e consunte): “ da Bagni di Lucca a Borgo a Mozzano si passa il ponte e poi ci siamo.”
    Ormai è tempo di scegliere le persone in base alla loro “consapevolezza , al loro “merito”, alla loro mancanza di “conflittualità°.
    Me lo auguro per il bene di tutti nel rispetto di ciascuno.

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  • Admin
    24 gennaio 2016, 22:43

    se escludiamo le manifestazioni di destra estrema che per i più oggi sono da mettere al bando della società, la fascista e la nazista
    partiamo col dire che destra e sinistra sono due facce della stessa medaglia, l’uomo
    non esiste chi sia tutto di destra o tutto di sinistra
    mi fa sorridere chi dice di essere di sinistra senza se e senza ma, magari un minuto dopo si comporta come sono uno di destra, in generale direi che la faccia di destra è quella che esprime la necessità, anche legittima di affermare la propria individualità e la faccia di sinistra quella che tende a privilegiare il noi, la comunità e le circostanze sono determinanti nel far emergere l’una o l’altra. Nel campo delle attività umane la destra è di solito quella che porta ad affermare la propria individualità co l’intrapresa nella quale poi coinvolge altre persone e si chiama creazione di posti di lavoro a cui attribuiamo mediamente un valore positivo, a meno di non essere vittime dell’ideologia marxiana
    destra e sinistra vivono comunque sempre in un rapporto dialettico circolare di reciproco inseguimento
    e la sinistra fa presto a diventare concretamente destra quando emerge il suo io prepotente che pretende di cancellare l’avversario, allora sono due destre che si affrontano, sovranità nazionale il più delle volte si chiama nazionalismo e sta a destra così la storia

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  • Admin
    25 gennaio 2016, 15:59

    Uno che arriva a definire fascismo e nazismo come manifestazioni di estrema destra mi sa che ha capito veramente poco..

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  • Admin
    25 gennaio 2016, 18:53

    Va di moda nazigay ora

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